Compagnia Adriatica di Navigazione, Zattere al Ponte Longo, nel Sestiere di Dorsoduro

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Palazzo Molin e Palazzo Nuovo, Fondamenta Zattere al Ponte Longo - Sestiere di Dorsoduro

Compagnia Adriatica di Navigazione, Zattere al Ponte Longo, nel Sestiere di Dorsoduro

La “Compagnia Adriatica” di navigazione fu costituita a Venezia il 4 aprile 1932, a seguito del DM 21 marzo 1932, che disponeva la concentrazione delle Società di navigazione: “San Marco” di Venezia, “Puglia” di Bari, “SAIM” di Ancona, “Costiera” e “Nautica” di Fiume, “Zaratina” di Zara.

La bandiera della Società era formata dall’unione dei simboli delle città di Venezia e di Bari: il leone alato di San Marco, riportato anche sulle ciminiere di tutte le navi, su sfondo bianco e rosso, tradizionali colori della città di Bari. Alla fine del 1936, al momento della sua trasformazione in “Adriatica – Società Anonima di Navigazione“, con una nuova concentrazione dei servizi marittimi sovvenzionati, aveva una flotta composta da 32 navi.

Il Leone alato di Venezia ed il Palazzo Molin, alle Zattere al Ponte Longo, furono i due simboli identificativi dell’Adriatica di Navigazione. Il Palazzo Molin venne acquistato nel 1937, in precedenza era stato la residenza dell’Ing. Giovanni Stucky, che l’aveva preferito al Palazzo Grassi, altro palazzo di sua proprietà. Le navi passeggeri della società attraccavano nella banchina prospiciente lo storico palazzo. Nel 1938 venne acquistato anche l’adiacente Palazzo Nuovo, allora denominato “Manica Lunga“, e che inizialmente era costituito da un unico piano.

All’indomani della guerra, la flotta dell’Adriatica era ridotta a poche navi, i servizi con la Dalmazia, l’Albania, le isole del Dodecaneso e i porti nel Mar Nero erano sospesi. L’Adriatica ripristinò gradualmente alcune altre linee procedendo nel contempo alla ricostruzione della flotta attraverso recuperi, rinnovamenti, acquisti e nuove costruzioni. Nei primi anni ’70 l’aggravarsi dei conflitti nell’area mediorientale, costrinse l’Adriatica a cancellare i propri approdi nei porti di Alessandria, Haifa, Beirut e Lattakia, con conseguenti massicce perdite di traffico passeggeri e merci. I bilanci sociali, sino ad allora sempre floridi, cominciarono ad evidenziare le prime passività, anche a causa della sempre maggiore competitività della concorrenza marittima e delle linee aeree.(1) Nel corso degli anni successivi tutte le navi vennero gradualmente vendute o smantellate, riducendo man mano le linee servite. Alcune unità furono cedute alla Tirrenia e alla controllata Siremar. L’Adriatica di Navigazione confluiva totalmente nella Tirrenia nel novembre 2004. (2)

(1) http://adriatica.altervista.org/?id=20&lang=it

(2) https://it.wikipedia.org/wiki/Adriatica_di_Navigazione

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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