{"id":99018,"date":"2023-05-27T05:52:56","date_gmt":"2023-05-27T05:52:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=99018"},"modified":"2024-02-06T07:51:22","modified_gmt":"2024-02-06T07:51:22","slug":"le-prime-lotterie-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=99018","title":{"rendered":"Le prime lotterie a Venezia"},"content":{"rendered":"\n<h3>Le prime lotterie a Venezia<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>E&#8217; da saper<\/em>&#8221; scrive il <strong>Sanudo,<\/strong> nei sui <em>Diari<\/em>&nbsp;il giorno 18 febbraio 1522, &#8220;<em>che in questi zorni, in Rialto \u00e8 sussit\u00e0 uno nuovo modo di vadagnar <\/em>(guadagnare)<em> metando poco cavedal<\/em> (capitale) <em>a fortuna<\/em>&#8220;. Questo nuovo sistema di guadagno, chiamato <em>lotho <\/em>(lotteria), era basato sulla speranza di vincita di&nbsp; premi di notevole valore, estratti a sorte tra tutti coloro che versando una piccola quota di denaro (<em>precio dil lotho<\/em>), partecipavano al gioco. Il valore dei premi invogliava i giocatori, i quali con relativa poca spesa avevano la possibilit\u00e0 di aspirare a grosse vincite, l&#8217;organizzatore della lotteria guadagnava la differenza tra le quote giocate e il monte premi (tra il 3 e il 10 per cento). Il primo <em>lotho<\/em> venne realizzato a Rialto da <strong>Girolamo Bambarara<\/strong> <em>strazaruol<\/em> (straccivendolo), con cose di poco conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lotteria funzionava nel modo seguente; si metteva in un sacchetto i nomi dei partecipanti alla lotteria scritti su dei bollettini di carta (&#8220;<em>sfoi de carta<\/em>&#8220;), un <em>boletin<\/em> per ogni quota acquistata, e in un secondo sacchetto si mettevano un uguale numero di foglietti sui quali su taluni era scritto un premio mentre tutti gli altri erano lasciati in bianco. In questo modo, riuniti tutti i partecipanti alla lotteria in certe botteghe, deputate a questo scopo, si chiamava un &#8220;<em>putin <\/em>(bambino)<em> et si fa ben messedar<\/em> (mescolare) <em>li boletini in ditti sacheti&#8221;, <\/em>e si estraeva fuori un <em>boletin<\/em> con il nome di un giocatore dal primo sacchetto e contemporaneamente si estraeva un altro <em>boletin<\/em> dal secondo sacchetto, se veniva estratto un <em>boletin<\/em> con scritto un premio il giocatore aveva vinto quel premio, se si estraeva un <em>boletin<\/em> bianco il giocatore non vinceva nulla e tutti gridavano &#8220;<em>pacientia<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 26 febbraio scrive il <strong>Sanudo<\/strong>, a Rialto in <em>Ruga dei Oresi<\/em>, non ci si occupava d&#8217;altro che di giocare al <em>lotho<\/em>, e i premi erano arrivati fino a 1500 ducati, e questi premi consistevano in denari, panni di seta, quadri, argenti in numero grandissimo, perle grosse e gioielli, cavalli, tappezzerie, vestiti di seta, &#8220;<em>pater noster di ambracan <\/em>(ambra)<em> e fino uno gato mamon<\/em> (una scimmia) <em>vivo<\/em>&#8220;. Per cui i <em>Capi del Consiglio dei Dieci<\/em> intervennero a disciplinare il gioco e ordinarono ai <em>Provveditori de Comun<\/em> che non si potesse &#8220;<em>meter lotho alcun senza sua saputa, et che fosse messo le robe a precio justo, et mandano uno scrivan a veder cavar <\/em>(estrarre)<em> li boletini&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il buon cronista scrive ancora che il giorno 2 marzo 1522, era stata fatta un lotteria da <strong>Zuan Manenti<\/strong> <em>senser<\/em> (sensale) di solo denari per ducati 4000, con ducati 10 per ogni bollettino per un totale di 400 bollettini. L&#8217;estrazione venne fatta nel refettorio dei frati Minori ai Frari, e dur\u00f2 fino alle tre di notte. Il primo premio di 1000 ducati venne vinto da <strong>Marco Aurelio<\/strong> di domino <strong>Nicol\u00f2 <\/strong>segretario del<em> Consiglio dei X<\/em>, il quale aveva acquistato un solo bollettino, il secondo premio di 500 ducati da sier <strong>Piero Gradenigo<\/strong>, il terzo premio di 300 ducati a madonna <strong>Cecilia Badoer<\/strong> moglie di sier <strong>Giacomo<\/strong>, e tra i premi minori uno and\u00f2 al <em>campanier<\/em> (campanaro) di San Marco, uno ad un giocatore che giocava con lo pseudonimo &#8220;<em>Dio me la mandi bona ventura<\/em>&#8221; e un&#8217;altro ad un giocatore che giocava con lo pseudonimo &#8220;<em>Mi racomando a la Madona<\/em>&#8220;, i veneziani avevano capito&nbsp; subito che si trattava di un nuovo gioco d&#8217;azzardo e che il guadagno certo era solo per chi organizzava la lotteria. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>ConoscereVenezia<\/strong><\/em><\/p>\n<p>(1) Marin Sanudo. I Diari. Vol. XXXII<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le prime lotterie a Venezia \"E' da saper\" scrive il Sanudo, nei sui Diari&nbsp;il giorno 18 febbraio 1522, \"che in questi zorni, in Rialto \u00e8 sussit\u00e0 uno nuovo modo di vadagnar (guadagnare) metando poco cavedal (capitale) a fortuna\". 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