{"id":96953,"date":"2023-02-11T06:57:33","date_gmt":"2023-02-11T06:57:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=96953"},"modified":"2023-02-11T06:57:36","modified_gmt":"2023-02-11T06:57:36","slug":"il-cuore-di-venezia-la-generosita-di-una-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=96953","title":{"rendered":"Il cuore di Venezia, la generosit\u00e0 di una citt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<h3>Il cuore di Venezia, la generosit\u00e0 di una citt\u00e0<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo nel 1757. Cominciavano gli ultimi quarant&#8217;anni della Repubblica e scemato il lavoro, abbandonata la navigazione, scomparse quasi tutte le industrie, rincarata ogni cosa per il deprezzamento della moneta, andava crescendo la miseria tanto che erano quasi ventitremila i poveri e fra questi molti patrizi conducevano vita misera e stentata. Provvedevano la carit\u00e0 privata sempre munifica la beneficenza pubbblica sempre generosa e non solo i patrizi e i cittadini ricchi concorrevano nella nobile gara, ma il popolo stesso cercava sempre di alleviare le altrui sventure con quel senso di opportunit\u00e0 e di gentilezza che lo distingueva fra tutti gli Italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1754 era stato condannato a bando perpetuo come ladro sier <strong>Zuane Francesco Magno<\/strong> della contrada della Maddalena per aver &#8220;<em>intaccato la cassa mentre era quadernier al Magistrato de li Provveditori agli ori e argenti in Cecca<\/em> (Zecca) <em>sopra il deposito Oglio e Macina<\/em>&#8220;. La somma che aveva rubato il patrizio, stretto da bisogni, angustie e sventure, era di circa seimila ducati e sier <strong>Zuane Morosini<\/strong> verificando il denaro della cassa ed i falsi nelle scritture ebbe a dire che mai &#8220;<em>homo pi\u00f9 furbo aveva fatto un tale defraudo con tutte le apparencie di la verit\u00e0<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Magno<\/strong>, fuggito da Venezia ai primi sentori dell&#8217;inchiesta che gli veniva fatta, era stato bandito per sempre, ma soggiungeva la sentenza che nel caso fosse preso sarebbe stato impiccato tra le due Colonne &#8220;<em>come un volgare malfattore quale era<\/em>&#8221; e contro lui si mettava taglia di cinquecento ducati. Dopo due anni di bando sier <strong>Zuane<\/strong>, che si teneva nascosto nel ducato di Ferrara presso un commerciante che lo aiutava a mandar soccorsi alla famiglia, sperando che il suo delitto fosse dimenticato si era spinto a passare il confine, attratto dal desiderio di rivedere la moglie, una di ca&#8217; <strong>Ravagnin<\/strong> di San Maurizio, e di baciare i suoi tre bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precauzioni infinite e&nbsp; nascondigli pur di raggiungere lo scopo, ma sulle rive del Brenta, appena passata Padova, venne arrestato e condotto a Venezia sotto buona scorta. Il povero <strong>Magno<\/strong> si vide perduto; giunto a Venezia confess\u00f2 la sua colpa e dinanzi al Consiglio dei Dieci che lo giudicava narr\u00f2 i suoi patimenti, il suo amore per la famiglia in povert\u00e0 e chiese perdono piangendo, ma nulla gli valse e nel pomeriggio del 5 novembre 1757 &#8220;<em>per contrafacion di bando e per delitto di ruberia fu per ordine de l&#8217;Excellentissimo Consiglio impiccato tra le due Colonne<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Compiuta la punizione voluta dalla legge, terribilmente severa contro i ladri del pubblico denaro per quanto fossero potenti, sorse in tutti una grande piet\u00e0 per la povera vedova e per i tre bambini orfani. Si volle allora con nobile slancio alleviare in parte la tormentosa miseria di quei poveretti: vennero messe nelle principali chiese delle cassette con la scritta: &#8220;<em>per li fili orfani del Magno<\/em>&#8220;, le patrizie ricche concorsero anche loro nell&#8217;opera benefica e la nobildonna <strong>Lucrezia Bembo<\/strong> in <strong>Benzon<\/strong> di Sant&#8217;Agostino regal\u00f2 ai derelitti una casetta situata in <em>campo San Boldo<\/em> vicino alla chiesa, chiesa oggi demolita. La carit\u00e0 cittadina nel suo impulso generoso raccolse in pochi giorni ben sedicimila lire che venner\u00f2 subito offerte alla vedova e ai figli del patrizio impiccato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esempio significativo dimostra il grande cuore che ebbe sempre Venezia per qualsiasi sventura, per qualsiasi miseria, anche nei suoi ultimi anni agitata com&#8217;era da scissure, turbolenze e antagonismi nobiliari. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. Il Gazzettino 20 gennaio 1928.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il cuore di Venezia, la generosit\u00e0 di una citt\u00e0 Siamo nel 1757. Cominciavano gli ultimi quarant'anni della Repubblica e scemato il lavoro, abbandonata la navigazione, scomparse quasi tutte le industrie, rincarata ogni cosa per il deprezzamento della moneta, andava crescendo la miseria tanto che erano quasi ventitremila i poveri e fra questi molti patrizi conducevano [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":97055,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2788,4335],"tags":[4380,526,141],"class_list":["post-96953","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-storie-e-leggende","category-giovanni-malgarotto","tag-https-www-conoscerevenezia-it-p96953","tag-parrocchia-di-san-marcuola","tag-sestiere-di-cannaregio"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/DSC_8323m.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96953","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=96953"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96953\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":98022,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96953\/revisions\/98022"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/97055"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=96953"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=96953"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=96953"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}