{"id":93429,"date":"2023-01-07T07:00:04","date_gmt":"2023-01-07T07:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=93429"},"modified":"2024-02-06T07:53:09","modified_gmt":"2024-02-06T07:53:09","slug":"i-destini-incrociati-di-sier-michiel-dona-e-di-cristoforo-calepin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=93429","title":{"rendered":"I destini incrociati di sier Michiel Don\u00e0 e di Cristoforo Calepin"},"content":{"rendered":"\n<h3>I destini incrociati di sier Michiel Don\u00e0 e di Cristoforo Calepin<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 17 settembre 1513 il <em>Consiglio dei Dieci <\/em>decise di chiamare: sier <strong>Nicol\u00f2 Bondimier<\/strong>, sier <strong>Alessio Don\u00e0<\/strong>, e sier <strong>Michiel Don\u00e0<\/strong> di sier <strong>Zuane <\/strong>di San Polo, per questioni fatte a Rialto riguardanti sete e spezie. I primi due gentiluomini si presentarono alle porte delle prigioni, il terzo, che stava in quel momento in un monastero dei frati minori con una meritrice, non si present\u00f2 e venne considerato <em>absente<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sera del primo di dicembre sier <strong>Michel Don\u00e0<\/strong>, lasci\u00f2 il monastero e si present\u00f2, con un pugnale in mano, alla porta del palazzo di famiglia, minacciando suo padre che \u201c<em>se non li deva 100 ducati che lo sbudeleria<\/em>\u201d. Il padre, e anche la madre, si difesero meglio che poterono e lo spinsero fuori di casa. Sier <strong>Zuane Don\u00e0<\/strong> la mattina dopo si rec\u00f2 dal Doge e dai <em>Capi dei Dieci<\/em> querelando suo figlio per questo insulto, cos\u00ec fu ordinato ai capitani di arrestarlo. Il 20 dicembre sier <strong>Michele Don\u00e0<\/strong> venne giudicato per le \u201c<em>sue male e scandalose operation<\/em>\u201d e venne deciso di confinarlo a Retimo per 15 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In attesa di essere trasferito a Retimo, la vita di sier <strong>Michiel Don\u00e0<\/strong>, che stava nella prigione detta dell\u2019<em>Armament<\/em>o, s\u2019intreccio casualmente con quella di <strong>Cristoforo Calepin<\/strong>, di nazione trentina, capitano degli imperiali e responsabile della devastazione di Feltre durante la guerra contro i collegati di Cambrai. Il <strong>Calepin<\/strong> venne catturato da <strong>Annibale di Lenzo<\/strong> e <strong>Bernardino d\u2019Antignola<\/strong> a <em>Campo San Marino<\/em> sopra Carpan\u00e8 in Valbrenta, il 15 febbraio 1514, mentre stava calando su Bassano. Gli imperiali persero in quello scontro due bandiere, quattrocento fanti, e altri ottanta furono fatti prigionieri, alla vittoria contribuirono i \u201c<em>villani che hanno dato grandissimo favor a li nostri, et erano sopra li monti, e con li saxi tiravano li nimici<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Signoria stava molto attenta che <strong>Calepin<\/strong> non scapasse di prigione, l\u2019aveva gi\u00e0 fatto a Padova, quando era scappato dalla casa del capo delle prigioni con altri \u201c<em>todeschi<\/em>\u201d, e infatti il <strong>Calepin<\/strong> cerc\u00f2 di fuggire anche dalla prigione dell\u2019<em>Armamento<\/em>, ma gli sbirri lo presero in tempo e fu trovato \u201c<em>con pali e verigole<\/em>\u201c e tutto l\u2019armamentario per scappare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 19 agosto, mentre era in corso il Consiglio dei Dieci, si senti un grande rumore nella corte del palazzo Ducale, con persone che gridavano \u201c<em>li presoni fuz\u00ec, li presoni fuzi!<\/em>\u201d. Era scappato di nuovo <strong>Cristoforo Calepin<\/strong>, egli aveva tramato con una guardia della prigione, un certo <strong>Gerolamo Barbon<\/strong> da Capodistria, e con lui aveva patuito la somma di 300 ducati per la sua libert\u00e0. E qui che i destini di sier <strong>Michiel Don\u00e0<\/strong> e del <strong>Calepin<\/strong> s&#8217;intrecciarono.&nbsp;Alle ore 22 del giorno prima, quando il capitano delle prigioni faceva la conta nella prigione <em>Forte,<\/em> e dove si tenevano alcuni gentiluomini tra cui sier <strong>Michiel Don\u00e0<\/strong>, il <strong>Barbon<\/strong> chiuse dentro il capitano, e liber\u00f2 i prigionieri della prigione <em>Forte<\/em> e quella dell\u2019<em>Armamento<\/em>. Allora gli ufficiali e i capitani, per terra e per acqua, di qua e di l\u00e0, si misero a cercare i fuggiaschi, desiderosi di prendere soprattutto il <strong>Calepin<\/strong>, e un tale <strong>Annibale Dalten<\/strong>, friulano, \u201c<em>homo rebello in questa guerra<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni evasi si rifugiarono nel convento di San Giorgio Maggiore, dove i frati non vollevano aprire alle guardie, venne chiesta la licenza al&nbsp; <em>Consiglio dei Dieci<\/em> di buttare gi\u00f9 le porte, e il consiglio ordin\u00f2 \u201c<em>di butar zoso le porte et brusar il monasterio per averli ne le mano&#8221;. <\/em>I&nbsp;frati inteso questo aprirono subito le porte e nella chiesa di San Giorgio Maggiore, tra le sedie della chiesa, furono trovati due fuggitivi. Fu preso anche sier <strong>Michiel Don\u00e0<\/strong> alle porte della basilica di San Marco, e <strong>Annibale Dalten<\/strong> fu trovato a Rialto all\u2019<em>osteria della Torre<\/em>, il quale stava a letto e si fingeva ammalato. Il giorno successivo,&nbsp; all&#8217;ora terza (alle 9),&nbsp;venne preso anche il <strong>Calepin<\/strong> per opera di <strong>Nichele di Medola<\/strong> capitano dei <em>Cinque alla Pace<\/em>, il quale lo cattur\u00f2<strong>&nbsp;<\/strong>\u201d<em>ai Do ponti a San Lunardo in caxa di certa meretrice, el qual feva colation, era in camisa con una scufia in testa<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu questo il breve ed ultimo intervallo di libert\u00e0 per <strong>Cristoforo Calepin<\/strong> perch\u00e9 il giorno 20 settembre mor\u00ec in carcere, e \u201c<em>posto in una cassa coperta di panno verde, fo portato con il capitano del Consejo di X et alcuni preti a sepellir.<\/em>\u201d <strong>Michiel Don\u00e0,<\/strong> il quale una volta preso aveva crudelmente bestemmiato, venne condannato a ulteriori cinque anni nella prigione <em>Frescazoia, &#8220;dove stagi solo, et compiti, sia mandato al suo bando di Retimo<\/em>\u201d. L&#8217;11 luglio del 1520 sier <strong>Michiel Don\u00e0<\/strong>, che stava ancora in prigione, espresse il desiderio di poter uscire e di farsi frate nell&#8217;Isola di Santa Maria delle Grazie, &#8220;<em>et cuss\u00ec ditto sier Michiel fu vestito ivi da frate e cavato di prexon<\/em>&#8220;.&nbsp; (1)<\/p>\n<p><em><strong>ConoscereVenezia<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Marin Sanudo. I Diari volume 17 e seguenti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I destini incrociati di sier Michiel Don\u00e0 e di Cristoforo Calepin Il 17 settembre 1513 il Consiglio dei Dieci decise di chiamare: sier Nicol\u00f2 Bondimier, sier Alessio Don\u00e0, e sier Michiel Don\u00e0 di sier Zuane di San Polo, per questioni fatte a Rialto riguardanti sete e spezie. 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