{"id":79643,"date":"2022-01-05T07:00:56","date_gmt":"2022-01-05T07:00:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=79643"},"modified":"2024-01-31T08:52:42","modified_gmt":"2024-01-31T08:52:42","slug":"unambasciata-turca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=79643","title":{"rendered":"Un\u2019ambasciata turca"},"content":{"rendered":"\n<h3>Un\u2019ambasciata turca<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Morto il sultano turco <strong>Baiezid<\/strong> e successogli nell&#8217;impero il figlio <strong>Selim<\/strong>, questi mand\u00f2 subito una numerosa ambascieria a Venezia con una sua lettera autografa annunciando al doge <strong>Leonardo Loredan<\/strong> il suo innalzamento al trono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno ultimo del mese di gennaio 1514 giunse alla Signoria la notizia che l&#8217;ambasciatore era arrivata a Chioggia e che da quell&#8217;isola sarebbe partito per la Dominante nel pomeriggio, tanto che il Collegio mand\u00f2 subito al Lido i peatoni ducali e venti patrizi, tra cui sier <strong>Polo Valaresso<\/strong> quondam sier <strong>Gabriele<\/strong> per il ricevere il rappresentante del Sultano. E cos\u00ec nell&#8217;avanzato pomeriggio di quel giorno &#8220;<em>l&#8217;orator dil Turco<\/em>&#8221; fu accompagnato con il suo corteo di patrizi &#8220;<em>a la Zueca dove smontoe a ca&#8217; Malipiero<\/em>&#8220;, palazzo che s&#8217;innalzava sulla <em>fondamenta di San Giacomo<\/em>, oggi scomparso &#8220;e<em>t che li era sta preparado con gran lusso per l&#8217;oficio di le Rason vechie<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ambasciatore si chiamava <strong>Al\u00ec Bei<\/strong>, era dragomanno del Sultano e suo confidente, &#8220;<em>homo di et\u00e0 d&#8217;anni cinquanta, sa parlar talian benissimo, ma parla per interprete per reputation, ha con lui turchi venti, una fusta et uno brigatin<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo febbraio messer <strong>Al\u00ec<\/strong> ricevuto dalla Signoria, il doge aveva impartito l&#8217;ordine che tutti i patrizi del Collegio fossero vestiti di seta paonazza o scalatta, e il principe stesso indoss\u00f2 una veste di velluto cremisi con mantello di panno d&#8217;oro &#8220;che fo bel veder al Colegio in tanto ordine&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quaranta patrizi furono mandati alla Giudecca con i peatoni ducali sfarzosamente addobati, e ad un&#8217;ora dopo terza l&#8217;ambascieria ottomana sbarcava al Molo della Piazzetta dove si era raccolta gran quantit\u00e0 di gente per vederla passare &#8220;<em>Et essa pass\u00f2 con bel ordine: prima alcuni di soi turchi con fesse in cao<\/em> (col fezin capo) <em>l&#8217;uno drio l&#8217;altro con li presenti in mano quali fono quindise peze di panno d&#8217;oro, cremesin, turchesco, paonazo et altri colori, diese peze de panno de seda et tre peze de zambeloti fini scarlate e negre; poi un turco portava una fazuol rosso con oro turchesco et un altro uno tapedo grando et bello<\/em>&#8220;. Veniva alfine l&#8217;oratore vestito di drappo d&#8217;oro &#8220;<em>con la lettera del Signor Turco rivolta in uno fazoleto bianco tessudo di arzento<\/em>&#8221; e poi a due a due seguivano i quaranta patrizi nelle loro toghe di gala dalle maniche ampie ornate di zibellino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;entrar dell&#8217;ambasciatore nella sala del Consiglio, il doge e la Signoria si alzarono dai loro seggi, il Serenissimo abbracci\u00f2 messer <strong>Bei<\/strong>, mentre si avanzava domino <strong>Todaro Paleologo<\/strong>, interprete della Repubblica, che tradusse all&#8217;alto consesso il discorso del Turco tutto di belle parole, di amicizia fedele, di sentimenti gentili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venne presentata la lettera del Sultano e furono offerti i doni turcheschi, che vennero dal Serenissimo, appena finita l&#8217;assemblea, divisi tra i patrizi in Collegio. Per il mantenimento dell&#8217;ambasceria furono decretati trenta ducati al giorno e si mandarono al <em>palazzo Malipiero<\/em> barche ricolme di derrate: pesce, carne, farina, frutta, dolci, vino, olio in tale quantit\u00e0 che il pianterreno della casa ne fu tutto ingombro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ambasciatore in quei giorni, accompagnato da sier <strong>Piero Giustinian<\/strong>, &#8220;<em>fradelo del bailo Zuane qual era a Costantinopoli, et, con licentia di la Signoria, li fa compagnia<\/em>&#8221; visit\u00f2 quasi tutta la citt\u00e0: ebbe una grande colazione all&#8217;Arsenale, un pranzo sontuoso in Palazzo Ducale dato dal principe e alcune cene nei palazzi patrizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai nobili che lo attorniavano egli espresse il desiderio di voler comperare &#8220;<em>un diamante pont\u00e0 per ducati mille, un rubin bello, alcuni panni di seda, do orinali de crestallo per il gran Bass\u00e0 et altre cose<\/em>&#8220;, e sier <strong>Polo Valaresso<\/strong>, &#8220;<em>qual di statura et effige someia tutto esso orator<\/em>&#8221; ne tenne parola in Collegio e la Signoria, con la sua solita generosit\u00e0, dopo due giorni fece trovare nelle stanze dell&#8217;ambasciatore tutte le robe desiderate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>Consiglio dei Dieci<\/em> gli regal\u00f2 tre vesti &#8220;<em>et uno bazil d&#8217;arzento con ducati cinquecento<\/em>&#8220;, e l&#8217;ambasciatore ringraziando afferm\u00f2 in italiano &#8220;<em>che il suo Signor vol aiutar questo Stado et non lo lasser\u00e0 perir<\/em>&#8220;, <strong>Al\u00ec Bei<\/strong>&nbsp;partiva da Venezia il 25 febbraio per Ragusa con la nave &#8220;<em>Trona<\/em>&#8221; lasciando nei Veneziani un buon ricordo della sua permanenza per quanto un po&#8217; onerosa per le finanze della Serenissima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venezia nel 1514 era assalita da quasi tutta l&#8217;Europa cristiana e, cosa curiosa, la sola Turchia, la sua naturale nemica, in quel momento le giurava amicizia. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 27 marzo 1932<\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un\u2019ambasciata turca Morto il sultano turco Baiezid e successogli nell'impero il figlio Selim, questi mand\u00f2 subito una numerosa ambascieria a Venezia con una sua lettera autografa annunciando al doge Leonardo Loredan il suo innalzamento al trono. 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