{"id":97358,"date":"2023-02-12T07:10:33","date_gmt":"2023-02-12T07:10:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=97358"},"modified":"2023-02-12T07:10:36","modified_gmt":"2023-02-12T07:10:36","slug":"la-vita-quotidiana-a-venezia-nel-secolo-di-tiziano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=97358","title":{"rendered":"La vita quotidiana a Venezia nel secolo di Tiziano"},"content":{"rendered":"\n<h3>La vita quotidiana a Venezia nel secolo di Tiziano<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>La vita quotidiana a Venezia nel secolo di Tiziano<\/em>\u201d \u00e8 un libro di <strong>Alvise Zorzi<\/strong> che ho particolarmente apprezzato e che mi \u00e8 stato assolutamente utile per documentarmi nello scrivere il libro <em>Il Signore di Notte<\/em>, che, pur essendo un giallo ambientato nella Venezia del 1605, contiene spiegazioni sul funzionamento della Serenissima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Venezia del Rinascimento<\/strong>. \u00c8 un libro che quanto a informazioni non scherza. L\u2019autore, lo storico <strong>Alvise Zorzi<\/strong>, tra i massimi conoscitori e studiosi della Serenissima Repubblica, tocca ogni aspetto della vita politica, economica, religiosa e privata degli strati sociali che componevano la variegata, sfavillante e cosmopolita Venezia del Cinquecento, un secolo spartiacque tra l\u2019impetuosa crescita di quelli precedenti e il lento declino dei successivi. Tuttavia la Serenissima rester\u00e0 ancora a lungo uno stato illuminato, ineguagliato nel resto d\u2019Europa per creativit\u00e0 artistica, libert\u00e0 di costumi e indipendenza intellettuale. Ben undici secoli tondi tondi, dall\u2019elezione del primo doge nel 697 alla caduta nel 1797; ma anche 1601 anni se si considera il 25 marzo del 421 come data della fondazione della citt\u00e0 voluta dalla tradizione. L\u2019accostamento al grande <strong>Tiziano Vecellio<\/strong>, nato probabilmente a Venezia nel 1490 e ivi deceduto il 27 agosto 1576 insieme al figlio <strong>Orazio<\/strong> durante la disastrosa epidemia di peste (1575-1577), \u00e8 quasi dovuta per l\u2019importanza che ha avuto il pittore nella consacrazione artistica della citt\u00e0 insieme ai molti artisti che fecero del \u2018500 il secolo del suo splendore. In pratica dietro il suo nome potremmo tranquillamente leggere quelli del <strong>Sansovino<\/strong>, del <strong>Tintoretto<\/strong>, del <strong>Veronese<\/strong>, <strong>Giorgione<\/strong>, <strong>Palladio<\/strong> e altri ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una citt\u00e0 variopinta<\/strong>. Intanto \u201c<em>Una citt\u00e0 variopinta<\/em>\u201d \u00e8 il titolo di uno dei primi capitoli che parla da s\u00e9: lo <strong>Zorzi<\/strong> si sofferma a descrivere l\u2019amore per la cromaticit\u00e0 dei veneziani, a partire di colori degli abiti, passando a stravaganze come i \u201c<em>calcagnini<\/em>\u201d, zoccoli femminili di altezze vertiginose, fino a 50 centimetri, per finire al rosso dei mattoni che si riflette nei canali. \u201c<em>Venice la rouge<\/em>\u201d disse uno scrittore francese di questa citt\u00e0 che a met\u00e0 circa del Rinascimento, con i suoi 170.000 abitanti, era la terza pi\u00f9 popolosa in Europa, dopo Napoli e Parigi che ne contavano circa 200.000. \u00c8 un fenomeno in continua trasformazione e l\u2019autore non manca di mettere in evidenza questo continuo rimescolarsi di tradizioni e novit\u00e0 nel crogiolo commerciale che sta fisso a fare da sfondo all\u2019evolversi o al regredire della societ\u00e0 veneziana, della sua politica, dell\u2019economia, dell\u2019arte e di ogni altro aspetto pubblico e individuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le classi e le categorie sociali<\/strong>. La disamina delle classi sociali, nettamente divise eppure tutte insieme cooperanti alla vita e al benessere di Venezia, \u00e8 esaustiva pur nell\u2019essenzialit\u00e0 con la quale l\u2019autore le elenca puntualmente: dal ceto nobiliare, detentore del potere in modo esteso, al popolo, passando per la classe cittadinesca che forniva i ranghi burocratici dello stato. Non tralascia neppure le categorie cosiddette \u201c<em>marginali<\/em>\u201d, come le prostitute e gli schiavi, tanto per citarne un paio, e quella comunit\u00e0 segregata per eccellenza, gli ebrei. A proposito di quest\u2019ultima il nome stesso di \u201c<em>ghetto<\/em>\u201d \u00e8 nato a Venezia e non era affatto quell\u2019inferno umano che la parola ci induce oggi a pensare. Anzi, una \u201c<em>condotta<\/em>\u201d, cio\u00e8 un accordo tra stato e comunit\u00e0 giudea, ne regolava la vita, riconoscendo ai giudei il diritto a un auto governo, pretendendo per\u00f2 in cambio una non indifferente imposta. Tuttavia, pur tra diffidenza e limitazioni, la comunit\u00e0 ebraica potr\u00e0 prosperare fino a sostituire i mercanti veneziani nei rapporti con l\u2019oriente quando i capitali dei primi prenderanno strade diverse da quella dei commerci marittimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Schiavi, prostituzione e \u201cmoneghini\u201d<\/strong>. A Venezia veniva riconosciuto uno stato giuridico anche agli schiavi, impiegati soprattutto come domestici, ma anche nei campi e nei lavori di pubblica utilit\u00e0, che potevano possedere beni e adire a vie giudiziarie; si regolava la prostituzione che costituiva un importante cespite per le entrate dello stato. Sfruttando la massiccia presenza di mercanti, cio\u00e8 uomini soli che giungevano in citt\u00e0 per questioni di affari, verso la met\u00e0 del Rinascimento si conteranno 11.654 \u201c<em>femene pubbliche<\/em>\u201d, tutte tassate, dalle donnacce da pochi soldi che si vendevano nella zona cosiddetta delle \u201c<em>carampane<\/em>\u201d, alle ricche cortigiane come <strong>Veronica Franco<\/strong> e <strong>Angela Dal Moro<\/strong>, detta \u201c<em>la zaffetta<\/em>\u201d. Saranno anche bersaglio di un\u2019imposta straordinaria volta a finanziare il dragaggio dei canali e protagoniste di una clamorosa protesta contro una concorrente minacciosa, l\u2019omosessualit\u00e0, perch\u00e9 il \u2018500 ha avuto anche questo aspetto. Pronta la risposta del governo: autorizzazione a esporre gambe e seni nudi alle finestre in modo da attrarre gli uomini. Conseguenza: esiste ancora oggi un ponte chiamato \u201c<em>ponte delle tette<\/em>\u201d! Inoltre aveva larga diffusione il fenomeno dei \u201c<em>moneghini<\/em>\u201d, uomini che si intrufolavano nei conventi per circuire le ragazze col\u00e0 rinchiuse controvoglia da famiglie che non volevano scucire per loro una dote e alle quali, insieme al sogno di una normale vita coniugale, erano cadute pure le inibizioni. I conventi veneziani oramai godono di pessima fama, tanto che l\u2019ambasciatore presso la Santa Sede nel 1585 riferisce come papa <strong>Gregorio XIII<\/strong> ha saputo che alcuni monasteri sono \u201c<em>ridotti&#8230; a pubblici postriboli<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forestieri, matrimoni misti e figli naturali<\/strong> Ci sono poi i forestieri che risiedono stabilmente in questa citt\u00e0 di assoluta vocazione commerciale e che, come tale, li accoglie ben volentieri pur attenta a regolarne la vita. Di ciascuno di questi segmenti della societ\u00e0 <strong>Zorzi<\/strong> narra riti e tradizioni, come il complesso iter matrimoniale tra i casati patrizi, un mezzo per sancire alleanze commerciali e politiche. Spiega come con il trascorrere del tempo il patriziato si arrocca su se stesso, rendendo sempre pi\u00f9 complicate le unioni matrimoniali con i membri di altre classi e come avere amanti non costituiva affatto uno scandalo. Anzi, <strong>Alvise Zorzi<\/strong> ci fa sapere come i padri patrizi riconoscevano volentieri anche i figli nati da unioni extra matrimoniali e si adoperassero per il loro miglior futuro, come la donna acquistava autonomia con lo sposalizio, raggiungendo la massima con la vedovanza, come fosse tutelato il suo patrimonio anche nel caso si trovasse maritata a un dissipatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rituali civici e religiosi<\/strong> Il testo non manca di affrontare i rituali civici e religiosi, la vita economica nelle sue massime espressioni, cio\u00e8 il commercio e le arti o corporazioni che organizzavano e regolavano ogni aspetto dell\u2019economia, dalla produzione alla distribuzione dei beni. Non poteva certo mancare un capitolo dedicato alla marineria veneziana, orgoglio di tutta la nazione, e che aveva nell\u2019Arsenale la sua punta di diamante. L\u2019Arsenale \u00e8 stato per lungo tempo la pi\u00f9 grande \u201c<em>industria<\/em>\u201d d\u2019Europa, industria di stato capace in particolari periodi di sfornare quasi una galea al giorno e dar lavoro a quattromila, o forse seimila, \u201c<em>arsenalotti<\/em>\u201d. Si affrontano anche la situazione della cantieristica privata e luci ed ombre dell\u2019una e dell\u2019altra, come funzionava la marina da guerra e quella commerciale, le cariche navali il complesso arruolamento degli equipaggi, scendendo fino alla vita di bordo e al rancio per le ciurme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le istituzioni<\/strong> Circa le istituzioni e il funzionamento dello stato lo Zorzi analizza il complesso organigramma della Serenissima che nel Maggior Consiglio, aperto a tutti i figli maschi \u200b della classe patrizia, aveva il suo fulcro. Dal Maggior Consiglio dipendevano tutte le nomine in apparati statali, giudiziari, amministrativi e altro. Il Doge costituirebbe il vertice di questa stramba repubblica che ha a capo un principe eletto dal Maggior Consiglio, che non riconosce eredit\u00e0 dinastiche e che lo controlla strettamente tramite il Minor Consiglio formato da sei membri eletti uno per sestiere. In verit\u00e0 il vertice dello stato \u00e8 la Serenissima Signoria composta da lui stesso, dal Minor Consiglio e dai tre capi della Quarantia Criminal, il massimo organo giudiziario. Del doge si diceva che nulla si poteva fare senza la sua presenza, ma lui da solo non poteva fare niente. Infatti \u00e8 il doge a presiedere i principali organismi della repubblica, a partire dal Maggior Consiglio, ma in questi il suo voto vale uno, cio\u00e8 quanto quello di qualunque altro membro. Puntuali anche le disamine sul Senato, il Collegio, il Consiglio dei Dieci, gli Inquisitori di Stato e gli organi giudiziari quali le Quarantie Civili e Criminali, gli Avogadori di Comun, I Signori di Notte al Criminal e al Civil, i Giudici del Proprio, gli Esecutori alla Bestemmia, i Capi Sestiere e altri ancora, ma lo <strong>Zorzi<\/strong> naviga in acque conosciute e sa bene districarsi in un organigramma oltremodo complesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Carceri, giustizia e leggende da sfatare<\/strong> Una parte importante della \u201cvita quotidiana\u201d \u00e8 riservata al funzionamento della giustizia e delle carceri. Sfatate le leggende nere sul Consiglio dei Dieci e sugli Inquisitori di Stato che hanno ammantato per lunghi anni una storiografia assolutamente distante dal vero. Infatti erano questi principalmente organismi di controllo sul patriziato in primis e per ostacolare la propagazione dei segreti di stato, una sorta di controspionaggio diremmo oggi, e non per opprimere il popolo che, anche nelle ore pi\u00f9 buie, \u00e8 sempre stato dalla parte del suo governo. Il testo aiuta anche a fare chiarezza sui nomi delle istituzioni: per esempio nel Consiglio dei Dieci, in dieci non furono mai, ma nelle varie epoche i membri sono passati da un massimo di quarantadue fino a un minimo di diciassette; oppure il nome Quarantie lascerebbe intendere quaranta giudici e non i centoventi quali erano davvero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recensire compiutamente l\u2019opera dello <strong>Zorzi<\/strong>, toccando nei dettagli ogni argomento, \u00e8 davvero arduo. Non resta che leggerla, magari in qualche biblioteca, oppure acquistando copie usate reperibili un poco ovunque in internet, perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 stata ristampata. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Gustavo Vitali. <em>Articolo originale<\/em>: <a href=\"https:\/\/www.ilsignoredinotte.it\/vita-quotidiana.html\">Il Signore di Notte &#8211; La vita quotidiana a Venezia nel secolo di Tiziano<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La vita quotidiana a Venezia nel secolo di Tiziano \"La vita quotidiana a Venezia nel secolo di Tiziano\u201d \u00e8 un libro di Alvise Zorzi che ho particolarmente apprezzato e che mi \u00e8 stato assolutamente utile per documentarmi nello scrivere il libro Il Signore di Notte, che, pur essendo un giallo ambientato nella Venezia del 1605, [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":97362,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2788],"tags":[4387],"class_list":["post-97358","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-storie-e-leggende","tag-https-www-conoscerevenezia-it-p97358"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Paolo-Veronese-Apoteosi-di-Venezia.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97358","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=97358"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97358\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97430,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97358\/revisions\/97430"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/97362"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=97358"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=97358"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=97358"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}