{"id":78182,"date":"2022-12-29T06:57:08","date_gmt":"2022-12-29T06:57:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=78182"},"modified":"2023-01-20T18:41:44","modified_gmt":"2023-01-20T18:41:44","slug":"la-madonna-delle-grazie-nella-chiesa-di-san-samuele-gia-nella-chiesa-di-san-rocco-e-santa-margherita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=78182","title":{"rendered":"La Madonna delle Grazie  nella Chiesa di San Samuele, gi\u00e0 nella Chiesa di San Rocco e Santa Margherita"},"content":{"rendered":"\n<h3>La Madonna delle Grazie nella Chiesa di San Samuele, gi\u00e0 nella Chiesa di San Rocco e Santa Margherita<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allorch\u00e8 nell\u2019Oriente con il dilatato dominio si stendeva l&#8217;impero greco, si annoverava fra le province ad esso soggette anche il regno del <em>Peloponneso<\/em> (a quei tempi chiamato di <em>Morea<\/em>), fra le di cui citt\u00e0 principali vi era Sparta, che ridotta poi a ristretto numero di abitanti, ora volgarmente si nonima <em>Mistra<\/em>. Nella cattedrale di quella citt\u00e0 dedicata alla Madre di Dio si venerava una di lei antica immagine, di cui vi era tradizione, essere stata dipinta per mano dell\u2019evangelista San Luca. A questa, come a principale protettrice della loro patria accorrevano nelle pubbliche, e private necessit\u00e0 quei popoli, e nelle grazie prodigiose, che corrispondevano ai devoti ricorsi, si sperimentava frequentemente quanto appresso Dio valga la protezione della gran Vergine. Avvenne poi con il decorso dei tempi, che per giusto giudizio di Dio la <em>Morea<\/em> tutta inondata dall\u2019armi degli infedeli, ed in quell\u2019incontro funesto rest\u00f2 anche Sparta bruciata, e distrutta, senza sapersi poi cosa avvenuto fosse della venerabile immagine conservata nella cattedrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perduta si era per\u00f3 ogni speranza di rinvenirla, allorch\u00e9 la divina provvidenza dispose, che presso ad una limpida fonte in un luogo chiamato <em>Zachoma<\/em>, fosse la sacra pittura ritrovata da una semplice pastorella, che ivi aveva condotto il gregge al pascolo. Si atterr\u00ec la buona fanciulla nel veder dopo tramontato il sole risplendere di lucidissimi raggi la prodigiosa immagine, che per\u00f2 scossa appena dal suo stupore corse a manifestare la gran scoperta agli abitanti di quei contorni. Accorsero quelli ben tosto, e fatti testimoni di veduta, venerarono con umilt\u00e0 il fasto ritratto, e pubblicarono per tutto il regno un beneficio cos\u00ec singolare della divina misericordia. Fabbricarono poi in grata riconoscenza una chiesa nel luogo stesso dell\u2019ammirabile apparizione, chiamandola <em>Santa Maria Ortocasta<\/em> dal nome, che ella aveva nella cattedrale di Sparta, ed un tal nome appunto si legge fino al giorno d\u2019oggi inciso con lettere greche all&#8217;intorno dell\u2019\u00ecmmagine stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nuova chiesa fu per lungo tempo venerata, ed onorata risplendendo sempre con nuovi miracoli, per la fama dei quali and\u00f2 continuando il concorso dei popoli, mass\u00ecmamente nei quindici giorni precedenti, ed in altri quindici susseguenti alla solennit\u00e0 di <em>Maria Assunta al Cielo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scorsi per\u00f2 molti anni, volendo Iddio puniti i peccati di quel miserabile regno, permise che la fiera nazione dei Turchi, dopo d\u2019essersi impadronita di pressoch\u00e8 tutto l\u2019Oriente, rivolgere l&#8217;armi alla conquista della Morea, signoreggiata allora per la maggior parte da principi della casa <strong>Comnena<\/strong>. Nel furore della terribile invasone resa quasi universale a quel regno, volle Iddio preservata quella sacra immagine, ed inspir\u00f2 nel cuore ad un uomo da bene chiamato <strong>Protocastora<\/strong> <em>capitano del Despoto<\/em>, ossa principe del luogo, ed assai devoto di Maria di levar nascostamente la venerabile pittura, e fuggir con essa in <em>Napoli di Romania<\/em>, per sottrarla alle profazioni degli infedeli. Fu accolta la sacra immagine con giubilo da quei cittadini, che la riposero nella <em>chiesa di San Teodoro Martire<\/em>, ove stette per qualche tempo, finch\u00e9 da se stessa miracolofamente si transfer\u00ec alla <em>chiesa dei Santi Apostoli<\/em> della stessa citt\u00e0, ove continu\u00f2 pure il concorso dei popoli alla sua venerazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019anno poi del Signore 1541 insaziabile ambizione di <strong>Solimano<\/strong> gran signore dei Turchi volendosi render padrone dell\u2019intero Regno della Morea, mosse guerra alla Repubblica di Venezia, in di cui potere erano allora le citt\u00e0 maritime di <em>Napoli di Romania<\/em>, e di <em>Napoli di Malvasia<\/em>; ne fu mai possibile ottener da quel barbaro la pace, se non a condizone di ceder quelle due citt\u00e0 all&#8217;Impero Ottomano. Era allora afflitta la citt\u00e0 di Venezia non solo dal peso della guerra, ma anche da un orribile carestia, onde per non aver a soffrire l\u2019estrema desolazione dei popoli, convenne ceder alla prepotenza del nemico e spedire ordine ai Provveditori delle due infelici citt\u00e0, di consegnarle in potere degli Ottomani. Era allora <em>Provveditore in Napoli di Romania<\/em> <strong>Francesco Barbaro<\/strong> uomo di distinta piet\u00e0, il quale prima di consegnare ai commissari Turchi le chiavi della citt\u00e0, lev\u00f2 dalla <em>chiesa dei Santi Apostoli<\/em> la venerabile immagine di Maria, e collocatala onorevolmente in sua casa, dispose di tradurla in Venezia, ove, venerata fosse con maggior sicurezza , e decoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella rigorosa penuria dei grani, che allora angustiava la citt\u00e0, si erano ridotte ad estrema angustia le <em>monache di San Rocco e Santa Margherita<\/em>, le quali incos\u00ec grave disagio ricorsero con orazioni, e lagrime alla divina provvidenza per non restar vittime della fame, e moltiplicando con fede le loro fervorose preghiere, meritarono di restare esaudite. Arriv\u00f2 dunque opportunamente il provveditore <strong>Barbaro<\/strong>, ed impaziente di consolare una sorella monaca, di nome suor <strong>Cassandra<\/strong>, che egli aveva nel suddetto monastero, a lei sped\u00ec tosto, per messo sicuro la prodigiosa pittura, che fu da quelle buone religiose accolta con la pi\u00f9 umile riverenza spargendo dolci lagrime di consolazione. Riportata poi all&#8217;universale devozione sull\u2019altare maggiore, ne risentirono tosto nelle gravi lor ristretezze un pronto sollievo per le elemosine dei fedeli, che confluirono al soccorso di lor indigenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte furono le grazie conseguite da chi avanti a quella sacra immagine implor\u00f2 il patrocinio della gran Madre di Dio, essendosi con stupore dei medici vedute risanare persone da infermit\u00e0 incurabili, e da presente pericolo di morte, onde in dovuta riconoscenza alla celeste benefattrice fu fabbricata una decente cappella, in cui nel giorno 11 di luglio dell\u2019anno 1597, il cardinale <strong>Lorenzo Priuli<\/strong> patriarca di Venezia accompagnato da quattro vescovi con religiosa solennit\u00e0 ripose la sacra immagine fra gli applausi d&#8217;innumerabile popolo concorso a venerarla .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una pronta, e prodigiosa assistenza di Maria Vergine provarono poi le monache nei pericolosi incontri di due incendi accaduti negli anni 1743 e 1747, dai quali minacciato essendo di rovina il monastero, all&#8217;esporsi di una sacra immagine simile a quella di chiesa, retrocedettero quali respinte da invisibile forza le fiamme, liberando quel religioso recinto dall\u2019imminente pericolo d\u2019un totale sterminio.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rinovata poi essendosi in pi\u00f9 ornata, e maestosa forma la chiesa, ed eretto in essa un nobile altare di scelti marmi, e di eccellenti sculture, fu in esso con solenne processione nel giorno 11 di Luglio dell\u2019anno 1751 con l&#8217;intervento del patriarca <strong>Luigi Foscari<\/strong>, e con numeroso accompagnamento di clero, nobilt\u00e0, e popolo collocata l\u2019ammirabile immagine, verso cui tuttavia continua costante la venerazione del popolo.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al racconto delle ammirabili vicende di quella sacra immagine, danno autorit\u00e0 l\u2019immemorabile tradizione, e gli antichi registri del monastero. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avvenuta la soppressione napoleonica, la badessa <em>Maria Indrich<\/em> don\u00f2 la sacra immagine a <strong>Giovanni Rossi<\/strong>, sacerdote di San Samuele, dove rimase in venerazione. La Vergine, su tavola lignea, col Bambino nella destra, \u00e8 rivestita di una ricca incamiciatura di argento, che lascia liberi solo i volti.&nbsp;La cornice, eseguita dopo il trasporto a Venezia, presenta nei tre lati, a sbalzo, la serie dei dodici apostoli alternata con le dodici feste bizantine (ne manca una), lavoro di orificeria veneziana del primo Cinquecento, sostitutiva di una pi\u00f9 antica, originaria. Nel lato inferiore, della prima met\u00e0 del Seicento, ci sono due angeli ai lati e al centro la Vergine e il Salvatore. Nel lato superiore, l&#8217;Annunciazione e sotto, a sinistra l&#8217;immagine di <strong>Giovanni Cantacuzeno<\/strong>, figlio di <strong>Matteo<\/strong> despota di Mistr\u00e0, aggiunta durante il lavoro di incorniciatura dell&#8217;icona (1380-1383), forse a sue spese. L&#8217;incorniciatura fu restaurata nel 1425 ca., mentre l&#8217;icona della Vergine, lavoro monastico molto popolare, dovrebbe risalire al secolo XIII. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Notizie storiche delle apparizioni e delle immagini pi\u00f9 celebri di Maria Vergine Santissima nella citt\u00e0 e Dominio di Venezia. Venezia 1761.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) da un cartello esposta nella chiesa di San Samuele<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Madonna delle Grazie nella Chiesa di San Samuele, gi\u00e0 nella Chiesa di San Rocco e Santa Margherita Allorch\u00e8 nell\u2019Oriente con il dilatato dominio si stendeva l'impero greco, si annoverava fra le province ad esso soggette anche il regno del Peloponneso (a quei tempi chiamato di Morea), fra le di cui citt\u00e0 principali vi era [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":95060,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[4195],"tags":[3882,330,140,2623,2619],"class_list":{"0":"post-78182","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-madonne","8":"tag-https-www-conoscerevenezia-it-p78182","9":"tag-parrocchia-di-san-stefano","10":"tag-sestiere-di-san-marco","11":"tag-venezia","12":"tag-venice"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/DSC_0193_0194.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78182","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=78182"}],"version-history":[{"count":44,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78182\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97119,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/78182\/revisions\/97119"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/95060"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=78182"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=78182"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=78182"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}