{"id":78131,"date":"2021-11-12T06:46:06","date_gmt":"2021-11-12T06:46:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=78131"},"modified":"2024-01-31T09:05:05","modified_gmt":"2024-01-31T09:05:05","slug":"gli-schiavoni-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=78131","title":{"rendered":"Gli Schiavoni a Venezia"},"content":{"rendered":"\n<h3>Gli Schiavoni a Venezia<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venezia fin dai primi tempi ebbe relazioni commerciali con i <em>Dalmati<\/em> comunemente conosciuti con il nome di <em>Schiavoni <\/em>(dal latino <em>clavus<\/em>,&nbsp; da cui anche slavo e schiavo<em>), <\/em>relazioni che divennero per pi\u00f9 intese quando nel principio del Quattrocento tutte le regioni costiere della <em>Dalmazia<\/em> passarono sotto il dominio della Repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli <em>Schiavoni<\/em> furono tra i sudditi pi\u00f9 fedeli della Dominante, e Venezia li ricorda ancora nei nomi di due localit\u00e0 e in una scuola di devozione: la <em>Corte Schiavona<\/em> a Castello dove avevano un ospizio, la <em>Riva degli Schiavoni<\/em> che costeggia il magnifico bacino di San Marco, la <em>Scuola di San Giorgio degli Schiavoni<\/em> presso la <em>chiesa dei Cavalieri di Malta<\/em>, nella <em>contrada di Sant&#8217;Antonino.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La colonia schiavona veneziana si riuniva in confraternita sotto la protezione dei suoi <em>Santi Giorgio, Trifone<\/em> e <em>Girolamo<\/em> nel 1451, ottenendo ospitalit\u00e0 nella <em>Chiesa di San Giovanni del Tempio<\/em>, ma poi, nella prima met\u00e0 del Cinquecento, eresse a proprie spese l&#8217;attuale scuola la cui facciata di tipo sansoviniano venne costruita da <strong>Giovanni de Zan<\/strong>, proto all&#8217;Arsenale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola, sulla cui porta d&#8217;ingresso <strong>Pietro da Sal\u00f2<\/strong> modell\u00f2 in rilievo &#8220;<em>San Giorgio che uccide il drago<\/em>&#8220;, \u00e8 celebre per i dipinti di <strong>Vittore Carpaccio<\/strong> che vi lavor\u00f2 a pi\u00f9 riprese, dal 1502 al 1507, trattando nelle sue pitture quattro spendidi cicli di cui tre dedicati ai santi patroni della <em>Dalmazia<\/em>: episodi della vita di <em>San Giorgio<\/em>, vicende di <em>San Trifone di Bitina<\/em>, storie di <em>San Girolamo vescovo di Spalato<\/em>, avvenimenti derivati dal Vangelo come il &#8220;<em>Cristo nell&#8217;orto<\/em>&#8221; e &#8220;<em>La chiamata di Matteo all&#8217;apostolato<\/em>&#8220;. Queste tele del <strong>Carpaccio<\/strong> presentano in ambiente veneziano del Quattrocento, tutto luce e colore, grazia e freschezza, di cui egli fu uno dei pi\u00f9 fedeli e pi\u00f9 appasionati evocatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel tempo la colonia schiavona aveva tra i confratelli <strong>Andrea Mendola<\/strong> di Zara, detto lo <em>Schiavone<\/em>, che nei suoi &#8220;<em>sfregazzi<\/em>&#8221; dipingeva scene campestri, fantastiche visioni di ninfe, di satiri, di pagane divinit\u00e0, lontane riminescenze di spirito giorgionesco. E compatriotti dello <strong>Schiavone<\/strong> erano <strong>Sebastiano Zuccato<\/strong> e <strong>Francesco Dominicis<\/strong>, entrambi gastaldi della scuola, il primo pittore discreto con bottega a <em>San Giuliano<\/em> all&#8217;insegna del &#8220;<em>Tempo<\/em>&#8221; e parente di <strong>Stefano Cernotto<\/strong> dell&#8217;<em>Isola d&#8217;Arbe<\/em>, allievo del grande <strong>Tiziano<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fratelli <strong>Francesco<\/strong> e <strong>Gregorio Miroseo<\/strong>, figli di <strong>Luca da Sebenico<\/strong>, vivevano agiatamente nella <em>contrada di Santa Sofia<\/em> nonostante i loro beni in Dalmazia fossero stati gravemente danneggiati &#8220;<em>per le ruine che sono seguite per li perfidi turchi<\/em>&#8220;. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 28 giugno 1929<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gli Schiavoni a Venezia Venezia fin dai primi tempi ebbe relazioni commerciali con i Dalmati comunemente conosciuti con il nome di Schiavoni (dal latino clavus,&nbsp; da cui anche slavo e schiavo), relazioni che divennero per pi\u00f9 intese quando nel principio del Quattrocento tutte le regioni costiere della Dalmazia passarono sotto il dominio della Repubblica. 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