{"id":97462,"date":"2023-05-13T05:54:42","date_gmt":"2023-05-13T05:54:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=97462"},"modified":"2023-05-13T07:39:58","modified_gmt":"2023-05-13T07:39:58","slug":"prete-vittore-da-malamocco-e-la-campana-di-santalipio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=97462","title":{"rendered":"Prete Vittore da Malamocco e la Campana di Sant&#8217;Alipio"},"content":{"rendered":"\n<h3>Prete Vittore da Malamocco e la Campana di Sant&#8217;Alipio<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viveva verso la met\u00e0 del Quattrocento a Malamocco un tale prete <strong>Vittore<\/strong> che officiava nella <em>Chiesa di Santa Maria dell&#8217;Assunzione<\/em> ed era tenuto dai parrocchiani per uomo misterioso, avido di denaro e di pochissima religione. Si mormorava che un suo grosso cane nero &#8220;<em>qual sempre con lui menava<\/em>&#8221; avesse istinti diabolici, gli si rimproverava le sue passeggiate notturne e sospette verso la casa di una tale <strong>Aloisia<\/strong> donna di facili costumi e le frequenti gite che egli faceva a Venezia dove si diceva andasse per far vita allegra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine di febbraio 1456 il prete scomparve da Malamocco e per parecchi giorni di lui non si seppe pi\u00f9 nulla, quando improvvisamente il 18 marzo giunse la notizia che il giorno dopo prete <strong>Vittore<\/strong> sarebbe stato impiccato fra le colonne della Piazzetta di San Marco &#8220;<em>perch\u00e9 laro<\/em> (ladro) <em>et sassin<\/em>&#8220;. Nella notte molte barche da Malamocco cariche di gente spiegarono le vele verso Venezia per assistere all&#8217;esecuzione e in tutti era una viva curiosit\u00e0 di conoscere i fatti che avevano causato una cos\u00ec terribile condanna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prete nelle sue ripetute visite a Venezia aveva conosciuto un certo <strong>Osvaldo<\/strong> venditore di cere nella <em>calle San Basso<\/em> dietro la chiesa di San Marco e discorrendo venne a sapere che il pi\u00f9 ricco mansionario della Basilica era <strong>Mauro d&#8217;Otranto<\/strong>, il quale con la tenacit\u00e0 dell&#8217;avaro teneva le sue ricchezze infruttuose, gioielle, ducati, ungheri, in una cassa nella cameretta che l&#8217;ospitava in canonica. Quella notizia non gli dette pi\u00f9 pace, s&#8217;inform\u00f2 delle abitudini del mansionario e seppe che ogni notte, poco prima dell&#8217;alba, il <strong>Mauro<\/strong> si recava in chiesa a cantar mattutino, e soltanto al suono della <em>campana di Sant&#8217;Alipio<\/em> che annunciava la fine delle preghiere ritornava al suo alloggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La notte del 12 marzo era tempestosa, infuriava il vento e scrosciava la pioggia; una vera notte da ladri, pens\u00f2 prete <strong>Vittore<\/strong>, e dette esecuzione al suo progetto, studiato con fine accorgimento. Quando vide uscire il <strong>Mauro<\/strong> si arrampic\u00f2 con l&#8217;aiuto di una pertica sul tetto della canonica, allora bassa e costruita di legname, sforz\u00f2 un piccolo abbaino e per quello giunse nella camera del mansionario tendendo bene le orecchie e alla <em>campana di Sant&#8217;Alipio<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cerc\u00f2 dappertutto, frug\u00f2 in ogni angolo e alla fine scoperse, nascosta sotto un cumulo di stracci e di vecchi indumenti, la famosa cassa; con un grosso coltello l&#8217;apr\u00ec e vide il tesoro, ma nello stesso tempo sent\u00ec un passo pesante avvicinarsi su per le scala di legno. Era <strong>Mauro d&#8217;Otranto<\/strong>: la c<em>ampana di Sant&#8217;Alipio<\/em> non aveva suonato per la tempesta che imperversava ed egli giungeva improvviso. I due preti si trovarono di fronte l&#8217;un l&#8217;altro, tutti e due armati: prete <strong>Vittore<\/strong> pi\u00f9 giovane e pi\u00f9 forte assal\u00ec per primo, la lotta fu aspra e terribile, ma il coltello del <strong>Vittore<\/strong> scann\u00f2 il mansionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scoperto l&#8217;assassinio, <strong>Osvaldo<\/strong> il venditore di cere narr\u00f2 ai <em>Dieci<\/em> il suo sospetto su prete <strong>Vittore<\/strong> che troppo s&#8217;interessava delle ricchezze del <strong>Mauro<\/strong>; nello stesso giorno <strong>Vittore<\/strong> venne arrestato mentre banchettava all&#8217;osteria del &#8220;<em>Selvatico<\/em>&#8220;, gli si trov\u00f2 indosso i denari rubati e sotto la tortura confess\u00f2 il suo delitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 18 marzo dinanzi al patriarca <strong>Maffio Contarini<\/strong>, gli venne tolto l&#8217;abito ecclesiastico e dopo la ignominiosa cerimonia fu chiuso nella prigione dei condannati a morte in attesa della esecuzione.&nbsp;La mattina seguente prete <strong>Vittore<\/strong> pendeva dalla forca tra le due colonne della Piazzetta, ma prima di morire ebbe un ultimo rimorso e confess\u00f2 di avere ammazzato tempo prima una vecchia danarosa di Malamocco per derubarla e di averla sepolta poco lungi dal <em>convento di San Cipriano<\/em>. Difatti trovato il cadavere, gli fu data sepoltura nell&#8217;atrio del convento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovanni Malgarotto. Il Gazzettino. 18 aprile 1928<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Prete Vittore da Malamocco e la Campana di Sant'Alipio Viveva verso la met\u00e0 del Quattrocento a Malamocco un tale prete Vittore che officiava nella Chiesa di Santa Maria dell'Assunzione ed era tenuto dai parrocchiani per uomo misterioso, avido di denaro e di pochissima religione. 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