{"id":93414,"date":"2022-12-17T05:16:29","date_gmt":"2022-12-17T05:16:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=93414"},"modified":"2024-01-11T20:20:12","modified_gmt":"2024-01-11T20:20:12","slug":"uno-scrigno-dimenticato-in-una-stanza-della-procuratoria-di-san-marco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=93414","title":{"rendered":"Uno scrigno dimenticato in una stanza della Procuratoria di San Marco"},"content":{"rendered":"\n<h3>Uno scrigno dimenticato in una stanza nella Procuratoria di San Marco<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 6 aprile 1511 i tre procuratori di San Marco: <strong>Andrea Venier<\/strong>, <strong>Antonio Grimani<\/strong> e <strong>Andrea Gritti<\/strong> scoprirono in una stanza della procuratia uno scrigno che da pi\u00f9 di un secolo non si apriva e stava in quel luogo abbandonato. Nessuno si ricordava n\u00e9 come fosse venuto, n\u00e9 di chi fosse; solo un vecchio castaldo della procuratia, <strong>Alvise Marin<\/strong>, rammentava di aver sentito dire dal nonno, altro castaldo, che quello scrigno era stato tolto da <strong>Carlo Zeno<\/strong> ai Genovesi nel combattimento avvenuto nelle acque della Morea il 9 ottobre 1403, per causa di alcuni saccheggi fatti dai genovesi a Rodi a mercanti veneziani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La battaglia era stata favorevole ai veneziani; lo <strong>Zeno<\/strong> ritorn\u00f2 a Venezia con ricco bottino e numerosi prigionieri; furono fatte grandi feste per la riportata vittoria e tanti furono i fuochi di allegrezza accesi sul campanile di San Marco che (dice un antico codice Marciano) se ne liquefecero i piombi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aperto lo scrigno dai tre procuratori che l&#8217;avevano scoperto, vennero trovati &#8220;<em>ducati quattromila de oro et altri d&#8217;arzento di la stampa cum san Zorzi <\/em>(per il <strong>Sanudo <\/strong>&#8220;<em>di la stampa del Foscari<\/em>&#8220;)<em>, et una corona d&#8217;oro cum zoie et altre zoie, tutto per valuta de zercha<\/em> <em>trenta mila ducati et tutte queste cose si portono in Pregadi<\/em>&#8220;, cio\u00e8 al Senato. Il quale rest\u00f2 sorpreso di tutta quella ricchezza e il patrizio <strong>Girolamo Venier<\/strong>&nbsp;sorridendo propose di visitare &#8220;<em>tutti li soleri sotto tetto et le stantie non habitade del Palazo, di la Chiesia et la Procuratia et veder de scoverzer <\/em>(scoprire)<em> tesori, perch\u00e9 li nostri vechi fevano come formighe, ma po&#8217; se scordavano et moriano<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa proposta si rise, ma non era poi tanto strana, poich\u00e8 ognuno ricordava ancora la scoperta avvenuta nel 1507 della famosa cassa nel tesoro di San Marco, che, a tutti ignota, conteneva circa due milioni di ducati.&nbsp; (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"fontstyle0\">Scrive infatti il <strong>Sanudo,<\/strong> nei suoi <em>Diari<\/em>, che sier <strong>Paolo Barbo<\/strong>, procuratore di San Marco, cercando di mettere in ordine i locali del <em>Santuario<\/em> dove si custodiva il tesoro marciano, locali che da molti anni non si &#8220;<em>usava diligentia<\/em>&#8220;, trov\u00f2 un vecchio cassone chiuso a chiave. Il 14 settembre 1507 il Doge con il Consiglio si rec\u00f2 nella stanza del tesoro per vedere cosa c&#8217;era nel baule, e del quale non vi era pi\u00f9 memoria. Il cassone era un vero &#8220;<em>pozzo d&#8217;oro<\/em>&#8220;, conteneva <\/span><span class=\"fontstyle2\">gioielli d&#8217;oro, d&#8217;argento, di cristallo, di varie sorte di pietre incastronate, etc.&nbsp;(2)&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritornando allo scrigno ritrovato nella procuratoria di San Marco, il Senato decise che ventimila ducati fossero destinati ai bisogni dell&#8217;Arsenale, e diecimila a rifabbricare la &#8220;<em>zima dil campaniel di san Marco<\/em>&#8221; caduta per il terremoto di tre mesi prima. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 9 gennaio 1926 e Marin Sanudo. I diari Volume 7.&nbsp; <b><i>&nbsp;<\/i><\/b><\/p>\n<p>(2) Marin Sanudo. I Diari.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Uno scrigno dimenticato in una stanza nella Procuratoria di San Marco Il 6 aprile 1511 i tre procuratori di San Marco: Andrea Venier, Antonio Grimani e Andrea Gritti scoprirono in una stanza della procuratia uno scrigno che da pi\u00f9 di un secolo non si apriva e stava in quel luogo abbandonato. 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