{"id":91247,"date":"2022-08-15T05:29:24","date_gmt":"2022-08-15T05:29:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=91247"},"modified":"2024-01-14T09:52:22","modified_gmt":"2024-01-14T09:52:22","slug":"furti-e-libri-non-restituiti-alla-marciana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=91247","title":{"rendered":"Furti e libri non restituiti alla Marciana"},"content":{"rendered":"\n<h3>Furti e libri non restituiti alla Marciana<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei diari del <strong>Sanudo<\/strong> si legge che il 30 gennaio 1516 il &#8220;<em>Conseio di Diese con la zonta<\/em>&#8221; elesse il celebre <strong>Andrea Navagero<\/strong>, patrizio veneto, e bibliotecario della libreria di San Marco la quale dopo la morte di <strong>Marcantonio Sabellico<\/strong> era rimasta per dieci anni senza custodia alcuna. Il buon <strong>Sanudo<\/strong> da parecchio tempo aspirava a quel posto che dava una rendita annua di duecento ducati; ed ora nel vedere eletto il <strong>Navagero<\/strong>, chiamato dal decreto &#8220;<em>gran scriptore de historie latine<\/em>&#8220;, concludeva con la sua solit\u00e0 bont\u00e0 e rassegnazione: &#8220;<em>a mi nulla fece perch\u00e9 le mie historie sono in lengua materna et saranno pi\u00f9 acepte a tutti a lezar che alcuna altra, et zuro a Dio chi mi desse ducati 500 al anno de provision, non potria patir fatiche<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa volta per\u00f2 la disdetta del buon <strong>Sanudo<\/strong> fu quasi per lui una fortuna poich\u00e9 la famosa <em>biblioteca del Bessarione<\/em>, come si chiamava allora, lasciava molto a desiderare dopo quei dieci anni di abbandono, per cui molto avrebbe dovuto faticare per rintracciare qualcuno dei libri mancanti fra i tanti rubati o perduti, fatica che dovette addossarsi il <strong>Navagero<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E difatti se ne ritrovsrono da maestro <strong>Francesco Pozzi<\/strong>, libraro in <em>Spadaria<\/em> all&#8217;insegna del San Teodoro; da <strong>Zuane<\/strong>, barbiere di <em>Sant&#8217;Apollinare<\/em>; e qualcuno anche in casa di messer <strong>Carlo Cappello<\/strong> figliolo di <strong>Francesco<\/strong> il cavaliere.&nbsp;&#8220;<em>I ladri dei libri che stevano in una cameretta in Palazzo dintro li forcieri un sopra l&#8217;Altro aperti, erano stati due nevodi dil Canceliero grande Francesco Fasiol et un loro compagno Domenego<\/em>&#8220;, i quali essendo giovani e non intendendo l&#8217;importanza dei libri trafugato, li vendavano poi per pochi marcelli, ognuno dei quali valeva circa sessanta centesimi di nostra moneta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 non solo i ladri avevano fatta man bassa sulla biblioteca Bessaroniana, ma oltre a ci\u00f2 una gran parte dei libri prestati dai Procuratori di San Marco are andata perduta, pich\u00e9, alle lettere fatte scrivere dal Navagero, quasi tutti i depositari rispondevano che li avevano consegnati, ma purtroppo! i libri non c&#8217;erano pi\u00f9. Il patrizio genovese messer <strong>Domenego Sauli<\/strong> &#8220;<em>neg\u00f2 d&#8217;haverli ma haverli restituiti<\/em>&#8221; e <strong>Francesco Dasola<\/strong>, dalla terra di Asola &#8220;<em>respose non haverli mai avuti et nondimeno li haveva havuti ad istantia de misser Marco Contarini<\/em>&#8221; e cos\u00ec quasi tutti risposero con le stesse frasi; di non averli mai avuti o di averli restituiti, e se per qualcuno forse fu una verit\u00e0, data la confusione che regnava, per la maggior parte invece fu una grandissima menzogna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Andrea Navagero<\/strong> tenne la carica di biliotecario quasi per otto anni, cio\u00e8 fino alla sua partenza per la Spagna, quale ambasciatore straordinario presso <strong>Carlo V<\/strong> che evvenne il 14 luglio 1524; prima per\u00f2 consegn\u00f2 la biblioteca ai <em>Procuratori di San Marco<\/em> &#8220;<em>et messer Lodovico Mafei gastaldo dei Procuratori confessa haver havuti molti libri de pi\u00f9 che in drieto che messer Andrea haveva recuperati<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Navagero<\/strong>, nella eletta schiera dei Bibliotecari di San Marco, pu\u00f2 considerarsi come il primo che veramente si adoperasse, con raro intelletto d&#8217;animo, alla custodia ed al recupero dei preziosi codici nostri. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 26 luglio 1924<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Furti e libri non restituiti alla Marciana Nei diari del Sanudo si legge che il 30 gennaio 1516 il \"Conseio di Diese con la zonta\" elesse il celebre Andrea Navagero, patrizio veneto, e bibliotecario della libreria di San Marco la quale dopo la morte di Marcantonio Sabellico era rimasta per dieci anni senza custodia alcuna. 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