{"id":91430,"date":"2022-08-30T05:57:07","date_gmt":"2022-08-30T05:57:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=91430"},"modified":"2024-02-06T07:55:15","modified_gmt":"2024-02-06T07:55:15","slug":"le-pene-inflitte-a-cinque-giovani-patrizi-veneziani-ladri-e-assassini-nel-1513","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=91430","title":{"rendered":"Le pene inflitte a cinque giovani patrizi veneziani ladri e assassini, nel 1513"},"content":{"rendered":"\n<h3>Le pene inflitte a cinque giovani patrizi veneziani ladri e assassini, nel 1513<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrive il <strong>Sanudo<\/strong> nei suoi <em>Diari<\/em> che la notte del 3 luglio 1513 furono arrestati, come autori di furti, sier <strong>Sebastian Bolani<\/strong> qu. sier <strong>Marco<\/strong>, e sier <strong>Lorenzo Polani<\/strong> di sier <strong>Bernardino <\/strong>che era gi\u00e0 stato arrestato con la stessa accusa<strong>, <\/strong>mentre sier <strong>Alessandro Navagier<\/strong> di sier <strong>Michiel<\/strong> riusciva a fuggire, sicch\u00e8 era un gran mormorare per tutta la citt\u00e0 per &#8220;<em>questi nostri zentilhomeni che vanno robando<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due mesi dopo, la notte del 30 agosto,&nbsp; furono arrestati a<em> &#8220;San Marzilian<\/em> <em>in<\/em> <em>caxa de na putana<\/em>&#8220;, dopo una furiosa lotta con gli sbirri,&nbsp; i nobili sier <strong>Baldisera da Molin<\/strong> qu. sier <strong>Nadalin,<\/strong> il quale era gi\u00e0 stato condannato in contumacia all&#8217;impiccagione quale ladro e assassino, sier <strong>Alessandro Navagier<\/strong> di sier <strong>Michie<\/strong>l, fuggito all&#8217;arresto due mesi prima, e due popolani <strong>Vincenzo<\/strong> e <strong>Agostino<\/strong> f\u00ecgli di <strong>Antonio da la Seda<\/strong> priore al Lazareto, detti <strong>Contarini<\/strong> perch\u00e9 &#8220;<em>la madre \u00e8 da ch\u00e0 Contarina<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Condotti nella <em>Sala dei Tornenti<\/em> ai quattro furono dati&nbsp; 4 scassi di corda per ciascuno, ma non confessarono,&nbsp; e allora il <em>Consiglio dei Dieci<\/em> ricorse alle testimonianze di coloro che erano in qualche modo coinvolti in questi eventi. Fu sentito sier <strong>Sebastian Bolani<\/strong>, arrestato due mesi prima, e condannato dai <em>Signori di Notte<\/em> a 10 anni di confine, il quale li accus\u00f2 di essere tutti ladri, ricettatori e assassini. Sier <strong>Antonio Dolf\u00ecn<\/strong> qu. sier <strong>Domenego<\/strong>, che stava confinato a Cipro, con un salvacondotto di un mese, venne a Venezia per testimoniare e per raccontare molte verit\u00e0 sui furti e sugli assassini commessi da questi criminali &#8220;<em>gentilhomini<\/em>&#8220;. Venne sentito anche Sier <strong>Geronimo Michiel<\/strong> di sier <strong>Nicol\u00f2<\/strong>, gi\u00e0 bandito per bestemmie, anche lui fornito di un salvacondotto, il quale accus\u00f2 gli imputati dell&#8217;omicidio&nbsp; di una donna di Cannaregio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel pomeriggio del 20 settembre si riun\u00ec il <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fino alla due di notte per giudicare i nobili accusati dei furti.&nbsp;&nbsp;<strong>Lorenzo Polani<\/strong>, per aver rubato, venne condannato ad essere impiccato in mezzo alle colonne.&nbsp; <strong>Baldisera da Molin<\/strong> dalla <em>Madalena<\/em>, il quale era gi\u00e0 stato condannato per ladronecci e assassinamenti, e <strong>Alessandro Navagier<\/strong> vennero condannati ad essere &#8220;<em>descopai <\/em>(un colpo di mazza sulla nuca)<em> e squartadi<\/em>&#8220;. <strong>Vicenzo<\/strong> e <strong>Agostino<\/strong> detti <strong>Contarini <\/strong>vennero condannati anche loro ad essere &#8220;<em>descopadi e squartadi<\/em>&#8220;.&nbsp; <strong>Cornelio Michiel<\/strong> figlio naturale di sier <strong>Jacopo<\/strong> da <em>San Canzian<\/em>, il quale si trovava per combinazione nella casa di <em>San Marzilian,<\/em> quando vennero presi gli altri, venne liberato, e un altro chiamato <strong>Andriol Stella<\/strong> non fu giudicato, per esser prete di prima tonsura, ma dopo che sar\u00e0 &#8220;<em>sgradato<\/em>&#8221; (spretato) sar\u00e0 fatto morir allo stesso modo. Dopo avere giudicato i cinque delinquenti, sier <strong>Orsato Giustinian<\/strong> <em>avogador<\/em> e sier <strong>Anzolo Trevisan<\/strong> <em>Capo dei Dieci<\/em>, giusto il solito, andarono alle prigioni a comunicare la sentenza, allora&nbsp; <strong>Alessandro Navagier<\/strong> domand\u00f2: &#8220;<em>Che morte signori?<\/em>&#8221;&nbsp; l\u2019<em>avogador<\/em> rispose: &#8220;<em>Squartadi, e vui Polani apicato<\/em>&#8220;. Disse il <strong>Navagier<\/strong>: &#8220;<em>E come squartadi?<\/em>&#8220;, rispose il <em>Capo dei Dieci<\/em>: &#8220;<em>Sarete descopadi<\/em>&#8220;, allora tutti i&nbsp; condannati r\u00ecmaseno come morti.&nbsp;&nbsp;La condanna venne poi pubblicata sulle <em>scale<\/em> di San Marco e di Rialto (a).&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mattina del 22 settembre&nbsp; fu ritrovano un foglietto, con dei versi, affisso alla porta del Palazzo Ducale in lode della giustizia della Serenissima, il quale breve riportava la notizia della condanna dei nobili e del grandissimo piacere con il quale venne accolta la sentenza da parte del popolo veneziano.&nbsp; I versi erano questi:&nbsp; &#8220;<em>Publicha res veneta haec felix semperque futura. legibus, imperio, praeside justitia<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso giorno, &#8220;<em>dopo disnar a l&#8217;hora solita&#8221;<\/em>, venne data esecuzione alla sentenza contro i giovani patrizi.&nbsp; Al suono della <em>campana del Malifizio<\/em> (o dei <em>Giustiziati<\/em>) uscirono dal Palazzo Ducale molti<em> zaffi <\/em>(guardie) a capitani, seguiti dai&nbsp; confratelli della Scuola di San Fantin e dai cinque condannati. C&#8217;era molta gente in Piazzetta San Marco,&nbsp; i cinque, &#8220;<span class=\"fontstyle0\"><em>tutti in camisa, con la tela negra solita sola, e discalzi, e soffioni in testa, li qual andando per la piaza in mezo de frati che li confortava<\/em>&#8220;, andavano alla forca baciando tutti <\/span>quelli che conoscevono dicendo: &#8220;<em>St\u00e8 con Dio, preg\u00e8 Dio per nui<\/em>&#8220;. Il <strong>Navagier<\/strong> disse poche parole pregando tutti che lo perdonassero; fu <em>descopado<\/em> e posto sotto una stuoia. <strong>Vincenzo<\/strong> detto <strong>Contarini<\/strong>&nbsp;parl\u00f2 molto, poi venne descopato e coperto. <strong>Agostino<\/strong> suo fratello, giovane di 18 anni, era come morto, disse poco e anche lui fu descopato e coperto. Il quarto, il <strong>Molin<\/strong>, che era un grande e bel giovane, disse alcune parole, poi gli venne data la mannaia dietro la nuca, e cadde a terra, e poi il boia, credendo che fosse morto<em>,<\/em> and\u00f2 sulla forca a impiccare il <strong>Polani<\/strong>, nel mentre impiccava questo il <strong>Molin<\/strong>, che non era ancora morto, si volt\u00f2 a guardare il compagno che veniva impiccato, allora il boia lo colp\u00ec nuovamente con la mannaia. Alla fine i quattro <em>descopati<\/em> furono anche squartati in quattro parti e ogni quarto posto sopra le quattro solite forche di questa terra, mentre il <strong>Polani<\/strong> venne mandato a seppelire all&#8217;<em>Anzolo Rafael<\/em>. <span class=\"fontstyle0\"> Compiuta questa giustizia, tutti furono soddisfatti, ma si dolsero della morte di questi giovani. (1)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(a) I bandi e i decreti della Repubblica si chiudevano con questa frase: &#8220;<em>sia proclamato sulle scale di San Marco e di Rialto<\/em>&#8220;. Le leggi infatti si pubblicavano dal <em>Comandador<\/em> prima su quel tronco di colonna di porfido, che sorge a un angolo della chiesa di San Marco, e poi di fronte alla chiesa di San Giacomo di Rialto sopra una corta colonna di granito egiziano, alla cui sommit\u00e0 mette una scaletta sostenuta da una statua ricurva chiamata il <em>Gobbo di Rialto<\/em>, buona scultura di <strong>Pietro da Sal\u00f2<\/strong> (1541)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ConoscereVenezia<\/strong><\/p>\n<p>(1) Marin Sanudo. I Diari<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le pene inflitte a cinque giovani patrizi veneziani ladri e assassini, nel 1513 Scrive il Sanudo nei suoi Diari che la notte del 3 luglio 1513 furono arrestati, come autori di furti, sier Sebastian Bolani qu. sier Marco, e sier Lorenzo Polani di sier Bernardino che era gi\u00e0 stato arrestato con la stessa accusa, mentre [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":92052,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[4702,2788],"tags":[4209],"class_list":["post-91430","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-conoscerevenezia","category-storie-e-leggende","tag-https-www-conoscerevenezia-it-p91430"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/DSC_6415.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91430","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=91430"}],"version-history":[{"count":62,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91430\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":109945,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91430\/revisions\/109945"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/92052"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=91430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=91430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=91430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}