Scuola Grande della Beata Vergine del Rosario

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Zalizada San Zanipolo. Luogo dove sorgeva l'Oratorio della Scuola Grande della Beata Vergine del Rosario

Scuola Grande della Beata Vergine del Rosario

Questa scuola formata da laici aveva lo scopo di “perpetuare la memoria della vittoria contro i turchi” e di “maritare donzelle“. Usava l’altare della cappella di San Domenico nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo che poi divenne la Cappella del Rosario. Nel 1584 i domenicani concessero alla scuola la possibilità di costruire un proprio albergo. Nel 1765 il Consiglio dei Dieci rilevando che le proprietà della scuola erano valutate mezzo milione di ducati, con lo scopo di accrescere l’esercizio della pietà e della religione fra i fedeli, annoverò questa scuola tra le maggiori. (1)

Cappella del Rosario

Questa cappella fu già edificata da quel Nicolò Lion che scopri la congiura di Marino Falier a favore di una confraternita istituita sotto gli auspici di San Domenico. Assai aumentò tale confraternita dopo la vittoria dei Curzolari ed in rendimento di grazie della vittoria stessa ricostruì la cappella ampliandola sotto la direzione di Alessandro Vittoria.

Per osservarla con qualche ordine principieremo dall’esaminarne la destra parete. Movendo dalla porta troveremo il quadro esprimente il Salvatore e la Vergine con Santa Giustina che ne invoca la protezione alle armi venete. Ivi pur sono i ritratti di Pio V, di Filippo II re di Spagna e del doge Luigi Mocenigo collegati in sacra lega contro il Turco. Stanno dietro ai detti principi i loro generali Marco Antoio Colonna, don Giovanni d’Austria e Sebastiano Venier. Bell’opera è nesta di Domenico Tintoretto.

Indi viene il quadro reputato da alcuni di Domenico Tintoretto, ma a più buon diritto da altri di Jacopo padre di lui: rappresenta la battaglia alle isole Curzolari. Succede in fine la Natività di Maria Vergine di L. Corona. Nell’ordine superiore di questa parete si vedono: 1. Cristo che porta la croce di L. Corona; 2. la Resurrezione di Jacopo Palma; 3. l’Ascensione di Paolo Franceschi; 4. la discesa dello Spirito Santo; e 5. l’Assunta; opere di Jacopo Palma.

Passando alla parete sinistra si vedrà prima la Visitazione di Maria Vergine di Sante Peranda; indi i PP. Domenicani celebranti il divino sacrificio in vasta campagna dopo la battaglia delle Curzolari; infine Cristo tradotto innanzi Pilato di Giovanni Soens Fiammingo. Nell’ordine superiore di questa seconda parete si osserverà: I. Cristo nell’orto di F. Barbaro; 2. le disputa fra i dottori di L. Corona; 3. la Circoncisione di Andrea Vicentino; 4. 1’adorazione dei pastori; 5. quella dei Magi, ambedue di F. Bassano. La parete dirimpetto all’altare ha la Crocifissione di Jacopo Tintoretto e superiormente la Flagellazione e la Coronazione di spine del Corona. Inferiormente si vede un’inscrizione posta in memoria della visita fatta a questa cappella da Pio VI nel giorno della pentecoste del 1782.

Il soffitto è riccamente adorno di pitture e d’intagli messi ad oro. Esaminando ora il corpo interiore della cappella cinto da una balaustrata, vedremo le sue pareti distribuite in vari comparti divisi da pilastri di marmo d’Istria ed ornate di figure e bassi-rilievi di stucco; ma il basamento, parimente diviso in comparti, ha in ciasehedun comparto un basso-rilievo di marmo carrarese. Ammirabili sono quei bassi-rilievi pel meccanismo; ma il gusto è così esagerato quale correva al principio del secolo XVIII in cui quelle opere furono prodotte. Prendendo ad osservarli ad uno ad uno, cominciando alla sinistra di chi entra nel ricinto della ba laustrata, troveremo: 1. l’Annunciazione; 2. la Natività di Gesù Cristo di Gio. Bonazza; 3. la Visitazione di Maria Vergine di L. e C. Tagliapietra; 4. l’Angelo che avvisa san Giuseppe della persecuzione di Erode di F. Bomzza; 5. Maria Vergine che si consacra al servigio del tempio di Giuseppe Torrette; 6. gli sponsali di Maria Vergine con 5an Giuseppe; 7. Il riposo in Egitto di G. Morleiter; 8. la Crocilissione di L. e C. Tagliapietra; 9. la adorazione dei Magi di Giovanni e figli vBouazza; 10. la disputa di Gesù Cristo tra i dottori di Morleiter.

L’altare poi quadriforme è un lavoro magnifico di Girolamo Campagna con colonne di breccia da Genova; le due statue ai due lati anteriori, raffiguranti San Giustina e San Domenico, sono di A. Vittoria; e le due posteriori, San Tommaso d’Aquino e Santa Rosa, sono dell’anzidetto Campagna. La tavola dietro l’altare coll’Annunzìazione è del Corona, ed il soffitto sopra l’altare con la coronazione di Maria Vergine è bell’opera di Jcopo Palma del 1594.(2)

Storia dell’Oratorio

L’oratorio della Scuola del Rosario, situato lungo la via chiamata Salizada dei Santi Giovanni e Paolo, il quale, secolarizzato, ad altri usi si convertì. (3)

(1) GASTONE VIO. Le Scuole Piccole nelle Venezia dei Dogi (2012).

(2) ERMOLAO PAOLETTI. Il fiore di Venezia ossia i quadri, i monumenti, le vedute ed i costumi. (Tommaso Fontana editore. Venezia 1839).

(3)ANTONIO QUADRI. Descrizione topografica di Venezia e delle adiacenti lagune. Tipografia Giovanni Cecchini (Venezia, 1844)

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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