La Madonna col Bambino, rilievo in legno policromo, nella Scuola Grande di San Rocco

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Madonna col Bambino, rilievo in legno policromo. Scuola Grande di San Rocco

La Madonna col Bambino, rilievo in legno policromo, nella Scuola Grande di San Rocco

Sul pianerottolo della scala che conduce al Salone superiore della Scuola della Scuola Grande di San Rocco, tra le due finestre, è collocato un bassorilievo della Madonna col Bambino in legno policromo su uno sfondo con stelle dorate. Sotto la Madonna è infissa una lapide fatta incidere dal guardiano della scuola Domenico Ferro in memoria della peste del 1576.

Testo dell’iscrizione della lapide: “M.D. LXXVI / ALOYS.O MOCENIGO / PNCIPE VEN. / SAEVIEBAT PESTIFERA LUES QUA NULLA / UNQUA VEL DIUTURNIOR VEL PERNI / CIOSIOR EXTITIT NOSTROR. CRIMINU / ULTRIX PASSIM URBE TOTA CADAVERA / IACERE PROSTATA CARBUNCULIS / MACULIS BUBONIBUS Q. HORRENTIB / OBSESS ILSDE AEDIB EADE HORA FU / NERA FUNERIB CONTINUARI UBIQ / LACRYMAE SUSPIRIA SINGULTUS UBI / Q. TOTIUS CIVITATIS MISERABILIS AD / SPECTUS CIVIB REPENTE VEL OBE / UNTIB VEL METU PTERRITIS DULCE / PATRIA DESERETIB DEMU ALIQUAN / DO DEIPARA VIRGINE AC BEATISS.O / ROCHO DEPRECATORIBUS VISE EST / HEC EXTREMO MENSE XBRIS CUM / MARTIO COEPISSET CRASSARI AMISISSE / QUI QUIDEM TEMPORIS INTERVAL / LO CUM SOCIETTIS NRAE CCCC / PLUS MINUS FRATES INTERCIDIS / SENT IISDE IPSIS FRATTRIB EORUMQ / FAMILIIS PRESTANTISSIMI VIRI DNICI / FERRO MAGNI SOCIETATIS MAGISTRI / STUDIUM DILIGENTIA BENIGNITAS / CHARITAS NUNQ. SANE DEFUIT / QUI QUIDEM TANTAM CLADEM HOC / MONUMENTO TESTATAM VOLUIT / UTQ LEGENS POSTERITAS ADMIRETUR / INGENTEMQ VENETOR MULTITUDI / NEM PESTIS CRUDELITATE ABSUMPT / PIENTISS LACHRIMIS PROSEQUATUR”.

Il testo in italiano: “1576 / ALVISE MOCENIGO / DOGE / INFURIAVA  UN’EPIDEMIA DI PESTE, DELLA QUALE NESSUNA MAI / DURO’ PIU’ A LUNGO E FU PIU’ FUNESTA / VENDICATRICE DELLE NOSTE COLPE / DA OGNI PARTE IN TUTTA LA CITTA’ GIACEVANO / CADAVERI PROSTATI E COPERTI DI ORRIBILI PUSTOLE NERASTRE. / NELLE STESSE CASE, ALLA STESSA ORA / FUNERALI SEGUIVANO A FUNERALI, DOVUNQUE / UNA VISTA MISEREVOLE DI TUTTA LA CITTA’ / PER I CITTADINI CHE D’IMPROVVISO O MORIVANO / O, ATTERRITI DALLA PAURA,  / ABBANDONAVANO LA DOLCE PATRIA, ALFINE / SUPPLICANTI DIO PER INTERCESSIONE / DELLA VERGINE MADRE E DEL BEATISSIMO ROCCO / QUESTA ERINNI TANTO TRISTE E TERRIBILE / SUL FINIRE DEL MESE DI DICEMBRE / AVENDO COMINCIATO A MARZO AD INGROSSARSI  / E AD INFURIARE, PARVE AVER PERSO QUASI OGNI VIGORE / INVERO IN QUEL PERIODO DI TEMPO / ESSENDO SCOMPARSI PIU’ O MENO 400 / CONFRATELLI DEL NOSTRO SODALIZIO / AGLI STESSI CONFRATELLI E ALLE LORO FAMIGLIE / NON VENNERO DAVVERO MAI MENO / L’AMORE L’ATTENZIONE LA BONTA’ LA CARITA’ / DELL’ECCELLENTISSIMO UOMO DOMENICO FERRO / GRAN MAESTRO DELLA CONFRATERNITA / CHE VOLLE  TESTIMONIATA UNA COSI’ GRANDE SVENTURA / CON QUESTO STESSO MONUMENTO / AFFINCHE’ I POSTERI LEGGENDO SI STUPISCANO / E ACCOMPAGNINO CON PIETOSISSIME LACRIME / IL GRANDE NUMERO DEI VENETI / UCCISI DALLA CRUDELTA’ DELLA PESTE”.

ConoscereVenezia

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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