Chiese e Monasteri dell’Isola di Constanziaco

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Laguna Nord con l'Isola di Sant' Adriano e Santa Cristina (dal Campanile di Santa Maria Assunta di Torcello)

Chiese e Monasteri dell’Isola di Constanziaco

Storia delle chiese e dei monasteri

Per la stessa disgrazia dell’escrescenza dell’acque, per cui finì Ammiana, eri pure anche Costanziaco, altra isola delle Lagune popolata dagli altinesi, e così denominata da una porta della loro abbandonata città. In questa pure furono in quei primi tempi di sua fondazione erette chiese, e fabbricati monasteri, fra i quali il più famoso fu quello di Sant’Adriano Martire, che riconosce per madre e fondatrice la Beata Anna figlia del Doge Vital Michieli, e già moglie del Beato Niccolò Giustiniano, col quale avendo procreato diversi figli, e ravvivata la famiglia Giustiniana pressoché estinta, ambi di unanime consenso si ritirarono a professare vita monastica, egli nel monastero di San Niccolò del Lido, ed essa nel monastero di Sant’Adriano a proprie spese fatto costruire in Costanziaco poco lungi da Ammiana; onde in qualche documento viene anche chiamato di Sant’Adriano de Mani.

Con lo scorrere degli anni talmente si andò rendendo grave l’aria, e corrotta la palude presso al monastero, che cominciò in esso massimamente nell’estate, un’intollerabile infestazione di serpenti. Per cui furono obbligate a portarsi nella stagione calda ad abitare case private nell’Isola di Murano con grave loro incomodo continuato per molti anni, finché la paterna provvidenza d’Eugenio IV, nell’anno 1439, concesse loro il monastero di Sant’Angelo, detto di Zampenigo, posto nell’Isola di Torcello. Ciò nonostante però essendosi insieme con le rendite minorato, ed estinto il numero delle monache, il monastero di Sant’Adriano, e seco lui quello pure di Sant’Angelo di Zampenigo furono uniti con autorità apostolica (come altrove si è detto) al veneto monastero delle Monache di San Girolamo.

La chiesa dedicata ai Santi Sergio e Bacco martiri, e l’altra pure dei Santi Massimo e Marcelliano, rammemorate dal Dandolo nella sua Cronaca, furono fondate la prima dalle famiglie Frauduna, e Calciamiri, che avendo ottenute alcune reliquie dei Santi martiri Sergio e Bacco eressero ad essi in Costanziaco una chiesa; e la seconda dai soli Frauduni, i quali innalzarono ad onore dei Santi Massimo e Marcelliano una chiesa per riporvi alcune reliquie di detti santi da loro acquistate.

E l’una e l’altra chiesa fatte parrocchiali furono dai loro fondatori dichiarate soggette alla chiesa di San Lorenzo di Ammiana. È probabile che questo San Marcelliano, le di cui reliquie acquistate furono dai Frauduni, sia il Santo eremita Marcelliano, in di cui compagnia si ritirò in un’isola del mare a condur vita solitaria il Santo vescovo di Altino Eliodoro, di cui fu pia cura il dar ecclesiastica sepoltura al defunto San Marcelliano nell’Isola stessa, che poi dal di lui nome fu detta Marcellina. Ove però fosse situata tal isola, e che ne sia d‘essa al presente, totalmente ci è ignoto.

Il monastero altresì di monache Benedettine sotto il titolo dei Santi Giovanni e Paolo fiorì per alquanto tempo in Costanziaco, che ridotto poi a totale miseria, e vuoto di abitatori fu unito al monastero di Sant’Antonio di Torcello. Fu altresì a Santa Caterina di Mazzorbo unito il luogo di Santa Maria Maddalena, detto della Gajada, ſondato già in una piccola isola dello stesso nome contigua a Costanziaco. Questo monastero abitato già da canonici regolari andò con lo scorrere degli anni talmente declinando, che nell’ anno 1416 prossimo essendo a rovinare, né trovandosi alcuno, che ne volesse accettare il governo, restò soppresso, ed unito, come dicemmo, al monastero di Santa Caterina di Mazzorbo.

(1) FLAMINIO CORNER. Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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