{"id":94786,"date":"2022-11-26T06:53:32","date_gmt":"2022-11-26T06:53:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=94786"},"modified":"2026-06-30T18:36:45","modified_gmt":"2026-06-30T18:36:45","slug":"i-delitti-al-ponte-dei-miracoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=94786","title":{"rendered":"I delitti al Ponte dei Miracoli"},"content":{"rendered":"\r\n<h3>I delitti al Ponte dei Miracoli<\/h3>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Racconta <strong>Marin Sanudo<\/strong>, il celebre diarista, che il 13 novembre 1514 &#8220;<em>se intese questa note per mezo il ponte di la Madona di Miracoli, a hore do di note fo d\u00e0 de uno fusetto<\/em> (pugnale) <em>a Zuane Pisani, zovene di anni diecioto, ed subito murite<\/em>&#8220;. Per quante indagini si facessero non fu possibile scoprire chi avesse ammazzato n\u00e9 di scoprire mai la causa di quel delitto, e soltanto il buon <strong>Sanudo<\/strong> commenta: &#8220;<em>sich\u00e9 si fa di strani casi la notte specie in lochi deserti, et vine morti assa&#8217; in questa terra con fusetti<\/em>&#8220;.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo di notte, ma anche di giorno avveniva qualche delitto in quel tranquillo angolo di Venezia, un anno dopo, il 27 gennaio 1515, di mattina &#8220;<em>ussita fuora di la chiesa di santa Maria di Miracoli una bellissima dona, nomata Samaritana Zon, moier de Zuane Beneto ed essendo su la riva per montar la gondola, una maschera sentata sopra al ponte de li Miracoli se mosse et li dete di un fuseto et li tai\u00f2 el viso da l&#8217;ocio fino a la bocha si che dita dona sar\u00e0 guasta in tutta la soa vita<\/em>&#8220;.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il delitto fece rumore tanto pi\u00f9 che lo <strong>Zon<\/strong> era conosciutissimo come uno dei pi\u00f9 agiati mercanti di Rialto, e la <em>Signoria<\/em> nello stesso giorno decret\u00f2 una taglia di seicento ducati, a colui che avesse dato informazioni sul colpevole. Due giorni dopo veniva arrestato un tale <strong>Cardin Capodivacca<\/strong> di Padova, ma risult\u00f2 fin dai primi interrogatori la sua innocenza mentre da alcune rivelazioni avute si procedeva contro il patrizio <strong>Piero Tiepolo<\/strong> quodam <strong>Paolo<\/strong> della contrada di Sant&#8217;Apollinare.&nbsp;Il <strong>Tiepolo<\/strong> veramente colpevole e che si era vendicato della donna per le ripulse alle sue proteste d&#8217;amore, era ormai fuggito e contro di lui il <em>Consiglio dei Dieci<\/em> non pot\u00e8 decretare che il bando perpetuo e la pena di morte nel caso fosse arrestato.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">I Signori di notte fecero da quel giorno una pi\u00f9 attiva sorveglianza nella contrada di Santa Marina, e al <em>ponte dei Miracoli<\/em>, dinanzi ad una Madonnina regalata da sier <strong>Marco Badoer<\/strong>, venne acceso durante la notte &#8220;<em>uno cesendelo<\/em>&#8220;, piccola lampada, d&#8217;ordine del capo contrada <strong>Alvise Zanutti<\/strong>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1713 sul <em>ponte dei Miracoli<\/em> aveva bottega &#8220;un caregheta&#8221;, fabbricante di sedie in dialetto chiamate &#8220;<em>careghe<\/em>&#8220;, il quale teneva come garzone di bottega un giovane di sedici anni, tale <strong>Antonio Codoni<\/strong>, nativo di Sospirolo in quel di Belluno. Una mattina nacque questione tra il garzone, che abitava in casa del padrone, e la serva certa <strong>Marietta<\/strong> di Campalto, e il giovane dopo averla ben bene ingiuriata le scagli\u00f2 un bicchiere ferendola sulla testa, per cui &#8220;<em>il caregheta<\/em>&#8220;, accorso alle grida baston\u00f2 il giovinastro e lo licenzi\u00f2 sull&#8217;istante.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Padoni<\/strong> giur\u00f2 di vendicarsi, e seduto sul <em>ponte dei Miracoli<\/em> o sulla riva vicina passava parecchie ore della giornata in attesa del momento propizio.&nbsp;Nel pomeriggio del 26 giugno egli vide il suo vecchio padrone allontanarsi verso <em>Zanipolo<\/em>: la serva era finalmente sola. In due salti fu in casa, prese per il collo la <strong>Marietta<\/strong> e gi\u00f9 coltellate all&#8217;impazzata finch\u00e9 non la vide stramazzare al suolo in un lago di sangue. Al rumore della lotta, alle grida della poveretta accorsero i vicini, l&#8217;assassino venne subito arrestato, da donna era gi\u00e0 morta.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Condannato al capestro, il 3 luglio 1713 doveva aver luogo l&#8217;esecuzione dell&#8217;assassino tra le due Colonne della Piazzetta di San Marco, e il carnefice, che era quasi sempre un fante del <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, stava preparando il laccio, quando alcuni barcaiuoli del vicino traghetto gli osservarono che quel laccio era troppo lungo.&nbsp;Il carnefice arrogantemente rispondeva: &#8220;<em>Quando lo far\u00f2 per voi, lo far\u00f2 a modo vostro<\/em>&#8220;.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto cominci\u00f2 a suonare la <em>campana del Maleficio<\/em>, il condannato usc\u00ec dal Palazzo Ducale, la grande folla che gremiva la Piazzetta si aperse al suo passaggio, gli fu messo il laccio al collo, ma essendo veramente troppo lungo il paziente prima di morie soffr\u00ec per qualche tempo orribili convulsioni.&nbsp;A questa vista i barcaiuoli gridarono, la folla fece eco, si percosse il canefice e racconta un codice della nostra Marciana che &#8220;<em>molta gente and\u00f2 in acqua, fu persa molta roba, e stroppiate molte persone nel cader a terra una sopra l&#8217;altra et molti ne mor\u00ec affogati, che fu proprio una gra strage di popolo<\/em>&#8220;.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Due giorni dopo &#8220;<em>il caregheta del ponte di Miracoli<\/em>&#8221; regalava alla chiesa di Santa Maria venti ducati per l&#8217;esequie della povera <strong>Marietta<\/strong> di Campalto e per tutti quei morti di cui la causa fu <strong>Antonio Codoni<\/strong>, il feroce assassino.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni della Repubblica, aveva preso stanza quasi giornaliera sul ponte dei Miracoli una vecchia mendicante di Murano, tale <strong>Rosaria<\/strong>; non parlava mai ma soltanto tendeva la mano per l&#8217;elemosina e le monache dell&#8217;attiguo convento le porgevano ogni giorno gli avanzi della loro mensa. Il 15 marzo 1782 la mendicante moriva in una misera stamberga di Murano, ma quale non fu la sorpresa di tutti quando si seppe che al prete, suo confessore, aveva affidato la somma di quattrocento ducati per essere conseganti, quale suo lascito, al convento di <em>Santa Maria dei Miracoli<\/em>. (1)<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. Il Gazzettino 1 giugno 1931.<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I delitti al Ponte dei Miracoli Racconta Marin Sanudo, il celebre diarista, che il 13 novembre 1514 \"se intese questa note per mezo il ponte di la Madona di Miracoli, a hore do di note fo d\u00e0 de uno fusetto (pugnale) a Zuane Pisani, zovene di anni diecioto, ed subito murite\". 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