{"id":98770,"date":"2023-05-10T05:53:20","date_gmt":"2023-05-10T05:53:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=98770"},"modified":"2023-05-10T05:53:23","modified_gmt":"2023-05-10T05:53:23","slug":"la-madonna-di-giulio-del-moro-nella-chiesa-di-san-felice-nel-sestiere-di-cannaregio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=98770","title":{"rendered":"La Madonna di Giulio del Moro nella Chiesa di San Felice, nel Sestiere di Cannaregio"},"content":{"rendered":"\n<h3>La Madonna di Giulio del Moro nella Chiesa di San Felice, nel Sestiere di Cannaregio<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>Chiesa di San Felice<\/em> venne eretta nel 960 o nel 966 dalla famiglia <strong>Gallina<\/strong>, e sacrata al Santo Martire Felice, prete di Nola, verso il quale la famiglia stessa aveva particolare devozione. Venne poi questa chiesa rinnovata, forse in alcuna parte, e consacrata il giorno 11 luglio 1267, come si rileva da un documento esistente nell&#8217;archivio della chiesa stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Minacciando poi di cadere per vetust\u00e0, fu intorno alla prima met\u00e0 del secolo XVI nuovamente rifatta, per merito del parroco <strong>Giovanni da Monte<\/strong>, che lasciava tutto il suo per la fabbrica della chiesa, e nel 1552, l&#8217;altro testamento di <strong>Francesco Soranzo<\/strong>, che dispose 400 ducati a beneficio di detta chiesa, fra cui 116 per compimento della fabbrica. La quale era al tutto compiuta nel 1555, cosi risultando da una convenzione stipulata dal capitolo e dai procuratori di essa coi fratelli della scuola del Santissimo, in vigor della quale si concedeva a questi l&#8217;uso di un altare per le loro pratiche di devozione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vecchia chiesa vantava molte opere insigni d&#8217;arte registrate dal <strong>Sansovino<\/strong>, e che ora invano si cercherebbero. Alcune per\u00f2 ne furon salvate, e sono: la tavola dell&#8217;ara massima, lavoro di <strong>Domenico da Passignano<\/strong>, figurante in campo d&#8217;oro il <em>Redentore, San Felice titolare e due ritratti<\/em>, di merito grande; la tavola di <strong>Jacopo Tintorelto<\/strong> con <em>San Demetrio<\/em>, e con il ritratto di un <em>personaggio della famiglia<\/em> <strong>Ghiggi<\/strong>, il cui cadavere sta sepolto in piana terra, e, finalmente, i tre simulacri in bronzo, esprimenti <em>la Vergine, il Battista e San Pietro<\/em>; lavori nobilissimi di <strong>Giulio dal Moro<\/strong>, che ornavano un tempo l&#8217;antico altare dedicato alla Vergine, siccome lo ornavano anche le due piccole statue di marmo della stessa mano, le quali si veggono di qua e di l\u00e0 in due distinte nicchie nella cappella dell&#8217;altar maggiore. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Venezia e le sue lagune. Volume II. Stabilimento Antonelli. 1847<\/p>\n \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Madonna di Giulio del Moro nella Chiesa di San Felice, nel Sestiere di Cannaregio La Chiesa di San Felice venne eretta nel 960 o nel 966 dalla famiglia Gallina, e sacrata al Santo Martire Felice, prete di Nola, verso il quale la famiglia stessa aveva particolare devozione. 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