{"id":78033,"date":"2021-11-01T06:49:10","date_gmt":"2021-11-01T06:49:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=78033"},"modified":"2021-11-04T18:52:18","modified_gmt":"2021-11-04T18:52:18","slug":"i-madonnari-della-scuola-veneto-cretese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=78033","title":{"rendered":"I madonnari della Scuola Veneto-Cretese"},"content":{"rendered":"\n<h3>I madonnari della Scuola Veneto-Cretese<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;isola di <em>Candia<\/em> (<em>Creta<\/em>), entrata a far parte della realt\u00e0 politico-amministrativa della Repubblica nel 1211, quando in seguito alla <em>Quarta Crociata<\/em> l\u2019isola fu acquistata dai veneziani, divenne gradualmente uno dei maggiori centri culturali del mondo greco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto il dominio veneziano, l\u2019isola si elev\u00f2 a punto d\u2019incontro tra la civilt\u00e0 bizantina e quella rinascimentale dell\u2019Occidente, e conobbe una straordinaria fioritura culturale in vari campi dell\u2019arte e della letteratura. Un frutto di questa commistione culturale fu anche la cosiddetta <em>Scuola Veneto-Cretese <\/em><em>o postbizantina<\/em>, di cui l&#8217;inizio si data intorno al 1457, che svilupp\u00f2 un particolare stile pittorico marcato dalla fusione di elementi bizantini e occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur attenendosi in gran parte alla tradizione iconografica bizantina, alcuni esponenti della <em>Scuola Veneto-Cretese<\/em> furono influenzati in modo significativo dai maestri del Rinascimento veneziano, quali <strong>Bellini<\/strong>, <strong>Tiziano<\/strong>, e pi\u00f9 tardi <strong>Veronese<\/strong>. Entrando in fecondo dialogo con loro, gli artisti candiotti apportarono considerevoli innovazioni ai metodi, le tecniche e lo stile dell\u2019arte bizantina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come dimostrano gli archivi veneziani, verso la fine del Quattrocento ed ai primi del Cinquecento, il commercio di icone tra Creta e Venezia manifestava segni di intensa attivit\u00e0 ed era difatti divenuto una produzione di massa. Al fine di essere pi\u00f9 vicini ai loro committenti, ai loro maestri o per altri motivi, alcuni dei rappresentanti della Scuola cretese si mossero spesso in quegli anni alla volta di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo importante pittore greco a mettere piede nella citt\u00e0 di Venezia fu <strong>Ioannis Permeniatis<\/strong> (<strong>Zuan<\/strong> o <strong>Giovanni Permeniate<\/strong>), nella prima met\u00e0 del Cinquecento arriva a Venezia anche il pittore cretese <strong>Markos Strelitzas-Bath\u00e0s<\/strong> (o <strong>Vath\u00e0s<\/strong>), autore di icone e di alcuni disegni in una serie di codici manoscritti in greco e di alcune opere nella chiesa di San Giorgio dei Greci. Su invito della Confraternita greca e con l\u2019impegno di decorare la chiesa di San Giorgio, arrivava verso la seconda met\u00e0 del Cinquecento anche un altro cretese, il pittore <strong>Micha\u00ecl Damaskin\u00f2s<\/strong> (<strong>Michele Damasceno<\/strong>), il quale risieder\u00e0 in laguna per un periodo di circa dieci anni. Nella chiesa della comunit\u00e0, <strong>Damaskin\u00f2s<\/strong> eseguir\u00e0 decine di icone, ancor oggi conservate nell\u2019iconostasi e nell\u2019abside. Successivamente fu accolto il pittore <strong>Ioannis Kyprios<\/strong> (<strong>Zuane Ciprioto<\/strong>), il pittore ricevette l\u2019incarico di compiere gli affreschi della cupola della chiesa nel 1589, completando la figura del <em>Pantokrator<\/em>, sotto la supervisione di <strong>Tintoretto<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi anni prima di <strong>Ioannis Kyprios<\/strong>, si trovava a Venezia anche il giovane ed ancora ignoto pittore cretese <strong>Domenico Theotokopoulos<\/strong> detto <strong>El Greco<\/strong> (Candia 1541 &#8211; Toledo 1614). Gi\u00e0 divenuto maestro e, probabilmente, proprietario di una bottega nella sua isola natale, dove si era formato come pittore di icone bizantine. <strong>El Greco<\/strong> fece il suo apprendistato nella bottega di <strong>Tiziano<\/strong>, entrando in contatto con le correnti del Rinascimento veneziano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato all\u2019<em>isola di Milos<\/em> nel 1556, <strong>Antonios Vassilakis<\/strong> chiamato l&#8217;<strong>Aliense<\/strong> (dal latino&nbsp;<i>alienus<\/i>, straniero) arrivava a Venezia intorno al 1572,&nbsp; accompagnato dalla sua famiglia, e ci rimarr\u00e0 fino alla sua morte, avvenuta nel 1629.&nbsp; <strong>Vassilakis<\/strong> mostrava un talento precoce nel disegno e venne inviato dai fratelli alla bottega di <strong>Veronese<\/strong>, ove imparer\u00e0 la precisione e l\u2019uso dei colori.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro pittore greco che visse per molti anni a Venezia fu <strong>Thom\u00e0s Vath\u00e0s<\/strong> (<strong>Bath\u00e0s<\/strong>) (1544-1599). Originario di Creta <strong>Vath\u00e0s<\/strong> soggiorn\u00f2 a Venezia ininterrottamente a partire dal 1588 e fino al 1599, anno in cui mor\u00ec.&nbsp; Stando per lo pi\u00f9 fedele alla tradizione iconografica e stilistica bizantina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allievo di <strong>Vath\u00e0s<\/strong>, sullo scorcio del Cinquecento arrivava a Venezia seguendo, probabilmente, il maestro anche <strong>Emmanu\u00ecl Tzanfurnaris<\/strong> (<strong>Manuel Zanfornari<\/strong>) (Corf\u00f9 tra il 1570 ed il 1575 &#8211; Venezia 1631).&nbsp; Datata 1595 si trova, presso l\u2019<em>Istituto Ellenico di Venezia,<\/em> una sua icona raffigurante la <em>Dormizione di San Spiridione<\/em> con scene della sua vita, in cui il pittore si mostra strettamente legato alla tradizione della Scuola cretese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei primi del Seicento, dal 1602 al 1628, oper\u00f2 a Venezia anche il pittore cretese <strong>Emborios Venediktos<\/strong>, autore di alcune icone, tra cui anche l\u2019 \u201c<em>Ultima Cena<\/em>\u201d completata intorno al 1606, che ancor oggi adornano la <em>chiesa di San Giorgio dei Greci<\/em>.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di stile rigorosamente bizantino era il pittore&nbsp; <strong>Filotheos Skoufos<\/strong> di <em>Canea<\/em> che oper\u00f2 intorno alla met\u00e0 del Seicento a Venezia, occupando il posto di maestro della comunit\u00e0 greca e quello di parroco nella <em>chiesa di San Giorgio dei Greci<\/em> dal 1655 al 1659.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con <strong>Filotheos Skoufos<\/strong> collabor\u00f2 a Corf\u00f9, prima di trasferirsi anche lui a Venezia, il suo conterraneo <strong>Emmanuel Tzanes<\/strong> (detto <strong>Bunial\u00ecs<\/strong>), considerato, assieme a <strong>Theodoros Poulakis<\/strong>, uno dei due pi\u00f9 significativi pittori dell\u2019ultimo periodo della Scuola cretese.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altro esponente di spicco dell\u2019ultimo periodo della Scuola cretese, il pittore <strong>Theodoros Poulakis<\/strong> (1620\/1622 &#8211; 1692) arrivava a Venezia intorno al 1644. Nella citt\u00e0 dei Dogi, <strong>Poulakis<\/strong> rimase per 13 anni consecutivi e in seguito si trasfer\u00ec a Corf\u00f9. Durante questo suo periodo veneziano entrer\u00e0 in contatto con la vasta produzione contemporanea di calcografie europee e ne sub\u00ec l&#8217;influenza. Nelle sue icone, il <strong>Poulakis<\/strong> si distinse per il carattere barocco e per la familiarit\u00e0 con la pittura fiamminga (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) <a href=\"https:\/\/www.puntogrecia.gr\/sezioni\/cultura\/1740-per-mano-dello-%e2%80%9cstraniero%e2%80%9d-pittori-greci-nella-laguna-veneziana-xvi-xvii-sec\">Per mano dello \u201cstraniero\u201d: pittori greci nella laguna veneziana (XVI &#8211; XVII sec) <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I madonnari della Scuola Veneto-Cretese L&#8217;isola di Candia (Creta), entrata a far parte della realt\u00e0 politico-amministrativa della Repubblica nel 1211, quando in seguito alla Quarta Crociata l\u2019isola fu acquistata dai veneziani, divenne gradualmente uno dei maggiori centri culturali del mondo greco. 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