{"id":91525,"date":"2022-08-22T04:57:12","date_gmt":"2022-08-22T04:57:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=91525"},"modified":"2022-08-22T04:57:15","modified_gmt":"2022-08-22T04:57:15","slug":"la-difesa-di-bari-dei-veneziani-contro-i-saraceni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=91525","title":{"rendered":"La difesa di Bari dei Veneziani contro i Saraceni"},"content":{"rendered":"\n<h3>La difesa di Bari dei Veneziani di Bari contro i Saraceni<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verso l&#8217;anno 1000 il doge <strong>Orseolo<\/strong> estese l&#8217;influenza di Venezia sulla costa dalmata, che, abbandonata dall&#8217;impero lasciata in bal\u00eca di se stessa, era esposta alle invasioni ed agli assalti dei <em>Narentini<\/em> di cui era divenuta tributaria, e preferiva la protezione di Venezia ad un&#8217;indipendenza, che era assai pericolosa. Invocato da alcuni di quei popoli, <strong>Pietro Orseolo II<\/strong> part\u00ec da Venezia con una forte armata navale, si present\u00f2 dinanzi a Parenzo e a Pola, dove le popolazioni, precedute dal clero, gli fecero atto di omaggio; poi si avanz\u00f2 verso l&#8217;isola di Cherso, dove convennero gli abitanti delle isole vicine e giurarono di riconoscerlo come loro capo e protettore; lo stesso accadde a Zara, a Spalato, a Ragusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;imperatore d&#8217;Oriente, troppo debole per contrastare questo progresso dell&#8217;influenza veneziana, diede forse la sua sanzione all&#8217;atto di riconoscimento, stipulando per\u00f2, a quel che sembra, che l&#8217;alta sovranit\u00e0 del paese restasse a lui, e che il Doge avesse le funzioni ed il titolo di governatore o <em>Duca della Dalmazia<\/em>. Non si tratta dunque di un vero possesso, di una padronanza assoluta, ma di una forma larvata di dominio, quale sempre sogliono ottenere gli stati forti e militarmente ordinati di fronte a stati deboli e discordi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente gli Slavi procurarono di opporsi con tutti i mezzi; ma l&#8217;armata veneziana era forte ed agguerrita e presso Tra\u00f9 cattur\u00f2 molte navi dei <em>Narentini<\/em>; poi occup\u00f2 Spalato, prese d&#8217;assalto Curzola e Lesina, che rifiutavano di riconoscere il Doge, e rase al suolo Lagosta, che era il principale nido dei corsari slavi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa gloriosa campagna dell&#8217;anno 1000 segna per Venezia uno dei punti pi\u00f9 gloriosi e pi\u00f9 importanti della sua storia marinaresca. Liberata dal pericolo delle invasioni slave, assicurata la sua navigazione, fatta riconoscere formalmente la sua autorit\u00e0 in quel lungo tratto di costa che dal Quarnaro si stende fin quasi alle bocche di Cattaro, essa pu\u00f2 dirsi ormai padrona dell&#8217;alto Adriatico. L&#8217;autorit\u00e0 imperiale le ha ceduto il titolo, non il possesso, di quel territorio; ma la sua politica costante si volger\u00e0 adesso ad ottenere il dominio assoluto, a trasformare la protezione in dominazione, ed assicurare, alle sue armate il contributo di navi, di uomini, di denari da quelle popolazioni, che ritraggono da lei protezione ed aiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La campagna del doge <strong>Pietro Orseolo<\/strong> lasci\u00f2 una memoranda traccia nelle cerimonie e nelle leggende veneziane: poich\u00e8 in memoria dei trionfi riportati in quell&#8217;anno venne stabilito che il giorno dell&#8217;Ascensione, in cui l&#8217;armata era partita, il Doge, accompagnato dal clero e dal popolo, si recasse in barca al Lido e quivi assistesse alla <em>benedizione del mare<\/em>. Pi\u00f9 tardi, in epoca non bene determinata, questa cerimonia si trasform\u00f2 nello sposalizio del mare, e la leggenda, impadronitasi del fatto storico, lo trasform\u00f2, lo modific\u00f2, attribuendone l&#8217;istituzione ad <strong>Alessandro III<\/strong> e fabbricando poi di sana pianta una battaglia navale, vinta dai Veneziani sul <strong>Barbarossa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venezia era divenuta una potenza navale, il cui aiuto era ricercato ed ambito. Infatti nell&#8217;anno 1003, o nell&#8217;anno successivo, il catapano greco <strong>Gregorio Tarcaniota<\/strong>, che governava a Bari, vedendosi assediato in quella citt\u00e0 da un&#8217;armata araba, venuta da Palermo, mand\u00f2 a chiedere soccorso a Venezia; e il Doge accogliendo l&#8217;invito, tanto pi\u00f9 che quei predoni avrebbero potuto assalire la Dalmazia ed infestare l&#8217;alto Adriatico, si affrett\u00f2 a mettere insieme un&#8217;armata assai numerosa. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Usc\u00ec dal porto di Venezia il giorno di San Lorenzo, e dopo una felice navigazione pervenne l&#8217;8 di settembre in vista dell&#8217;assediata citt\u00e0. Accorsero i <em>Saraceni<\/em> sulle sponde per impedire lo sbarco, ma, ad onta dei loro sforzi, i Veneziani occuparono il lido, e si spinsero fin sotto le mura di Bari, ove accolti con somma festa dal governatore e dalla popolazione, fu il doge portato trionfalmente al palazzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si diede tosto mano ad introdurre nella citt\u00e0 copia di viveri di cui grandemente difettava. Le truppe dei veneziani uscirono poi incontro al nemico, e dopo alcuni scontri parziali, il doge ordin\u00f2 s&#8217;inalberasse il suo vessillo sulla nave ammiraglia, e dispose le genti in due corpi, l&#8217;uno sulla flotta per investire i <em>Saraceni<\/em> dal lato del mare, l&#8217;altro nei sobborghi, perch\u00e8 unitamente ai Greci movesse contro i loro approcci e le linee dalla parte di terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e8 erano meno formidabili gli apparecchi dei <em>Saraceni<\/em>, tanto che ben tre giorni dur\u00f2 il combattimento con&nbsp; le spade, con le freccie infocate, or in distanza assalendo, ora misurandosi i due eserciti a corpo a corpo. Al fine, nella terza notte i <em>Saraceni<\/em>, levato tacitamente il campo, si allontanarono. Le lodi del doge <strong>Orseolo<\/strong> si levavano al cielo; in lui celebravano il liberatore. (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora oggi una festa popolare barese chiamata &#8220;v<em>idua vidue<\/em>&#8221; (da \u201cl<em>a v\u00ec, la v\u00ec<\/em>\u201d, \u201c<em>la vedi, la vedi<\/em>\u201d, dalle urla di gioia degli assediati quando videro le navi dei veneziani), ricorda la liberazione della citt\u00e0. La festa detta anche &#8220;<em>sposalizio del mar<\/em>&#8221; come quella a Venezia,&nbsp; si celebra nello stesso giorno di quella veneziana, il giorno dell&#8217;Ascensione o della &#8220;<em>Sensa<\/em>&#8220;.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Camillo Manfroni. Storia della Marina Italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) S. Romanin Storia Documentata di Venezia Volume I. Venezia 1853<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La difesa di Bari dei Veneziani di Bari contro i Saraceni Verso l'anno 1000 il doge Orseolo estese l'influenza di Venezia sulla costa dalmata, che, abbandonata dall'impero lasciata in bal\u00eca di se stessa, era esposta alle invasioni ed agli assalti dei Narentini di cui era divenuta tributaria, e preferiva la protezione di Venezia ad un'indipendenza, [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":91532,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2788],"tags":[4191,4190],"class_list":["post-91525","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-storie-e-leggende","tag-bari","tag-https-www-conoscerevenezia-it-p91525"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Pianta-Barim.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91525","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=91525"}],"version-history":[{"count":21,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91525\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":91999,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91525\/revisions\/91999"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/91532"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=91525"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=91525"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=91525"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}