La Madonna di Spagna, già nella Chiesa di Santa Giustina, ora nel Museo Diocesano d’Arte Sacra

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Immagine delle Madonna di Spagna incisa su rame

La Madonna di Spagna, già nella Chiesa di Santa Giustina, ora nel Museo Diocesano d’Arte Sacra a Sant’Apollonia

Allora che la feroce nazione dei Mori uscita dai paesi dell’Africa innondò tutti i Regni delle Spagne, alcuni fedeli più solleciti del divino onore, che della propria salvezza, procurarono di nascondere molte sacre immagini per sottrarle alle profanazioni dei barbari, e di queste dopo la fortunata espulsione degli invasori Maomettani, alcune, o per celeste rivelazione, o per umana diligenza recuperate si resero poi illustri per molti miracoli. Una di queste è quella, che al giorno di oggi si venera nella Chiesa delle Monache Agostiniane di Santa Giustina di Venezia (poi nella Chiesa di San Francesco della Vigna ora nel Museo Diocesano d’Aret Sacra), ivi trasportata al tempo, che la città di Candia pervenne fatalmente in potere dei Turchi che l’assediavano.

Quantunque non si sappia, quando essa pervenisse in Candia, pure si ha per tradizione, che di notte tempo essa fosse per mano angelica trasportata nella stalla di Andrea Muazzo nobile veneto nella colonia di Candia.

All’arrivo del venerabile simulacro si scossero con insolito strepito tutti i cavalli, ed il custode di essi accorso allo straordinario rumore vide con stupore tutti quegli animali posti in ginocchio, ed a capo chino venerare un’ immagine di marmo della Madre di Dio collocata in una mangiatoia, e tutta brillante di celeste splendore. Corse egli tosto ad avvisarne il padrone, uomo di singolare pietà, il quale senza frappore dimora volò ad essere testimonio e veneratore del gran miracolo, di cui, appena spuntato il giorno ne rese consapevole l’arcivescovo. Questi (perchè un’immagine così prodigiosa non restasse più a lungo nel vile luogo ove ritrovava) ordinò una solenne processione, e la trasportò devotamente alla chiesa Cattedrale di San Tito.

Ma avendo Dio destinato altro luogo alla custodia della Sacra Immagine, fece, che essa nella notte seguente ricondotta fosse per opera angelica alla stessa mangiatoia, ove la prima voltà comparve; dal che essendosi manifestato chiaramente il Divino volere, ivi con l’elemosine dei fedeli fu fabbricata una chiesa ad onore di Maria, ed in essa fu onorevolmente collocato il sacro simolacro.

Avvenne poi poco tempo dopo perfezionata la fabbrica della nuova chiesa, che alcuni nobili spagnoli, arrivati per accidente in Candia, avendo udita la fama del grande miracolo si portarono per venerare la celebre immagine, ed al primo vederla sorpresi da meraviglia attestarono con loro giuramento di averla non molto tempo avanti veduta, e riverita nella lor patria. Soggiunsero essersi partita dalla Spagna in maniera ignota, forse per sottrarsi a maggiori affronti dei Mori, che l’avevano oltraggiata con due ferite, i contrassegni delle quali ancora apparivano nel naso, e nella guancia. Tentarono, ma invano, quei nobili spagnoli di riaverla, onde ritornati alla patria ottennero, che il loro Re spedisse un suo nunzio in Candia per richiederla, alle di cui istanze non avendo saputo ricusarla il rettore dell’isola, fu imbarcata sulle navi di Spagna.

Le lagrime però del popolo di Candia arrivarono al cuor di Dio, e nella notte seguente, mentre la nave veleggiava prosperamente verso la Spagna, il prodigioso simulacro fu restituito per mano di angeli alla chiesa di Candia, ove si venerava, ed ove poi continuò a risplendere con nuovi miracoli. Qui fu custodita religiosamente per lungo tempo finché nella deplorabile resa di Candia un pio sacerdote, temendo che non si rinovassero in essa gli oltraggì patiti dagli infedeli, segretamente la trasse dalla chiesa, ed avendola condotta in Venezia la donò alle religiose monache Agostiniane di Santa Giustina, che onorevolmente la collocarono sopra un altare, della loro chiesa, ed annualmente ne celebravano con decoro la festa nella prima domenica di settembre.

Quanto si è esposto dei miracolosi trasporti, tutto si legge ne registri del monastero, dai quali ne è tratta la storia. (1)

Dopo la soppressione della Chiesa di Santa Giustina (1810) la sacra immagine venne trasportata nella Chiesa di San Francesco della Vigna, da qui venne restaurata e trasportata nel Museo Diocesano d’Arte Sacra nel Convento di Sant’Apolonia. La scultura, in legno intagliato privo dei suoi colori originari, rappresenta la Vergine in piedi col Bambino nel braccio sinistro.

(1) Notizie storiche delle apparizioni e delle immagini più celebri di Maria Vergine Santissima nella città e Dominio di Venezia. Venezia 1761.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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