Teodoro Correr e la storia del Museo Correr
Teodoro Correr nato nel 1750 da nobile famiglia veneziana, dopo aver coperto alcune cariche minori della Repubblica, vesti l’abito di abate per aver libertà di attendere esclusivamente agli studi ed alla ricerca di monumenti storici ed artistici. Se egli ebbe in Venezia molti precursori nella formazione di musei famigliari (basti accennare ai Musei Grimani, Nani, Tiepolo, Trevisan, Molin etc.), pure ebbe Teodoro Correr l’abilità e la fortuna di raccogliere infinite preziosità artistiche, in questo giovato anche dai fortunosi eventi che seguirono la caduta della Repubblica, e dall’improvviso decadimento delle famiglie patrizie.
Morendo il Correr nel 1830 legò in perpetuo alla città di Venezia la casa avita a San Giovanni Decollato con tutto il materiale storico ed artistico che vi si conteneva, lasciando inoltre tutte le sue sostanze, perchè servissero alla conservazione ed all’incremento della sua raccolta. In seguito la Raccolta Correr, notevolmente ingrandita per le donazioni e per i lasciti di benemeriti cittadini (tra i quali siano ricordati i nomi di Nicolò Contarini, di Pier Domenico Tironi, di Domenico Zoppetti, di Giuseppe Boldù), non potendo più essere contenute nelle sale del palazzo Correr, si dovette pensare necessariamente a trasportare altrove una parte delle collezioni. E poichè nelle vicinanze si ergeva il Fondaco dei Turchi, prezioso per architettura ma quasi per vetustà pericolante, fu dalla Civica Rappresentanza deliberato di restaurarlo dalle fondazioni, adattandolo a Museo Civico.
Il Fondaco dei Turchi, venezianamente chiamato Fontego dei Turchi dalla destinazione che l’edificio ebbe negli ultimi tempi della Repubblica, era uno dei più begli esempi di stile veneto bizantino ed oggi ancora, dopo la completa riedificazione, è una delle più caratteristiche costruzioni sul Canal Grande. Il Palazzo fu alzato nella prima metà del sec. XIII da un ricco fuoruscito da Pesaro, di nome Giacomo Palmieri. Nel 1381 comperato dalla Repubblica fu donato al Marchese di Ferrara, Nicolò V, per le sue benemerenze verso la Repubblica. D’allora il palazzo fu chiamato la Casa del Marchese (poi duca) di Ferrara ed era cosi magnifico, che il Governo, quando giungevano in Venezia principi o grandi personaggi, soleva talora chiedere agli Estensi il permesso di alloggiarli nel loro palazzo.
Anche i principi Estensi vi abitarono per breve tempo in varie occasioni. Notevole sopratutto la venuta di Alfonso II duca di Ferrara, il quale accompagnato da un seguito principesco che saliva alla cifra quasi inverosimile di 3330 persone, giungeva a Venezia il 10 Aprile 1562 ed abitava qui per 6 giorni. Il Palazzo nel 1602 fu venduto ad Antonio Priuli, poi Doge, il quale lo cedette in affitto alla Repubblica (1621), perchè vi potesse essere riunita tutta la colonia turchesca di Venezia. L’ultimo mercante Turco, Saddo Drisdi, vi abitò fino al 1838.
Il palazzo fu comperato, per deliberazione del Municipio di Venezia, l’8 Maggio 1858 per poter restaurarlo, riunendolo con un cavalcavia al Palazzo Correr, e per esporvi le collezioni artistiche civiche. I lavori cominciati nel 1861, erano, per la parte respiciente il Canal Grande, nel 1869 già condotti a termine. Nel 1880 la Raccolta Correr, e le nuove collezioni, che ad essa a mano a mano s’erano venute aggiungendo, erano decorosamente esposte nel nuovo edificio.
Ma, come in simili cose accade, compiuta appena l’esposizione del materiale artistico, venne presto a mancare, per nuovi doni e legati, lo spazio, sicchè si dovettero costruire, a mano a mano, le altre ali del Fontego e nel 1898 il Museo, riordinato per opera del cav. Angelo Alessandri e del cav. Carlo Lorenzetti, fu solennemente inaugurato. Però in meno di un decennio, per nuovi importantissimi accrescimenti (basti accennare qui alla mobilia Contarini, che era prima esposta all’Accademia, ai lasciti Favenza, Boldù, Balbi-Valier, all’acquisto dell’intero appartamento Calbo Crotta) lo spazio fa ancora assolutamente difetto, cosi che una parte notevole del materiale non può essere affatto esposta, mentre parecchie sale sono già eccessivamente ingombre. S’imponeva quindi un nuovo ampliamento dell’edificio. (1)
Nel 1922 avvenne il definitivo trasferimento nell’attuale sede presso l’Ala Napoleonica (o Procuratie Nuovissime) e le Procuratie Nuove, in piazza San Marco, una costruzione che incornicia due terzi della piazza. Inizialmente il museo comprendeva dodici sale del piano nobile, esteso poi con altre allestite al secondo piano.
(1) Guida Illustrata del Museo Civico Correr di Venezia. Premiata Tipografia Emiliana Venezia 1909
FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.

















































































