{"id":96069,"date":"2023-04-01T05:48:52","date_gmt":"2023-04-01T05:48:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=96069"},"modified":"2023-04-03T16:16:35","modified_gmt":"2023-04-03T16:16:35","slug":"il-belum-navale-la-battaglia-navale-in-onore-di-francesco-ii-sforza-e-di-alfonso-i-deste-in-bacino-san-marco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=96069","title":{"rendered":"Il Bellum navale (la battaglia navale) in onore di Francesco II Sforza e di Alfonso I d&#8217;Este, in Bacino San Marco"},"content":{"rendered":"\n<h3>Il <em>Bellum navale<\/em> (la battaglia navale) in onore di Francesco II Sforza e di Alfonso I d&#8217;Este, in Bacino San Marco<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ottobre del 1530 il doge <strong>Andrea Gritti<\/strong>, per festeggiare l\u2019avvenuta pace tra l\u2019imperatore <strong>Carlo V<\/strong> e gli stati italiani, invitava a Venezia <strong>Francesco II Sforza<\/strong> duca di Milano e <strong>Alfonso I d\u2019Este<\/strong> duca di Ferrara. L\u2019organizzazione delle feste era affidata alla <em>compagnia dei Reali<\/em>, i quali il 18 ottobre, giorno di San Luca, si presentarono, uno dietro l\u2019altro, a Palazzo Ducale davanti al doge al quale espressero il proprio dolore per avere inteso che il <em>Senato<\/em> non aveva dato loro licenza di vestire come volevano (a causa delle leggi suntuarie), e loro avevano da indossare solo <em>zuponi<\/em> (giubotti) tessuti con oro; il doge rispose allora di non voler infrangere la legge e disse: \u201c<em>Si far\u00e8, chiameremo li Pregadi et vi condaneremo<\/em>\u201d, qualcuno del <em>Collegio<\/em> sussurr\u00f2: \u201c<em>Port\u00e9 quel che vol\u00e8<\/em>\u201d, e mentre se ne stavano andando, sier <strong>Lunardo Emo<\/strong>, savio del <em>Consiglio<\/em>, disse: \u201c<em>F\u00e9 pur la festa el honoreve, che non sar\u00e0 altro, e si sar\u00e8 condanadi pager\u00f2 per vui<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno 19, dopo <em>disnar<\/em> (pranzo) iniziarono le feste, al Molo di San Marco, il duca <strong>Francesco<\/strong> <strong>Sforza<\/strong> e tutte le gentildonne e i gentiluomini che lo accompagnavano salirono a bordo del Bucintoro (fatto nuovo nel 1526), e tutti insieme andarono per il Canal Grande verso Ca&#8217; Foscari. I palazzi lungo il canale erano tutti addobbati con bellissimi arazzi e tappeti, &#8220;<em>ma questo non tacer\u00f2<\/em>&#8221; annota il <strong>Sanudo,<\/strong> anche il palazzo di <strong>Francesco Contarini<\/strong> aveva le colonne delle balconate piene di tappetti, ma i vetri del <em>soler de sora<\/em>&nbsp;erano tutti rotti, nonostante il <strong>Contarini<\/strong> fosse un patrizio molto ricco. Quando furono arrivati a Ca&#8217; Foscari, <em>in volta dil canal<\/em>, sal\u00ec a bordo del vascello cerimoniale il duca <strong>Alfonso<\/strong> <strong>D&#8217;Este<\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E mentre il Bucintoro faceva il suo corso lungo il Canal Grande iniziarono le regate, la prima fu quella delle donne di Chioggia e di Malamocco (<em>de le contrade<\/em>) su barche a quattro posti, seguita poi dalla regata delle <em>fisolere<\/em>, e dalla regata delle <em>peotine. <\/em>Finite le regate la nave dogale ritorn\u00f2 al pontile del Molo di San Marco per far scendere il duca di Milano, ma prima che scendesse fu data una colazione di &#8220;<em>fongi, calisoni, pignochade, confeti ed altro&#8221;&nbsp; <\/em>in gran quantit\u00e0<em>. <\/em>Verso sera, il Bucintoro, alla luce di numerose torce, riprese nuovamente la strada del Canal Grande per la festa che si dava in casa <strong>Pisani<\/strong> a San Polo, dove venne preparato un suntuoso banchetto di &#8220;<em>fasani, pernise, caponi, paoni, et tutto quello si poi dar, et fo ballato, et si siete a compir fino hore 6 di note&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno successivo, per il troppo vento, le feste previste dalla <em>compagnia dei Reali<\/em> non si poterono fare, queste preparate con molta cura e senza badare a spese, prevedevano una <em>bellum navale<\/em> (una battaglia navale), una colazione sul molo, e un ballo nella <em>Sala del Maggior Consiglio<\/em>. Il Serenissimo volle comunque fare il ballo a palazzo per non intrigare nei giorni successivi i lavori del <em>Gran Consiglio, <\/em>e cos\u00ec mentre era ancora fortissimo il vento fu data questa festa. Il Serenissimo era vestito di <em>restagno d\u2019oro et con la bareta<\/em>, i <em>Consiglieri<\/em>, i <em>Procuratori<\/em>, gli <em>Avogadori<\/em>, i <em>Capi dei Dieci<\/em> erano vestiti tutti con le loro toghe di seta. Il Serenissimo con il duca di Ferrara, il duca di Milano e la <em>Signoria<\/em> stavano in un lato dell&#8217;immensa sala, mentre al centro era stato predisposto un <em>soler<\/em> (palco) dove ballavano circa centoventi coppie di patrizie e patrizi veneziani, e tra un ballo e l&#8217;altro furono fatte anche due <em>momarie buffone<\/em> (rappresentazione burlesche). Alcuni componenti della compagnia <em>dei Reali<\/em> portavano dei <em>zuponi<\/em> d\u2019oro sopra del raso &#8220;<em>stratagiado, che si vedea l\u2019oro non obstante la parte presa in contrario et in faciem Principis&#8221;<\/em>. Dopo i balli venne servita una colazione fatta di &#8220;<em>pignoch\u00e0, calisoni, fongi, pistachee, marzapani, confetti, storti, vin<\/em> etc.&#8221;.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno 23, di domenica, fu fatto un grande palco davanti al Palazzo Ducale verso l&#8217;<em>Isola di San Giorgio Maggiore<\/em>, sul quale tra colonne di legno e drappi di raso cremisino stavano il doge e il duca di Milano, mentre il duca di Ferrara era accomodato sul <em>pergolo<\/em> della <em>Sala del Maggior Consiglio<\/em>. In mezzo al bacino era stato costruito un bellissimo castello di legno, su delle zattere ancorate in modo che potessero stare ferme.&nbsp; La piazza di San Marco era <em>carga<\/em> (piena) di gente, con quella in riva di <em>Terra Nova<\/em> (ora giardini ex reali) e in riva di<em> San Zaccaria <\/em>venne stimata in circa centomila persone. In bacino vi era un tal numero di barche, navigli e altre barche piccole piene di uomini e donne che sembravano un\u2019<em>armada.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli assalitori del castello stavano su due <em>bregantini<\/em>, ovvero delle barche lunghe con dodici vogatori e ventiquattro armati, con artiglierie sui fianchi e scale per salire sul castello, ed ogni barca aveva i suoi capitani e cio\u00e8 <strong>Zuan Papa<\/strong> e <strong>Francesco Pozo<\/strong>, valenti uomini marittimi. Nel castello vi era un capitano di fanteria chiamato <strong>Gatin da Bologna<\/strong> (contestabile al servizio dei veneziani) con fanti armati di spade di legno, molta polvere d&#8217;artiglieria, e un numero consistente di pignatte di terra da gettare sugli assalitori. Giunti i due <em>bregantini<\/em> vicino al castello, gli assalitori chiesero la resa dei difensori, ma questi risposero con colpi di&nbsp; schioppo a salve, allora le due barche si avvicinarono da una parte e dall\u2019altra e cominci\u00f2 l\u2019assalto. Dall\u2019interno si tiravano le pignatte e si spingevano gli assalitori in acqua, dall&#8217;esterno con le scale si cercava di superare le mura di legno, e alla fine, rovinate le difese, i difensori con le loro bandiere si ritirarono nella rocca del castello, ma anche questa fu presa. La rappresentazione della battaglia navale piacque moltissimo al <strong>Sanudo<\/strong> il quale scrive: &#8220;<em>E fu una cosa bellissima non pi\u00f9 fatta in queste lagune<\/em>, <em>et questo non dur\u00f2 molto, che almen doveano tenirsi a una altra bataia<\/em>&#8220;.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finita la battaglia navale venne servita la colazione, la quale inizi\u00f2 con una sfilata di <em>spongate<\/em> (sculture di zucchero), la prima, portata da sier <strong>Leonardo Pesaro,<\/strong> era destinata al duca <strong>Sforza<\/strong>, ed era una spongata con un San Marco e &#8220;<em>un bisson col gelpho in boca<\/em> (un serpente con un guelfo in bocca)&#8221;, la seconda con un San Marco e l\u2019arma della famiglia <strong>Gritti<\/strong> destinata al doge <strong>Andrea Gritti<\/strong>, seguivano poi altri compagni, e duecentocinquanta servitori in varie livree, tra i quali una compagnia di &#8220;<em>forneri todeschi&#8221;<\/em>, con varie sorte di &#8220;<em>spongade e ninfe di zucaro, pignocae, calisoni, pistachee, confetti, bozoladi, storti, fugazine, etc.&#8221;<\/em>, il tutto servito in coppe, bacili, confettiere, tazze, boccali e vasi d\u2019argento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Non voglio restar di scriver&#8221;,<\/em> racconta il <strong>Sanudo<\/strong>,&nbsp; &#8220;<span class=\"fontstyle0\"><em>come fo una bellissima colation, ma mal partita, peroch\u00e8 molti senatori<\/em>&nbsp;<em>se <\/em><\/span><em>riempirono le maniche<\/em> (i senatori usavano portare le maniche della loro tunica a <em>comedo<\/em> o con maniche a <em>comio,<\/em> aperte fino al gomito, e non strette e chiuse ai polsi) <em>di confezion con vergogna grande de chi li vedeva, et tra li altri sier <strong>Vetor Morosini<\/strong> da San Polo che le riempi assai di confezioni, ed altri rimasero senza&#8221;. <\/em>(1)<\/p>\n<p><em><strong>ConoscereVenezia<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Marin Sanudo. I Diari volume 54<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Bellum navale (la battaglia navale) in onore di Francesco II Sforza e di Alfonso I d'Este, in Bacino San Marco Nell\u2019ottobre del 1530 il doge Andrea Gritti, per festeggiare l\u2019avvenuta pace tra l\u2019imperatore Carlo V e gli stati italiani, invitava a Venezia Francesco II Sforza duca di Milano e Alfonso I d\u2019Este duca di [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":96137,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2788],"tags":[4356,140],"class_list":["post-96069","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-storie-e-leggende","tag-https-www-conoscerevenezia-it-p96069","tag-sestiere-di-san-marco"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/DSC_3541.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96069","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=96069"}],"version-history":[{"count":130,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96069\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":99274,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96069\/revisions\/99274"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/96137"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=96069"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=96069"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=96069"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}