{"id":79636,"date":"2021-12-23T06:09:37","date_gmt":"2021-12-23T06:09:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=79636"},"modified":"2024-01-31T08:55:13","modified_gmt":"2024-01-31T08:55:13","slug":"la-trovata-curiosa-di-un-turco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=79636","title":{"rendered":"La trovata curiosa di un turco"},"content":{"rendered":"\n<h3>La trovata curiosa di un turco<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era appena suonato il vespro a San Marco del 17 ottobre 1571 quando una galera veneziana doppiava la punta di <em>Malamocco<\/em> e si dirigeva a vele spiegate da una brezza di poppa verso il bacino di San Marco.&nbsp;La galera, pavesata con tante bandiere turche a rovescio e molte striscianti per le acque era l&#8217;<em>Angelo Gabrielle<\/em> al comando di <strong>Giuffredo Giustinian<\/strong>,&nbsp; entrava a Venezia annunciando con gli evviva della ciurma e le numerosce scariche d&#8217;artiglieria, la grande vittoria di <em>Lepanto<\/em> contro la potenza dell&#8217;impero Ottomano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fausta notizia, dopo un&#8217;attesa di ansie, si sparse rapidamente dovunque, il popolo corse in Piazza con alte grida di gioia, le campane suonavano a distesa, i cannoni dei forti e delle navi all&#8217;ancora spararono a festa, il Doge e la Signoria &#8220;<em>calarono<\/em>&#8221; in chiesa San Marco per rendere grazie a Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le botteghe della citt\u00e0 come per incanto si chiusero, i cittadini che s&#8217;incontravano per le vie si congratulavano, si baciavano l&#8217;uno con l&#8217;altro, ma la plebe trasmodando correva a liberare i carcerati gridando in coro &#8220;<em>libert\u00e0, libert\u00e0<\/em>&#8220;, ma solo quelli che erano in prigione per debiti si lasciarono fuggire, le botteghe erano chiuse con l&#8217;iscrizione: &#8220;<em>per la morte dei Turchi<\/em>&#8220;, nessuno si partiva di Piazza fino a sera, nessuno attendeva ai negozi, i mercanti turchi spaventati si tenevano chiusi nelle loro case.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volendo il doge <strong>Alvise Mocenigo<\/strong> con la Signoria discendere dal palazzo nella chiesa di San Marco, a grande stento pot\u00e8 penetrarvi per la moltitudine del popolo accalcato, fu subito cantato il Te Deum e celebrata la messa con grande orchestra e grande illuminazione. <strong>Paolo Paruta<\/strong> (diplomatico e storico, scrisse la&nbsp;<i>Istoria veniziana<\/i> in dodici libri) recit\u00f2 l&#8217;orazione funebre ai glosiosi caduti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ordinarono per quattro giorni in Venezia e nelle citt\u00e0 di terraferma, narra la cronaca <strong>Caroldo<\/strong>, inni sacri e processioni, n\u00e9 contento a ci\u00f2 l&#8217;animo devoto della Serenissima volle decretato festivo il giorno sette ottobre sacro a <em>Santa Giustina<\/em>, in cui si era riportata la grande vittoria, decret\u00f2 un tempio a codesta Santa di Padova e la statua di lei da esser posta sulla porta principale dell&#8217;Arsenale, opera distinta del <strong>Campagna<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le allegrezze pubbliche furono magnifiche: i mercanti di panno di Rialto tesero dal ponte fino alla &#8220;<em>ruga de li Oresi<\/em>&#8220;, come un firmamento di panno celeste sparso di stelle d&#8217;oro, le botteghe, i muri, le panche erano coperte di preziose tappezzerie. La piazza di Rialto era tutta addobbata di panno scarlato con esposizione di quadri, e nel mezzo sorgeva un&#8217;alta piramide d&#8217;armi, spoglie, trofei, bandiere tolte ai turchi. Davanti alla <em>chiesa di San Giacometto<\/em> si alzava un altare sul quale furono celebrati gli uffizi divini, accompagnati da solenni processioni seguite dai mercamti di panni e precedute dai musicanti della Cappella ducale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I turchi e gli ebrei levantini che stavano al mercato di Rialto appena intesa la novella, scapparono a rifugiarsi nelle case a loro destinate a <em>San Matteo di Rialto<\/em> e narra <strong>Rocco Benedetti<\/strong> nella sua cronaca che stettero rinchiusi per quattro giorni &#8220;<em>per il dubbio che havessero di essere lapidati dai putti, facendo mille segni di mestitia col rotolarsi per terra, battersi il petto, pelarsi li mustacchi et graffiarsi il viso<\/em>&#8220;. Per quattro giorni le botteghe si aprirono soltanto per poche ore nella mattinata per rinchiudersi poi con quella scritta: &#8220;<em>chiuso per la morte dei turchi<\/em>&#8221; circondata da festoncini, da bandierine, da caricature di turchi sciabolati, annegati, bruciati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I putti, che correvano le strade tutto il giorno con bandiere e tamburelli, trovarono nei turchi il loro pi\u00f9 bel divertimento, e fatta ampia raccolta in erbaria di torsi, frutta guasta e altri rifiuti, condotti da un <strong>Balbi<\/strong> detto &#8220;<em>el matto<\/em>&#8221; assediarono le case dei turchi a <em>San Matteo<\/em>, con il ben nutrito lancio dei proiettili raccolti e gridando di tratto in tratto: &#8220;<em>Demo fogo, demo fogo ai turchi cani<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un certo <strong>Al\u00ec Saddo<\/strong>, uno dei turchi che non aveva ancora perduta completamente la testa, pens\u00f2 di rispondere al lancio villano con un lancio gentile e gett\u00f2 ai putti biscotti, confetti, noci &#8220;<em>scalette ed bagattini<\/em>&#8220;. Alla meraviglia dei putti poi mormorii, grida festose, commenti curiosi e benigni, la collera a poco a poco svan\u00ec.&nbsp;Si raccolsero i regali, e qualcuno dei putti lanci\u00f2, tra le riaste della folla, il grido &#8220;<em>Viva li turchi de Venezia!<\/em>&#8220;. La pace era ritornata nelle case di <em>San Matteo<\/em>.(1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 5 luglio 1934<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La trovata curiosa di un turco Era appena suonato il vespro a San Marco del 17 ottobre 1571 quando una galera veneziana doppiava la punta di Malamocco e si dirigeva a vele spiegate da una brezza di poppa verso il bacino di San Marco.&nbsp;La galera, pavesata con tante bandiere turche a rovescio e molte striscianti [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":79762,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2788,4335],"tags":[3931,1211,224,2623],"class_list":["post-79636","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-storie-e-leggende","category-giovanni-malgarotto","tag-https-www-conoscerevenezia-it-p79636","tag-parrocchia-di-san-silvestro","tag-sestiere-di-san-polo","tag-venezia"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/DSC_7309.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79636","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=79636"}],"version-history":[{"count":16,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79636\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82810,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79636\/revisions\/82810"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/79762"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=79636"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=79636"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=79636"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}