{"id":90193,"date":"2022-07-02T05:23:08","date_gmt":"2022-07-02T05:23:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=90193"},"modified":"2024-01-14T09:58:12","modified_gmt":"2024-01-14T09:58:12","slug":"luigi-venier-e-giustina-dalle-boccole-una-bella-coppia-di-amanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=90193","title":{"rendered":"Luigi Venier e Giustina Dalle Boccole, una bella coppia di amanti"},"content":{"rendered":"\n<h3>Luigi Venier e Giustina Dalle Boccole, una bella coppia di amanti<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lui era figlio del Doge <strong>Antonio Venier<\/strong>, lei moglie del patrizio <strong>Giovanni Dalle Boccole<\/strong> ed erano, dicono le <em>Historie Venitiane<\/em> del <strong>Sabellico<\/strong>, una gran bella coppia di amanti, ammirata ed invidiata a dispetto della biblica Legge. Ma su questo povero pianeta non c&#8217;\u00e8 nulla di perfetto ed intorno alla copia c&#8217;era una suocera ed una sorella del marito le quali non vedevano di buon occhio la pratica disonesta, e si dice dalla cronaca per gelosia del <strong>Luigi<\/strong> che aveva innamorato tutte le donne <em>de cha Bocholis<\/em>, cominciarono a seminare vento per fare crescere tempesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E batti oggi e batti domani, avvenne che la <strong>Giustina<\/strong>, a cui non faceva difetto l&#8217;incostanza, dopo un vivace altreco, mise alla porta il <strong>Luigi<\/strong>, e questi d&#8217;accordo con <strong>Marco Loredan<\/strong>, giovane al pari di lui sconsigliato, pens\u00f2 di trar vendetta di quell&#8217;offesa.&nbsp;Una bella mattina messer <strong>Giovanni Dalle Boccole<\/strong>, uscendo del suo palazzo in contrada di <em>Santa Ternita<\/em>, vide appesa sulla porta di casa una testa di caprone con le corna, contenente <em>turpia inhonesta verba<\/em> contro la moglie, la suocera e la sorella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scandalo fu grave per tutta la contrada ed il povero <strong>Giovanni<\/strong>, che come tutti i mariti tutto ignorava, sdegnato al gravissimo insulto, ricorse alla <em>Quarantia Criminale<\/em>, che scoperti gli autori, con sentenza 1 giugno 1388, oltrech\u00e9 a cento ducati di multa, li condannava entrambi a due mesi di prigione, ed il Doge, padre del <strong>Luigi<\/strong>, anteponendo la giustizia a qualunque affetto confermava la sentenza della <em>Quarantia<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma purtroppo per la famiglia <strong>Venier<\/strong>, l&#8217;avventura del figlio volse in tragedia; il disgraziato <strong>Luigi<\/strong> si ammal\u00f2 gravemente in carcere e bench\u00e9 mandasse a supplicare il padre per ottenere la grazia della rimanente pena, il Doge, inflessibile nel suo sterminato rispetto alle leggi, rifiut\u00f2 qualunque condono e l&#8217;infelice figlio, qualche giorno dopo, mor\u00ec nella sua squallida prigione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovanni Dalle Boccole<\/strong>, interrogata la sorella e fatto certo della sua sventura coniugale, obblig\u00f2 la moglie a rinchiudersi per qualche tempo nel convento della <em>Celestia<\/em>; ma il povero uomo non fu davvero fortunato nella scelta, perch\u00e9 era fama che il convento intitolato a <em>Santa Maria Celeste<\/em> non avesse proprio nulla di celeste, ma tutto di terreno. Dalle <em>Raspe<\/em> (*) sappiamo che nei secoli decimoquarto e decimo quinto parecchie monache della <em>Celestia<\/em>, non solo accoglievano gli amanti nel convento, ma si ritrovavano con loro in una villetta di Murano, dove soddisfavano <em>lasciviam et sacrilegia<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>Giustina Dalle Boccole<\/strong>, nella sua cella, pianse per i primi giorni il povero morto, ma ben presto alle lagrime subentr\u00f2 il sorriso, alla pioggia il sole, e siccome era donna ed era giovane e bella, cos\u00ec segu\u00ec l&#8217;esempio delle altre recluse. <strong>Marco Tiepolo<\/strong> fu il nuovo amante della <strong>Giustina<\/strong>, al quale segu\u00ec <strong>Domenico Contarini<\/strong> quondam <strong>Pietro<\/strong>, e cos\u00ec la testa di caprone, messa sulla porta di casa <em>Boccole<\/em> dal povero <strong>Luigi Venier<\/strong>, ramificava sempre robusta e gagliarda. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(*) <em>Raspe<\/em> erano chiamate le vecchie crinache giudiziarie, da dove risultavano i nomi di tutti i delinquenti e da cui perci\u00f2 potevano essere estratte quelle che oggi si direbbero fedine criminale. Da ci\u00f2 il detto o la ingiuria popolare: &#8220;<em>No ti ga gnanca la fede de Raspa<\/em>&#8220;, cio\u00e8 non ha neppure la fedina netta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 1 settembre 1923.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Luigi Venier e Giustina Dalle Boccole, una bella coppia di amanti Lui era figlio del Doge Antonio Venier, lei moglie del patrizio Giovanni Dalle Boccole ed erano, dicono le Historie Venitiane del Sabellico, una gran bella coppia di amanti, ammirata ed invidiata a dispetto della biblica Legge. 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