{"id":79645,"date":"2021-12-29T07:03:48","date_gmt":"2021-12-29T07:03:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=79645"},"modified":"2024-01-31T08:54:03","modified_gmt":"2024-01-31T08:54:03","slug":"i-turchi-a-malamocco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=79645","title":{"rendered":"I Turchi a Malamocco"},"content":{"rendered":"\n<h3>I Turchi a Malamocco<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il 1526 con la conquista di Belgrado fatta dai <em>Turchi<\/em>, l&#8217;Ungheria e la Croazia erano rimaste aperte alle loro scorrerie, mentre i porti dell&#8217;Adriatico, nel <em>canale della Morlacca<\/em>, si prestavano ad essere un buon rifugio per le loro navi corsare. La Repubblica, occupata nella guerra di Terraferma, dislocata la sua flotta nel Mediterraneo contro Napoli, aveva rallentata la sorveglianza nell&#8217;Adriatico, tanto pi\u00f9 essendo in pace con la Turchia per i buoni maneggi del doge <strong>Andrea Gritti<\/strong> e del suo figlio naturale <strong>Luigi<\/strong> nato a Costantinopoli, dove dimorava in gran favore del Sultano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la Repubblica dovette ben presto ricredersi. Il 10 luglio nelle prime ore del mattino si sparse per la citt\u00e0 la notizia che una fusta turca era approdata al Lido dalla parte di <em>Malamocco<\/em>, ed entrati i soldati in paese avevano commesso ogni sorta di ribalderie.&nbsp;La notizia era purtroppo vera: verso terza giunsero al Molo della Piazzetta le prime barche con i fuggitivi da <em>Malamocco<\/em> che recatisi subito in Collegio raccontarono i particolari dell&#8217;attacco notturno, &#8220;<em>le fuste erano due, li turchi entrono nelle case et tolto tutto quello che hanno trovato, digando <\/em>(dicendo)<em> voler amazar le persone<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presso l&#8217;<em>arco di San Giovanni<\/em> uccisero due pescatori e sul <em>ponte di Borgo<\/em> raggiunsero tre donne che fuggivano obbligandole ai loro voleri. I <em>Turchi<\/em> devastavarono il palazzo del podest\u00e0, sier <strong>Marco Gradenigo<\/strong>, che da qualche giorno si trovava a Venezia, e sulla <em>Piazza Maggiore<\/em>, trasportate alcune botti di vino e numerose cibarie, si misero a gozzovigliare. &#8220;<em>Le persone tutte fuziteno chi in barche, chi in fango de li palui et la cossa era molto spaventosa e vedere<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <em>Capi dei Dieci<\/em> dettero ordine di armare tutte le barche del Consiglio che a voga arrancata si diressero verso <em>Malamocco<\/em>. Quando vi giunsero i <em>Turchi<\/em> fuggirono, ma tre di loro ubriachi fradici vennero presi e subito impiccati. Le due fuste furono affondate nei pressi di Pola tre giorni dopo. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 18 agosto 1926<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I Turchi a Malamocco Dopo il 1526 con la conquista di Belgrado fatta dai Turchi, l'Ungheria e la Croazia erano rimaste aperte alle loro scorrerie, mentre i porti dell'Adriatico, nel canale della Morlacca, si prestavano ad essere un buon rifugio per le loro navi corsare. 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