Scuola di Santa Maria e di San Cristoforo dei Mercanti

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Scuola dei Mercanti sotto l'invocazione di Santa Maria e di San Cristoforo - Cannaregio

Scuola di Santa Maria e di San Cristoforo dei Mercanti. Scuola secolarizzata

Storia della scuola

Fino dal 1377 qui risiedeva una confraternita sotto l’invocazione di San Cristoforo, a cui nel 1570 si unì l’altra confraternita della Misericordia, e di San Francesco dei Mercanti, la quale prima si raccoglieva in Campo di Santa Maria Gloriosa dei Frari. L’edificio, che ha sulla porta un bel bassorilievo del buon tempo, rappresentante la Beata Vergine fra due Santi, col Bambino in mezzo del petto, ed in atto di stendere il manto della sua protezione sopra i confratelli inginocchiati ai di lei piedi, si restaurò, come da epigrafe, nel 1570. Colà si ammiravano vari dipinti del Conegliano, del Tintoretto, di Paolo Veronese, di Palma il Giovane, ecc. Ora si presta ad oratorio del patronato pei ragazzi vagabondi, sotto il titolo di Pio IX. (1)

Visita della scuola (1733)

La tavola dell’altare della prima stanza con Nostra Signora sulle nubi, ed abbasso San Cristoforo è opera bella del Tintoretto vecchio, il Ridolfi pero la fa di Domenico. Vi fono poi tre quadri per mezzo la porta del rio col martirio di San Cristoforo opere dell’Aliense. In tutto il resto del giro, che sono quadri dodici continua la vita del suddetto santo, ed, eccetto il quadro sopra la porta con Nostro Signore morto, che è dell’Aliense, sono tutti di Domenico Tintoretto. Il soffitto, eccetto li quattro Evangelici è tutto dipinto in quindici comparti con la Passione del Signore da Domenico Tintoretto. Sopra il ramo delia scala alla destra si vede di mano dello stesso Domenico la Beata Vergine, con Santi, ed angeli in un quadro in forma di palla. Vi sono pure sopra le dette scale vari santi in una palla antica del Conegliano. Arrivati alla Sala di Sopra incominciando dalla parte sinistra vi è un quadro con la Visita dei Re Maggi opera la più bella di Domenico Tintoretto. Segue la Circoncisione del Signore dell’Aliense con tre ritratti al di sopra di Domenico Tintoretto. Continua sopra la porta dell’Albergo l’apparizione dell’Angelo ai pastori dello stesso. La visita dei Pastori, che segue a Gesù Bambino e dell’Aliense con tre ritratti del suddetto Domenico. Segue l’Angelo, che appare a San Giuseppe dello stesso. Indi sopra la facciata verso il campo si vede la Visita di Santa Elisabetta dell’Aliense. Passata la finestra si vede il Padre Eterno; che commette all’Angelo Gabriele l’Annunciazione della Beata Vergine con quattro ritratti in veste ducale due di mano di Paolo Fiammingo, ed il terzo dalla parte sinistra di Domenico Tintoretto; e l’altro, che segue del Massaro è del sopracitato Paolo. Segue passata la seconda finestra lo Sposalizio di Maria dell’Aliense con tre ritratti di Domenico Tintoretto. Come pure è dello stesso Nostra Signora, che sale i gradi. La tavola dell’altare con la Nascita delia Beata Vergine e di Giacomo Tintoretto. Nella facciata alla sinistra dell’altare vi è Maria che và in Egitto di Domenico. Segue la Presentazione, che è dell’Aliense. Il soffitto è tutto del più volte menzionato Domenico Tintoretto con storie del Vecchio testamento. Nell’albergo, fopra un banco vi è l’Assunta di Maria Vergine pure di Domenico. Nella facciata dal lato destro Maria che presenta il Bambino a Simeone e opera bella del Palma. Dal lato sinistro la Nascita delia Beata Vergine è opera copiosa e bella al maggior egno di Benedetto fratello di Paolo Veronese. Sopra la porta al dirimpetto del banco vi è Maria Annunziata con maestose architetture, e due Virtù di chiaroscuro opera squisita di Paolo Veronese. Nel soffitto vi sono nove comparti, nel mezzo vi è la Santissima Trinità, che corona la Vergine, di Domenico Tintoretto. Nei quattro angoli gli Evangelisti sono dell’Aliense. Vi è un gonfalone in detta scuola di Maffeo Verona. (2)

(1) GIUSEPPE TASSINI. Edifici di Venezia. Distrutti o vòlti ad uso diverso da quello a cui furono in origine destinati. (Reale Tipografia Giovanni Cecchini. Venezia 1885).

(2) ANTONIO MARIA ZANETTI. Descrizione di tutte le pubbliche pitture della città di Venezia ossia Rinnovazione delle Ricche Miniere di Marco Boschini (Pietro Bassaglia al segno di Salamandra – Venezia 1733)

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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