Il busto di Marco Foscarini nella scalinata d’ingresso del Convitto del liceo Marco Foscarini

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ll busto di Marco Contarini sulla scala del Convitto del liceo Marco Foscarini

Il busto di Marco Foscarini nella scalinata d’ingresso del Convitto del liceo Marco Foscarini

Il liceo Marco Foscarini è il più antico liceo di Venezia e uno dei più antichi d’Italia essendo stato fondato nel 1807 con decreto di Eugenio di Beauharnais, viceré d’Italia e figlio adottivo di Napoleone I che istituiva sei licei, tre con convitto, in altrettante città del regno d’Italia. (1) Il liceo di Venezia inizialmente chiamato liceo convitto di Santa Caterina successivamente venne chiamato Liceo convitto Marco Foscarini, in onore del doge “letterato” (1762-1763), all’indomani dell’annessione del Veneto all’Italia, il 25 aprile 1867

La realizzazione del busto di Marco Foscarini fu approvata il 20 luglio 1876 e affidata a Luigi Borro già autore, nel 1875, della statua di Daniele Manin nel campo omonimo. Il busto venne inaugurato il 12 giugno 1881 dal rettore Michele Mosca e fu originariamente posto nel pianerottolo dopo la seconda rampa di scale, sotto la lapide, tuttora presente, che ricorda i lavori di ristrutturazione efettuati dall’ingegnere Carlo Tosi, ex alunno dell’istituto. Il busto venne poi trasferito, nel 1907, sul pianerottolo alla fine della prima rampa di scale che porta al convitto, in occasione delle celebrazioni del primo centenario del liceo convitto.  

Marco Foscarini fu protagonista della scena politica e culturale della Venezia del Settecento, nacque il 4 febbraio 1696 da Nicolò ed Eleonora Loredan. Educato nel collegio gesuitico di Bologna, fin dall’adolescenza fu incline a studi storico-letterari e, avviato alla carriera governativa, nel 1721 esordì nell’ufficio di savio agli Ordini.

Più volte Savio di Terraferma tra il 1724 e il 1731, l’anno successivo fu nominato ambasciatore presso la corte di Vienna, per poi passare alla sede romana (1737-1740) e quindi, per pochi mesi, alla legazione straordinaria di Torino. I plausi raccolti per gli esiti favorevoli delle missioni diplomatiche ne sancirono, il 3 luglio 1741, l’elezione al grado di Procuratore di San Marco. Di animo sostanzialmente conservatore, ricoprì in seguito incarichi determinanti nella gestione dello Stato, fra i quali quello di Savio del Consiglio, ed ebbe pure modo di coltivare interessi eruditi in qualità di Riformatore allo Studio di Padova, deputato alla Pubblica Libreria e, già dal 1735, pubblico storiografo.

Un progetto ambizioso, la redazione di un’opera intitolata Della letteratura veneziana, di cui fu edito solo il primo volume nel 1752, impegnò a lungo il patrizio, appassionato da materie molteplici: dedicò, a esempio, un poemetto ai coralli, all’epoca provenienti dalla Dalmazia, che pure cercò di sfruttare economicamente impiantandone una fabbrica per la lavorazione a Pontelongo, nel padovano.

Altre, tuttavia, erano le sue mire. Morto il doge Francesco Loredan il 19 maggio 1762, l’esito delle votazioni dei quarantuno elettori parve subito scontato, e il nuovo serenissimo, Marco Foscarini, fu eletto a grande maggioranza dodici giorni dopo. Una malattia, però, ne minò presto la salute, portandolo alla morte il 31 marzo 1763, ad appena dieci mesi dalla nomina. Fu sepolto nella chiesa di San Stae in una tomba senza il suo nome.  (2)

(1) Wikipedia

(2) Giorgio Politeo in Marco Foscarini. Una scuola pubblica a Venezia. Associazione Amici del Foscarini

 

FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.

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