Rio de l’Acqua Dolce, nel Sestiere di Cannaregio

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Rio de l'Acqua Dolce, dal Rio Terà dei Franceschi - Cannaregio

Rio de l’Acqua Dolce, nel Sestiere di Cannaregio

Situato non lontano dalle Fondamente Nove, deve la sua denominazione ai numerosi burci che vi stazionavano dopo aver effettuato le quotidiane scorte nei fiumi dell’entroterra. L’acqua dolce veniva prelevata per alimentare i numerosi pozzi pubblici e privati della città, mentre una piccola percentuale veniva venduta al minuto dagli acquaroli. Gaetano Zompini nel suo volume Le arti che vanno per via (1785) così descrive uno di questi venditori ambulanti: Co sto bigòlo porto un bezzo al sechio, l’acqua a boteghe, a chi no ha pozzo in casa, e assae dolce, e chiara co fa un spechio. Questo è uno dei rari rii cittadini non attraversato da ponti. Alla confluenza con il rio di Sant’Andrea, l’area attualmente trasformata in giardino era occupata fino all’inizio del nostro secolo da un tipico squero per la costruzione di barche, ricordato nella toponomastica della zona. (1)

Sulle sue rive si affacciano:

  • Calle del Pozetto
  • Rio Terà barba Frutariol
  • Calle del Tagiapiera
  • Rio Terà dei Franceschi

(1) https://github.com/mitchellwills/

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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