Le Cariche da Mar – Le Gerarchie della Marina Veneziana

0
3
Capitano Generale del Mare Sebastiano Venier alla Battaglia di Lepanto (foto dalla rete)

Le Cariche da Mar – Le Gerarchie della Marina Veneziana

La marina da guerra veneziana prendeva il nome di Armada (Armata), che era il nome assegnato anche alle singole squadre e divisioni navali, con un’accezione equivalente a quella di flotta. L’Armada Sottil (Armata Sorrile) era la sezione della flotta militare della Repubblica di Venezia composta interamente da imbarcazioni spinte sia dai remi che dalle vele, il cui nucleo principale era costituito dalle galee sottili; l’Armada Grossa era invece la squadra dei grandi velieri da guerra a vele quadre (vascelli), mossi esclusivamente dal vento.

  • Capitano Generale da Mar, era il comandante supremo di tutta l’Armada e della marina militare della Repubblica di Venezia durante il tempo di guerra. Veniva scelto e nominato dal Maggior Consiglio o dal Senato tra i membri più esperti del patriziato. Disponeva di poteri ampi e quasi assoluti su tutti i reparti navali, sulle guarnigioni e sui funzionari dei territori d’oltremare (Stato da Mar), pressochè dittatore, poteva condannare alla pena capitale ed al remo: eccettuati i nobili, che però poteva mettere alla catena se sottoposti a processo. Doveva comunque rispondere delle sue azioni e rispettare le direttive strategiche della Signoria e degli organi di governo della Repubblica. Assieme al Provveditore Generale, al Provveditore d’Armata ai Capi da Mar formava la Consulta decisionale.

  • Provveditore Generale da Mar, era l’equivalente del Capitano Generale da Mar in periodi di pace. Aveva il maneggio del danaro occorrente alla flotta, comandava in mancanza del Generalissimo, e poteva cassare dai ruoli, e punire anche di morte i soldati che avessero mancato al loro dovere. Risedeva a Corfù, e non durava in carica che soli tre anni. In caso di conflitto armato, la carica veniva spesso sostituita o ridenominata in Capitano Generale da Mar, figura con poteri di comando di guerra più estesi. Incarichi principali del Provveditore Generale, erano di spedire ogni bimestre al senato, un rapporto delle rassegne date agli equipaggi delle galere. Ed era pur tenuto a rimettere ogni quadrimestre al Senato ed alla Camera all’ armar una situazione generale degli equipaggi di tutte le squadre, notandovi per nome e cognome i mancati, i morti, i licenziati, i rimessi d’ogni galera e loro passività.

  • Provveditore della Dalmazia, era una carica istituzionale affidata ad un patrizio. Sin dalla fine del Cinquecento, consisteva nell’amministrazione della Dalmazia e Albania venete, aveva sede a Zara, e durava generalmente tre anni. Era usanza che chi la ricoprisse venisse poi eletto Provveditore Generale da Mar.

  • Capitano del Golfo, comandava la flotta di sorveglianza per pattugliare il Golfo di Venezia, ovvero il Mar Adriatico, proteggendo le rotte commerciali e la navigazione dalla pirateria o dalle minacce nemiche. La carica e la squadra navale non erano permanenti, ma venivano decise e rinnovate ogni anno in inverno dal Maggior Consiglio in base alle necessità di difesa.

  • Provveditori all’Armar. Dispovevano l’allestimento e l’armamento delle galee e delle navi, e tenevano i ruoli dei soldati di marina e delle ciurme. Inizialmente erano due ufficiali; dal 1644 divennero tre, a cui si aggiunse poi nel 1705 un ulteriore collega stabile (“aggionto”). Giudicavano le controversie tra ufficiali, marinai e condannati impiegati sulle galere, avevano competenze su aspetti della navigazione lagunare, come il Canale della Giudecca, e sulla scuola di San Nicolò dei Marineri.

  • Capitano delle Galeazze • Comandante delle galeazze, grandi e potenti navi da guerra a remi e a vela sviluppate dall’Arsenale di Venezia, era una carica di primo piano nella carriera militare della nobiltà marittima veneziana, collocata dopo incarichi minori come il Sopracomito o il Capitano di Galera. 

  • Capitano dei Galeoni o Capitano delle Navi, era responsabile dell’Armada Grossa, la flotta dei galeoni, navi a vela tonde e di grandi dimensioni armate con potenti artiglierie, che affiancavano (e in seguito sostituirono parzialmente) le tradizionali galee a remi dell’Armata Sottile. 

  • Almirante, era il secondo in comando nell’Armada Grossa, subordinato al Capitano delle Navi e superiore al Patrono delle Navi e al Governator di Nave, come la maggior parte delle cariche di alto comando della Repubblica, l’incarico era riservato a membri del patriziato, svolgeva compiti equivalenti a quelli di un odierno ammiraglio di divisione, affiancando il comandante capo nelle decisioni tattiche e nella gestione delle grandi navi da guerra.

  • Patrono delle Navi, corrispondeva a un comandante di squadrone, simile a un moderno contrammiraglio, incaricato di guidare una divisione delle navi da battaglia della flotta,  l’incarico arrivava dopo anni di esperienza come Governatore di Nave e precedeva gradi superiori come l’Almirante e il Capitano delle navi, era riservato ai membri del patriziato ed era elettivo da parte del Senato, con una durata tipica di circa tre anni.

  • Governator dei Condannati, aveva il comando delle ciurme delle galee composte da detenuti, prigionieri e schiavi musulmani, invece che da uomini liberi. La carica fu creata intorno al 1542, anno in cui Venezia iniziò a impiegare in modo istituzionale i condannati e i prigionieri come vogatori (rematori) sulle proprie navi. Con il passare del tempo l’uso dei condannati ai remi crebbe notevolmente all’interno della flotta veneziana, escludendo tuttavia le navi ammiraglie e le galeazze, che mantenevano equipaggi differenti. Fra le sue attribuzioni più precipue, quella d’ispezionare ogni mese le galere, e di compilare un circostanziato rapporto, da rimettersi ogni tre mesi alla camera all’armar, del modo con cui venivano trattati i condannati, in ispecie gli infermi. Oltredichè, anch’esso, come il provveditore generale doveva inviare ogni quadrimestre al Senato ed alla Camera all’Armar, una situazione generale degli equipaggi. Del Governatore dei Condannati, era pure in facoltà di porre la bandiera con la punta ovata sul trinchetto, il gagliardo a prora e lo stendardo a poppa, e rispondere al saluto degli ammiragli e sopracomiti con due tiri meno.

  • Ammiraglio de l’Arsenal, ‘gestiva l’organizzazione del lavoro, coordinava i cantieri, assegnava le mansioni alle maestranze (come i marangoni e i calafati) e controllava la costruzione delle navi. Veniva scelto tra i Proti, i massimi esperti delle arti della cantieristica, e manteneva la carica a vita.

  • Ammiraglio del Lido, insieme all’Ammiraglio di Malamocco e all’Ammiraglio dell’Arsenale, erano tre ammiragli che non provenivano dal patriziato veneziano, bensì dai cittadini popolani con una grandissima e comprovata esperienza marittima, spesso scelti tra i capomastri e i proti dell’Arsenale. L’Ammiraglio del Lido aveva compiti ben precisi: controllo dell’accesso del porto del Lido  e aveva giurisdizione disciplinare sui marinai che dipendevano dalla sua autorità.

  • Ammiraglio di Malamocco, era incaricato della sorveglianza e della gestione del porto e delle rotte nella bocca di Malamocco, aveva il compito di guidare l’arrivo e la sosta delle navi mercantili.

  • Padron de Nave o Sopracomito, era storicamente il proprietario, l’armatore o il capitano di una nave mercantile, spesso il padrone della nave univa in sé la figura del comandante e quella dell’armatore o comproprietario, era l’autorità suprema a bordo e rispondeva in prima persona del buon esito della spedizione, della sicurezza della nave e della compravendita delle merci nei porti toccati lungo la rotta.

  • Comito, era un sottufficiale di bordo, simile a un nostromo, che nelle marine medievali e rinascimentali gestiva la manovra delle vele e i servizi sulle galee e sulle navi mercantili, era il primo sottufficiale alle dipendenze del comandante, detto Padron de Nave o Sopracomito, era nominato dopo almeno otto anni di servizio come Sottocomito incaricato delle manovre e delle rotte.

  • Capitano di Nave, era un nobile investito di autorità politica, amministrativa e di comando delle grandi navi da guerre, non era un ruolo tecnico, ma rappresentava una vera e propria estensione del potere dello Stato.

  • Governator di Nave, era un ufficiale di marineria professionista ed esperto tecnico responsabile della gestione pratica, della disciplina e del rapporto diretto con l’equipaggio a bordo delle grandi navi da guerra, a differenza del Capitano di Nave che era solitamente un nobile investito di autorità politica e di comando, il Governatore era un ufficiale di carriera con profonda competenza nautica. La coesistenza tra il Capitano (nobile e superiore teorico) e il Governatore (professionista tecnico con ascendente sull’equipaggio) generava talvolta tensioni e conflitti di giurisdizione non sempre regolati in modo rigido dalle leggi dell’epoca.

  • Nobili di Galera o di Poppa, i giovani patrizi avevano l’obbligo di servire come ufficiali di coperta per alcuni anni a bordo delle galere dello stato o di navi private prima e sulle navi pubbliche poi. Sulle galere imbarcavano due Nobili di Galera o due o più Nobili di Navi, mentre sulle galeazze il numero erano quattro. Facevano parte del primo stato maggiore della nave e alloggiavano nella zona di poppa. Tutti gli incarichi tecnici e nautici necessari alla conduzione di una mare erano però affidati a professionisti non nobili che venivano incaricati dal Collegio della Milizia da Mar. 

  • Ufficiali e Bassi Ufficiali. Il Piloto, era l’esperto delle rotte, le unità destinate in Levante ne imbarcavano due, un esperto delle acque del Golfo di Venezia, e un altro conoscitore delle rotte Egeo. Il Capo Bombardiere, 2 sulle Galee e 4 sulle Galleazze. il Nostromo, era il responsabile della briglia, delle sartiame, delle vele e della sorveglianza diretta della ciurma e dei marinai. Nocchiere, era l’addetto alla coordinazione delle manovre marinaresche e del governo della nave. Tute le unità disponevano anche di un numero di altre figure con il rango di Bassi Ufficiali: Sotto Capi Bombardieri, Cappellano, Scrivano e lo Scrivanello con il suo aiutante, Chirurgo o Barbiere e il Barbierotto suo aiutante, seguivano il Guardiano, il Castellano, e otto Sottocapi per i servizio di coperta e manovra delle vele.

  • Marinarezza, era il corpo scelto dei marinai professionisti ed esperti, che rappresentavano la vera punta di diamante e la spina dorsale della flotta navale veneziana

  • Mozzo , rappresentava la base assoluta della gerarchia di bordo. Si trattava di bambini o adolescenti in un’età compresa generalmente tra i 7 e i 15 anni. Venivano imbarcati per imparare il mestiere del mare o per necessità economiche delle famiglie, fungendo da veri e propri apprendisti.  Il mozzo svolgeva tutte le attività ausiliarie e di fatica necessarie alla vita di bordo. Data la loro agilità, corporatura minuta e velocità, i mozzi venivano impiegati nelle navi a vela per arrampicarsi sulle alberature più alte ed eseguire le manovre più rischiose sui cordami e sui pennoni. Se sopravvivevano alle dure condizioni di vita e alle malattie di bordo, i mozzi venivano promossi a marineri (marinai) e potevano col tempo ambire a ruoli specializzati (come il nocchiere o il piloto).

  • Fanti da Mar, questo corpo militare, istituito ufficialmente a metà del XVI secolo ma con radici storiche molto più antiche (risalenti persino alla quarta crociata del 1204), è considerato uno dei primissimi esempi al mondo di fanteria di marina moderna.  Oltremarini o Schiavoni, erano soldati di fanteria reclutati prevalentemente nelle regioni dalmate e istriane controllate da Venezia, gli Scapoli, erano marinai professionisti e liberi, erano addestrati ed equipaggiati per combattere attivamente durante gli arrembaggi o le difese. Balestrieri e Archibugieri, tiratori scelti imbarcati sulle galee con il compito specifico di decimare i ponti delle navi nemiche prima dello scontro corpo a corpo.

  • Buonavoglia o Scapoli e Forzati o Sforzati, i primi erano uomini liberi e volontari che sceglievano di imbarcarsi sotto contratto in cambio di una paga, i secondi erano i condannati della giustizia ordinaria alla pena del remo. 

FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.