{"id":80314,"date":"2022-01-13T07:02:32","date_gmt":"2022-01-13T07:02:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=80314"},"modified":"2022-01-13T07:02:36","modified_gmt":"2022-01-13T07:02:36","slug":"i-persiani-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=80314","title":{"rendered":"I Persiani a Venezia"},"content":{"rendered":"\n<h3>I Persiani a Venezia<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il commercio di <em>Tauris<\/em> (<em>Tabriz<\/em>) che concentrava quello della Persia e dove concorrevano principalmente le produzioni asiatiche fu assai vagheggiato dai Veneziani. Le merci dell&#8217;Asia orientale venivano portate a <em>Campion<\/em> (<em>Cantcheu<\/em>), quindi a <em>Balxian<\/em> (<em>Badkhchan<\/em>), e attraversando il deserto pervenivano a <em>Tauris<\/em>. Quelle dell&#8217;Asia meridionale erano portate per il golfo Persico a <em>Bassorah<\/em>, dove concorrevano anche le mercanzie dell&#8217;Arabia e delle coste di Etiopia, e si operava il cambio con quelle della Cina e dell&#8217;Asia settentrionale, quindi seguitando lungo il Tigri attraversavano la Persia e giungevano esse pure al grande emporio di <em>Tauris<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tauris<\/em>, l&#8217;antica reggia dei <em>Medi<\/em>, fu per lungo tempo residenza dei sovrani di Persia; collocata in sito salubre, comodo e facile al traffico, ed in relazione con gli empori di <em>Samarcanda<\/em>, <em>Bukara<\/em>, <em>Bolkar<\/em> ed <em>Otrar<\/em>, e con quelli di <em>Bassorah<\/em> e di <em>Ormus<\/em>, non poteva essere in posizione pi\u00f9 favorevole al commercio. Le vie dell&#8217;Armenia, di <em>Trebisonda<\/em> e della Siria la ponevano in comunicazione con il mar Nero e col Mediterraneo, e da esse riceveva in cambio le merci d&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Veneziani non potevano trascurare emporio cos\u00ec prezioso, e per favorire il commercio con quella piazza si hanno precise notizie fin dal secolo IX di trattati conchiusi dal doge <strong>Pietro Orseolo<\/strong> coi Saraceni, quindi con i re cristiani di Gerusalemme, i soldani d&#8217;Antiochia, di Tripoli, di Beiruth, i re d&#8217;Armenia, gli imperatori di Nicea e di Trebisonda, i soldani d&#8217;Aleppo, di Babilonia, di Rumili e gli imperatori dei Tartari. Flotte veneziane in squadre chiamate mude, veleggiavano per assicurare la libert\u00e0 del commercio intorno alla Tauride e lungo le coste di <em>Trebisonda<\/em>, di <em>Bitinia<\/em>, di <em>Paflagonia<\/em>, di <em>Cilicia<\/em> e della <em>Soria<\/em>. Stabilimenti e Consolati Veneziani nel mar Nero si ricordano fin dal secolo XIII; viaggiatori veneziani nelle regioni interne dell&#8217;Asia, i <strong>Polo<\/strong>, fin dal 1250; ambasciatore in <em>Tauris<\/em>, <strong>Marco Cornaro<\/strong>, nel 1319, in Armenia <strong>Giorgio Dolfin<\/strong>, a <em>Trebisonda<\/em> <strong>Nicol\u00f2 Quirini<\/strong> nel 1349.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I mercanti persiani e gli armeni che facevano il commercio veneto-persiano, anche durante le guerre con la Turchia, erano particolarmente accetti e favoriti dai Veneziani. Allorquando <strong>Uzunhasan<\/strong> si insignor\u00ec della Persia e dell&#8217;Armenia, e conchiuse alleanza con la repubblica negli anni 1470-73, crebbero i favori verso quelle nazioni.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dei <em>Persiani<\/em> esistono vaghe tradizioni di un antichissimo fondaco, situato a <em>San Giovanni Grisostomo<\/em> sul rivo che mette al canal grande, dirimpetto al <em>fondaco dei Tedeschi<\/em>, anche se queste tradizioni non reggono ad una critica severa. Egli \u00e8 certo che nel secolo XVII i <em>Persiani<\/em> albergavano nel <em>fondaco dei Turchi a San Giovanni decollato<\/em>, ma separati dai sudditi del gran signore. Mediante decreto 10 giugno 1662 dei <em>cinque Savi alla mercanzia<\/em>, furono con tale condizione obbligati i <em>Persiani<\/em> a passare nel fondaco dei Turchi; ed il successivo decreto 16 giugno dello stesso anno stabiliva pene di bando e di galera a quei <em>Persiani<\/em> che continuassero a soggiornare in case private e non andassero con le loro mercanzie nel fondaco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia <strong>Sceriman<\/strong> di <em>Djulfa d&#8217;Ispahan<\/em> era la pi\u00f9 illustre e ricca delle famiglie persiane stabilite a Venezia; e nel secolo XVII la sua casa commerciale era una delle pi\u00f9 considerevoli d&#8217;Europa, e&nbsp; la famiglia patrizia <strong>Bold\u00f9<\/strong>, illustre per fasti militari e per senno civile, era pure di origine persiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Merci che da Venezia si esportavano nella Persia erano: panni tessuti d&#8217;oro, d&#8217;argento ed a varii colori, velluti, damaschi, stoffe di lana e di seta, fili d&#8217;oro, d&#8217;argento e galloni, cera lavorata, zucchero raffinato, mercurio, vetriolo, cinabro, arsenico, canfora, cremor di tartaro, teriaca, casse di noce, cordami, carte da giuoco, moneta, armi, acciai, ferrareccie, aghi, carta, stampati, chincaglie, vetri, specchi e conterie. A Venezia si fabbricavano per il commercio asiatico gli <em>ormesini<\/em>, specie di drappo di seta, cos\u00ec nominato da <em>Ormus<\/em>. L&#8217;arte vetraria, e particolarmente quella del coloramento alla pasta vitrea, produceva coroncine di vetro colorato, e le <em>margarite<\/em>&nbsp; che venivano messe negli abiti, negli addobbi, e perfino adoperarle come segno di dignit\u00e0, ed era costume persiano che le donne dovessero portare in dote uno specchio di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I veneziani importavano dalla Persia,&nbsp; panni di seta, di lana, di pelo di cammello e di capra, rasi con ricami tessuti d&#8217;oro, tappeti di Persia e di <em>Caramania<\/em>, <em>cammellotti<\/em>, <em>mussuline<\/em>, particolarmente da <em>Mussul<\/em> presso <em>Mardin<\/em>, abbondante di cotoni, cordovani rossi e gialli ed altre pelli in genere, pesce secco e salato, beluga del Caspio, argento ed oro in polvere tratti dai fiumi di <em>Bukaria<\/em>, rame delle miniere di <em>Tokat<\/em>, datteri di <em>Bassorah<\/em>, pepe, tabacco, indaco, allume, zucchero, galla, zenzero, zafferano, rabarbaro, gomma, miele, sale di <em>Bukaria<\/em>, sale ammoniaco, bitumi, tra cui la nafta ed il celebre <em>mum<\/em>, droghe diverse, erbe medicinali, cera, perle di <em>Ormuz<\/em>, lapislazzuli, turchesi ed altre pietre preziose, lavori ed intarsiature alla agemina, cos\u00ec detti da <em>Agem<\/em>, nome col quale gli Arabi indicano le terre ad essi straniere ed in particolare la Persia; e finalmente la seta greggia di cui incomparabilmente abbondavano le provincie persiane situate sul Caspio, <em>Astrabad<\/em>, <em>Mazanderan<\/em>, <em>Schirvan<\/em> e sopra tutte il <em>Ghilan<\/em>, la cui seta in natura ed in manifatture era riputata la migliore di tutta la Persia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma le condizioni politiche ed economiche della repubblica, e le vicissitudini del commercio e della navigazione delle potenze europee, andarono togliendo poco a poco ai Veneziani il primato nel traffico della seta e di tutte le merci persiane. Dopo l&#8217;invasione dei Mongoli, che, sorpreso il floridissimo emporeo della Tana (1414), vi trucidarono i veneti mercanti e misero a ruba i loro fondachi, e dopo la conquista di Costantinopoli (1453) che chiuse il mar Nero alla navigazione degli Europei, i Veneziani, rinnovati gli antichi trattati coi soldani di Egitto, ai quali era soggetta la Palestina e la Siria, avevano ricondotto nel Mediterraneo il commercio della Persia e delle Indie, fino alla scoperta del giro del <em>capo di Buona Speranza<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i Veneziani non vollero abbandonare una navigazione antica, viva, certa, per seguirne una nuova, incerta, lontana e contrastata da molti. Senonch\u00e8 la nuova via delle Indie, e la formazione delle grandi compagnie di navigazione, congiunte alle altre fatali e ben note circostanze politico-economiche della repubblica, fecero irresistibilmente decadere il commercio dei Veneziani con la Persia. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Guglielmo Barchet. La Repubblica di Venezia e la Persia. Torino 1865<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I Persiani a Venezia Il commercio di Tauris (Tabriz) che concentrava quello della Persia e dove concorrevano principalmente le produzioni asiatiche fu assai vagheggiato dai Veneziani. Le merci dell'Asia orientale venivano portate a Campion (Cantcheu), quindi a Balxian (Badkhchan), e attraversando il deserto pervenivano a Tauris. 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