{"id":77742,"date":"2021-11-03T07:02:02","date_gmt":"2021-11-03T07:02:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=77742"},"modified":"2021-11-03T07:28:32","modified_gmt":"2021-11-03T07:28:32","slug":"il-gaban-o-cappotto-di-salonicco-dei-cappotteri-greci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=77742","title":{"rendered":"Il gab\u00e0n o cappotto di Salonicco, dei cappotteri greci"},"content":{"rendered":"\n<h3>Il gab\u00e0n o cappotto di Salonicco, dei cappotteri greci<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Capoteri<\/em> erano chiamati gli artigiani, per la maggioranza greci, che fabbricavano e vendevano cappotti, cio\u00e8 una specie di soprabito in lana, utilizzato principalmente dai marinai, dai militari e dai pescatori. I cappotteri, inoltre, fabbricavano anche le <em>schiavine<\/em>, specie di coperte di lana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il loro lavoro non prevedeva anche la tessitura del tessuto in lana con cui fabbricavano i cosiddetti <em>capoti<\/em> e le <em>schiavine<\/em>, che invece era acquistato per poi lavorarlo e vendere il prodotto finale. Si trattava, quindi, del mestiere di tagliare, cucire e vendere <em>capoti<\/em>. I tessuti di lana utilizzati per la fabbricazione dei cappotti erano forniti da varie zone del territorio greco (principalmente Salonicco, Corf\u00f9, Zagor\u00e0) ed erano di varie qualit\u00e0 (<em>fini<\/em>, <em>bastardi<\/em>, <em>dimezza vita<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo ad importare a Venezia il mestiere della fabbricazione di cappotti, fu il greco <strong>Ioannis Theocharis<\/strong> di <em>Ioannina<\/em> che, nel 1742, apr\u00ec una bottegha nella <em>contrada di San Provolo<\/em>. Da allora decine di greci si insediarono a Venezia, esercitando questa particolare arte; quasi tutti provenivano dall&#8217;Epiro, soprattutto da <em>Ioannina<\/em>. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cappotto di <em>Salonicco<\/em> lo avevano portato i galeotti ed i pirati, i capitani di piccolo e grande cabotaggio e i pescatori chioggiotti. All fine della repubblica c&#8217;erano a Venezia sei botteghe da cappotti, con 32 artiginai greci che importavano direttamente il tessuto particolarmente caldo, resistente ed impermeabile, realizzato con una lana detta <em>sangona<\/em>. Il cappotto poteva essere lungo o corto, ma era sempre dotato di cappuccio e serviva anche come materasso o da coperta. (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Christos Zampakolas. La Mariegola dell&#8217;Arte dei Greci Cappotteri a Venezia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) La pesca in Laguna. La collezione storica di Minni e Marella. Centro Culturale Candiani 2019.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il gab\u00e0n o cappotto di Salonicco, dei cappotteri greci Capoteri erano chiamati gli artigiani, per la maggioranza greci, che fabbricavano e vendevano cappotti, cio\u00e8 una specie di soprabito in lana, utilizzato principalmente dai marinai, dai militari e dai pescatori. I cappotteri, inoltre, fabbricavano anche le schiavine, specie di coperte di lana. 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