Traghetto di Santa Giustina

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Campo Santa Giustina - Castello

Traghetto di Santa Giustina

Traghetto soppresso. Era un traghetto da nolo che aveva lo stazio presso il Campo di Santa Giustina. Era un traghetto piccolo, raggiunse al massimo quindici libertà (licenze). (1) Il traghetto, che aveva la sua sede di devozione nella Chiesa di Santa Giustina, nel 1635 aveva i suoi confini “dalla Celestia fino al traghetto dei Santi Giovanni e Paolo, dal ponte di legno in San Giovanni Laterano a San Lorenzo e da Sant’Antonin fino al Ponte de la Pietà”. (2) Presso il Ponte del Fontego esiste un capitello dedicato (oggi) a Santa Giustina, costruito nel 1621 dalla scuola del traghetto.

SANTA GIUSTINA (Campo, Fondamenta, Rio, Ponte, Salizzada, Campiello). Si reputa che la chiesa ex parrocchiale di Santa Giustina entri nel novero di quelle erette nel VII secolo da San Magno. Dopo essere stata, a quanto pare, rifabbricata, ebbe consacrazione nel secolo XIII, per mano d’Ugolino cardinale Ostiense, legato apostolico, poco dopo Gregorio IX. Si sa che fino dal principio di questo secolo veniva ufficiata da canonici regolari di cui s’ignora l’istituto. In progresso di tempo, secondo il Corner, fu consegnata ai canonici regolari di San Salvatore, ai quali nel 1448 subentrarono monache agostiniane, tratte dal monastero degli Angeli di Murano. Altri restauri ebbe nei secoli XVI e XVII, nonché nel secolo XVIII, dopoché il 5 settembre 1774 ne era precipitato il soffitto, schiacciando la mensa di due altari e la cantoria dell’organo. si legge che in questa occasione accorso uno dei patrizi Gradenigo, domiciliato di contro, poté, unitamente ad un religioso, solito a frequentare in sua famiglia, estrarre dalle macerie una vecchierella, che custodiva la chiesa, e radurla, perchè fosso soccorsa, nel proprio palazzo. La chiesa di Santa Giustina venne chiusa nel 1810, divenendo poscia, insieme al prossimo convento, casa di educazione della Marina. Ora non possiamo ammirarne che il prospetto, innalzato nel 1640 dalla famiglia Soranzo sul disegno del Longhena.

Era costume che ogni anno questa chiesa fosse visitata il giorno di Santa Giustina dal doge e dalla Signoria in memoria del trionfo ottenuto in tal giorno l’anno 1571 sopra i Turchi alle Curzolari.

Il Campo di Santa Giustina s’incominciò a selciare di pietre vivo soltanto nel 1747, 29 febbrajo M. V., per ordine di Marcantonio Bragadin, provveditore di Comun. Allora però si eseguì soltanto una lista presso la chiesa, ed altra presso la riva, ove soleva smontare il doge, avviato alla visita sopraindicata.

Notano le cronache che il 18 luglio 1618 venne strangolata Orsetta, consorte d’ Alberigo Alberighi, di anni 28, nella casa che ha due porte sopra il ponte dì Cà Cima in parrocchia di Santa Giustina. Esso è il ponte senza bande, oggidì innominato, sul campo, il quale però in qualche meno antica topografia è chiamato di ca’ Zon, perchè mette ad uno stabile poscia venuto in potere della famiglia Zon. (3)

Cfr. La Pianta di Venezia di p. Vincenzo Maria Coronelli (1697) e la Pianta della città di Venezia di Ludovico Ughi (1729)

(1) GUGLIELMO ZANELLI. Traghetti Veneziani: la gondola al servizio della città. (CICERO Editore).

(2) GASTONE VIO. Le Scuole Piccole nelle Venezia dei Dogi (2012).

(3) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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