{"id":96808,"date":"2023-03-31T05:26:51","date_gmt":"2023-03-31T05:26:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=96808"},"modified":"2024-02-04T15:20:54","modified_gmt":"2024-02-04T15:20:54","slug":"i-diari-di-marin-sanudo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=96808","title":{"rendered":"I Diari di Marin Sanudo"},"content":{"rendered":"\n<h3>I Diari di Marin Sanudo<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Mi assista l&#8217;onnipotente Dio. Havendo, non senza summe et cotidiane fatiche compite di scriver le guerre francesi in Italia considerai non esser di dover lasciare di scrivere quello che in Italia accadeva et pertanto volendo farne qualche memoria quivi sar\u00e0 descripto tute le nove vicende verissime venute<\/em>&#8220;. Cos\u00ec principiava i suoi <em>Diari<\/em> <strong>Marin Sanudo<\/strong>, figlio di <strong>Leonardo<\/strong> e di <strong>Letizia Venier<\/strong>, &#8220;<em>comenzando nel primo dil mese di zenaro 1495 perfino che si vedr\u00e0 la quiete de Italia<\/em>&#8220;. Ma la speranza che in pochi anni si accomodassero le faccende della penisola, falliva, e il nostro <strong>Sanudo<\/strong>, cercando &#8220;<em>la quiete de Italia<\/em>&#8221; scriveva, e scriveva. Scrisse per ben trentott&#8217;anni, dal 1495 al settembre del 1533, riempiendo cinquantotto volumi in folio, quarantamila pagine di carattere fitto e minuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tanta mole di lavoro egli narra tutti gli avvenimenti che andarono succedendo nel principio del secolo decimo sesto e che mutarono si pu\u00f2 dire la faccia dell&#8217;Europa; trascrivere i dispacci degli ambasciatori, le lettere dei podest\u00e0, le relazioni dei condottieri; racconta i fatti di cronaca, le feste, i lutti della Dominante, annota giorno per giorno, non solo la vita della sua Repubblica, ma quella di tutta l&#8217;Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo storiografo ufficiale della Serenissima, <strong>Andrea Navagero<\/strong>, che mai scrisse di storia, percepiva dal Governo ducati duecento all&#8217;anno, <strong>Marin Sanudo<\/strong> nulla e soltanto nel 1531, mentre stava egli scrivendo il cinquantaquattresino volume dei suoi <em>Diari<\/em>, ebbe la sovvenzione annua di centocinquanta ducati e il tardo compenso alle sue grandi fatiche gli riusc\u00ec quasi di mortificazione per l&#8217;obbligo impostogli di mettere la sua preziosa Cronaca a disposizione di sier <strong>Pietro Bembo<\/strong>, storiografo succeduto al <strong>Navagero<\/strong>. Sier <strong>Marino<\/strong> era povero ed accett\u00f2 il compenso e l&#8217;obbligo imposto!.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 4 aprile 1536, settantenne, il <strong>Sanudo<\/strong> moriva nella sua vecchia casa di San Giacomo dall&#8217;Orio e i famosi <em>Diari<\/em> passarono in propriet\u00e0 dello Stato, gelosamente custoditi in una stanza segreta del <em>Consiglio dei Dieci.<\/em> Gelosamente, poich\u00e8 in quei lunghi anni di storia e di cronaca c&#8217;erano molte cose che forse non garbavano al terribile Consiglio, avendo molto spesso lo scrittore militato nel partito di opposizione alla politica della Repubblica. E tanto severamente vennero occultati che se ne perdette la traccia, cos\u00ec che il doge <strong>Marco Foscarini<\/strong> nel 1762, circa due secoli e mezzo dacch\u00e8 venivano scritti, ne lamentava la perdita. Ma nel 1784 essendo storiografo della Serenissima <strong>Francesco Donato<\/strong> e pensando egli che quel monumento immortale non fosse perduto ma solamente nascosto, fece ricerche su ricerche e alfine scoperse i preziosi volumi in un loculo segreto dei <em>Dieci<\/em> e per suo conto e a sue spese li fece ricopiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto cadeva la Repubblica e, dopo il trattato di Campoformido, l&#8217;Austria padrona di Venezia fece trasportare nel 1805 nella Biblioteca di Vienna i <em>Diari<\/em> sanutiani, mentre alla morte di <strong>Francesco Donato<\/strong>, come da suo testamento le copie passarono nella Biblioteca di San Marco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Col trattato di pace del 3 ottobre 1866 tra l&#8217;Italia e l&#8217;Austria gli originali dei famosi <em>Diari<\/em> ritornarono da Vienna in cambio delle copie del <strong>Donato<\/strong>, ma alla consegna degli originali mancava la parte seconda del volume primo andata smarrita e il Governo italiano si tenne allora dalla copia il volume perduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec oggi la nostra Marciana conserva cinquantasette volumi originali del <strong>Sanudo<\/strong> ed uno appartenente alla copia del <strong>Donato<\/strong>, mentre nella Biblioteca di Vienna l&#8217;opera in copia rimane incompleta. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I \u201c<em>Diarii di Marino Sanuto<\/em>\u201d sono stati, a partire dal 1877, tradotti e pubblicati a cura di <strong>Rinaldo Fulin<\/strong>, <strong>Federico Stefani<\/strong>, <strong>Nicol\u00f2 Barozzi<\/strong>, <strong>Guglielmo Berchet<\/strong>, <strong>Marco Allegri<\/strong>, e di <strong>Marco Visentin<\/strong> tipografo. L\u2019ultimo volume, il cinquantottesimo, e un volume di prefazione a cura di <strong>Guglielmo Berchet<\/strong>, vennero pubblicati nel 1903. In ogni volume vennero inseriti degli indici geografici e degli indici dei nomi. Quasi tutti i volumi si possono trovare oggi in rete nei siti <a href=\"http:\/\/asa.archiviostudiadriatici.it\/islandora\/object\/ismar:volumi\">Biblioteca storica di Studi Adriatici<\/a> e <a href=\"https:\/\/archive.org\/\">Archive.org<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. Il Gazzettino 18 gennaio 1928.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I Diari di Marin Sanudo \"Mi assista l'onnipotente Dio. Havendo, non senza summe et cotidiane fatiche compite di scriver le guerre francesi in Italia considerai non esser di dover lasciare di scrivere quello che in Italia accadeva et pertanto volendo farne qualche memoria quivi sar\u00e0 descripto tute le nove vicende verissime venute\". 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