{"id":87828,"date":"2022-06-04T05:44:17","date_gmt":"2022-06-04T05:44:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=87828"},"modified":"2024-01-14T10:04:14","modified_gmt":"2024-01-14T10:04:14","slug":"gli-arsenalotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=87828","title":{"rendered":"Gli Arsenalotti"},"content":{"rendered":"\n<h3>Gli Arsenalotti<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli <em>Arsenalotti<\/em> sotto la Repubblica Veneta erano quasi una casta, una nobilt\u00e0 speciale: la nobilt\u00e0 del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Serenissima era per loro la <em>benedetta Mare<\/em>, e furono essi che risposero accigliati e con gli occhi di pianto: <em>Viva San Marco!<\/em> ai patrizi che gridando <em>Viva la libert\u00e0!<\/em> scappavano dal palazzo Ducale gettando vilmente nei corridoi e per le scale la toga senatoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli <em>Arsenalotti<\/em> esistevano soltanto a Venezia, e dice bene padre <strong>Guglielmotto<\/strong>, nel suo <em>dizionario di Marina<\/em>, che <em>Arsenalotto<\/em> \u00e8 none collettivo di tutti gli operai stabili addetti soltanto all&#8217;Arsenale di Venezia, e formavano, in certi casi, una guardia speciale del Doge. La Repubblica difatti affidava agli <em>Arsenalotti<\/em> la sorveglianza di tutti i luoghi della citt\u00e0 pi\u00f9 ragguardevoli e pi\u00f9 gelosi, e nelle funzioni e nelle feste erano quasi i pretoriani fidati del Doge stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allorch\u00e9, tra la morte di un Doge e l&#8217;elezione dell&#8217;altro, c&#8217;era l&#8217;interregno la protezione e la custodia del palazzo Ducale era interamente ed esclusivo diritto degli <em>Arsenalotti<\/em> e nei tempi normali pattuglie formate da loro, avevano la notturna custodia della Piazza, del Tesoro di San Marco, del Banco Giro, della Zecca e dell&#8217;Arsenale sotto gli ordini del <em>Paron de turno<\/em>, uno dei tre Provveditori <em>a l&#8217;Arsenal<\/em> nominati dalla Serenissima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il Maggior Consiglio si radunava a Palazzo nella loggia eretta dal <strong>Sansovino<\/strong> ai piedi del Campanile, vegliava alla custodia del sommo consesso un Procuratore di San Marco con una schiera di <em>Arsenalotti<\/em>. E questi, durante la guardia, erano armati di brandistocchi a tracolla, specie di picche, ma con l&#8217;asta pi\u00f9 lunga ed il ferro pi\u00f9 corto, e portavano anche un legno dipinto in rosso, che tenevano in mano a guisa di bastone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guardia alla Loggetta era dagli <em>Arsenalotti<\/em> tenuta in gran conto come titolo di onore, e cos\u00ec pure era ambito vogare nel Bucintoro, conducendo il Doge e la Signoria nel giorno della Sensa alla fastosa funzione dello sposalizio del mare. In quel giorno gli <em>Arsenalotti<\/em> erano inviati a banchetto a palazzo Ducale e dopo il pranzo il Doge inviava a ciascuno di essi in regalo quattro fiaschi di moscato greco, una scatola di confetture e una di spezie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella cronaca dei <strong>Caresini<\/strong> si legge che una bizzarra costumanza permetteva agli invitati di portare seco, quale ricordo dell&#8217;invito, le posate, i tovaglioli ed i bicchieri del banchetto, ma nel palazzo durante la festa era severamente proibito gridare la favorita esclamazione: <em>Viva San Marco!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 gli <em>Arsenalotti<\/em> appena in piazza e lungo la riva degli Schiavoni, che quasi tutti abitavano a Castello, un po&#8217; per il vino moscato e molto per l&#8217;amore alla Repubblica, si sfogavano a lanciare il loro prediletto grido di omaggio all&#8217;Evangelista protettore.(1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 30 agosto 1923.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gli Arsenalotti Gli Arsenalotti sotto la Repubblica Veneta erano quasi una casta, una nobilt\u00e0 speciale: la nobilt\u00e0 del lavoro. 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