{"id":79532,"date":"2021-12-26T07:13:44","date_gmt":"2021-12-26T07:13:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=79532"},"modified":"2024-02-06T07:56:30","modified_gmt":"2024-02-06T07:56:30","slug":"il-genovese-che-voleva-lasilo-ecclesiastico-ma-fini-in-prigione-a-pane-ed-acqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=79532","title":{"rendered":"Il genovese che voleva l&#8217;asilo ecclesiastico, ma fin\u00ec in prigione a pane ed acqua"},"content":{"rendered":"\n<h3>Il genovese che voleva l&#8217;asilo ecclesiastico, ma fin\u00ec in prigione a pane ed acqua<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sera del 23 novembre 1529, in <em>contrada di San Geremia<\/em>, in una casa del mercante<strong> Gerolamo Scaglia<\/strong> sul Canal Grande, avvenne un fatto gravissimo. <strong>Andrea Grimaldi Corvara<\/strong> genovese, uccise un suo amico che dormina in camera con lui, tale <strong>Lorenzo Grimaldi Ceva<\/strong> di 18 anni, con 26 colpi di \u201c<em>manarin<\/em>\u201d. Dopo avere commesso il delitto il <strong>Corvara<\/strong> fugg\u00ec buttandosi in strada da una finestra, e corse finch\u00e9 si rifugi\u00f2 dentro la <em>chiesa di San Zanipolo<\/em> (Santi Giovanni e Paolo), sperando nell\u2019asilo ecclesiastico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti quando arrivarono gli sbirri a reclamarlo i frati domenicani del <em>convento dei Santi Giovanni e Paolo<\/em> si rifiutarono di consegnarlo, finch\u00e9 non arrivarono gli <em>Avogadori de comun <\/em>nelle persone di sier <strong>Melchiorre Michiel<\/strong> e di sier <strong>Marino Giustinian<\/strong>. Gli <em>Avogadori<\/em> spiegarono ai buoni frati, che l\u2019asilo ecclesiastico non si applicava per gli assassini, gli adulteri e gli stupratori, e che anzi in questi casi i malfattori potevano essere tratti con la viva forza. Il <strong>Corvara<\/strong>, che nel frattempo si era rifugiato nel campanile, non fece altro che agevolare il lavoro alle guardie. Alle 2 di notte, il genovese venne preso e condotto nella casa di <em>San Geremia<\/em> dove alloggiava e qui <em>de plano<\/em> (senza alcuna difficolt\u00e0) confess\u00f2 il suo delitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno dopo, alla presenza dell\u2019<em>Avogador<\/em> sier <strong>Melchiorre Michiel<\/strong>, i consiglieri sier <strong>Nicol\u00f2 Venier<\/strong> e sier <strong>Pandolfo Morosini<\/strong>, il capo dei <em>Quarantia Criminal<\/em> sier <strong>Antonio Premarin<\/strong>, i <em>signori di Notte<\/em> sier <strong>Vincenzo Zorzi<\/strong> e sier <strong>Maffio Venier,<\/strong> venne portato in Palazzo Ducale nella <em>sala dei Tormenti,<\/em> dove dopo 4 scassi di corda confess\u00f2 nuovamente. Il <strong>Corvara<\/strong> si difese raccontando che aveva ucciso il suo amico, colto da un improvviso scatto d&#8217;ira, perch\u00e9 questo gli aveva dato uno schiaffo. Confess\u00f2 inoltre di aver strangolato la massara che teneva le chiavi di uno studiolo, dove trov\u00f2 una cassetta dalla quale prese 4 o 5 ducati e un diamante <em>ligato<\/em> del valore di 30 ducati, una pezza di <em>raso lionato<\/em>, ma non pot\u00e9 aprire uno scrigno perch\u00e9 era in ferro.&nbsp;Il<strong> Corvara<\/strong> abitava a Venezia da circa un anno e mezzo,&nbsp; dove era arrivato da Costantinopoli con circa 7500 ducati veneziani che aveva &#8220;<em>dissipati con zuogo et putane<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mattina del 2 dicembre inizi\u00f2 il processo davanti alla <em>Quarantia criminal, <\/em>il <strong>Corvara<\/strong> era difeso da ben tre avvocati: domino <strong>Aurelio Superchio<\/strong>, sier <strong>Zuane Francesco Mocenigo<\/strong> e domino <strong>Francesco Filetti<\/strong>, i quali tutti e tre sostenevano che l\u2019omicidio non era predeterminato e che non si poteva e non si doveva togliere il <strong>Corvara<\/strong> dalla <em>chiesa di San Zanipolo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno 17 dello stesso mese si arriv\u00f2 alla sentenza, furono messe due <em>parti<\/em>, la prima di sier <strong>Nicol\u00f2 Bernardo<\/strong> <em>consigliere<\/em> e sier <strong>Francesco Coppo<\/strong> <em>della Quarantia al Criminal, <\/em>i quali proposero di relegare il <strong>Corvara<\/strong> nella prigione &#8220;<em>Fresca zoia con lire 15 di ferri a li piedi et a pan et aqua, et stii solo, et il capitanio de le prexon li habbi bona custodia, sotto gran pene, et rompendo, et preso el sia, siati tai\u00e0 la testa et poi squartato con taia lire 6000 vivo et 4000 morto, etiam in terre aliene&#8221;<\/em>, e la seconda con la quale sier <strong>Nicol\u00f2 Venier<\/strong> e sier <strong>Pandolfo Morosini<\/strong> <em>consiglieri<\/em>, sier <strong>Anzolo Malipiero<\/strong> <em>capo dei Quarantia al Criminal<\/em>, sier <strong>Zuan Domenego Cigogna<\/strong> <em>vicecapo della Quarantia<\/em>, e tutti e tre gli <em>Avogadori de Comun<\/em> proponevano che il <strong>Corvara<\/strong>&nbsp; fosse &#8220;<em>menato per canal su una piata et quele altre cose et conduto per terra a San Marco a la coa di uno cavalo, dove li sia tai\u00e0 la testa, et poi squartato in 4 quarti et posti a li lochi soliti<\/em>&#8220;. E si ballottarono le <em>parti,<\/em> furono 15 non sinceri (astenuti), 12 per la prima proposta e 12 per la seconda, fu necessario quindi una seconda votazione, con la quale si ebbe 10 non sinceri, 16 per la prima proposta, 13 per la seconda. Comment\u00f2 la sentenza il <strong>Sanudo:<\/strong>&nbsp; &#8220;<em>sich\u00e9 sta pezo che morto, et per esser st\u00e0 tolto di loco sacro non \u00e8 sta fato morir<\/em>&#8220;. (1)<\/p>\n<p><em><strong>ConoscereVenezia<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) I Diari di Marin Sanudo. Tomo LII<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il genovese che voleva l'asilo ecclesiastico, ma fin\u00ec in prigione a pane ed acqua La sera del 23 novembre 1529, in contrada di San Geremia, in una casa del mercante Gerolamo Scaglia sul Canal Grande, avvenne un fatto gravissimo. 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