{"id":75965,"date":"2021-08-19T05:53:37","date_gmt":"2021-08-19T05:53:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=75965"},"modified":"2024-01-31T14:31:43","modified_gmt":"2024-01-31T14:31:43","slug":"vesti-e-lusso-muliebri-tra-stilisti-nostrani-spreco-di-profumi-e-scarsa-pulizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=75965","title":{"rendered":"Vesti e lusso muliebri, tra stilisti nostrani, spreco di profumi e scarsa pulizia"},"content":{"rendered":"\n<h3>Vesti e lusso muliebri, tra stilisti nostrani, spreco di profumi e scarsa pulizia<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frate <strong>Bernardino Ochino<\/strong> in una sua predica detta nella <em>chiesa dei Santi Apostoli<\/em> nel febbraio del 1538 si scagliava contro il lusso donnesco specialmente per i gioielli, per i belletti, per i profumi: &#8220;<em>Io son ben contento che voi andiate assettate e pulite e ben vestite, ma non tanto lusso, non dipingervi. Deh di gratia, contentatevi della bellezza che Dio vi ha dato. Oh tu dirai: io lo faccio per piacere al mio marito, ho se il fai per piacere al tuo marito, lisciati la notte ch&#8217;io sono molto ben contento<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Varie, ricche, bizzaramente ornate erano le vesti femminili, lunghe vesti di velluto, di seta, di raso, di drappo d&#8217;oro con cintura d&#8217;argento e ampie maniche le quali terminando in punta toccavano quasi terra. Componevano l&#8217;acconciatura del capo cappucci tempestati di pietre, turbanti di filo d&#8217;argento, cuffioni di velluto ricamato e gemmato, reticelle di seta, fascie, frontali, corone di metallo prezioso o di stoffa ornata di gemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Particolarmente graditi alle donne erano i monili di filigrana e le catenelle chiamate in antico &#8220;<em>entrecosei<\/em>&#8221; e oggi &#8220;<em>manini<\/em>&#8221; o &#8220;<em>catenelle di Venezia<\/em>&#8220;, gentile vezzo d&#8217;oro, composto di sottilissimi anelli, che la moda bizzara ora confin\u00f2 tra le classi popolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Cinquecento le magnifiche stoffe veneziane erano accomodate alle nobildonne da abili sarti, tra i quali &#8220;<em>valentissimo et acutissimo<\/em>&#8221; mastro <strong>Giovanni<\/strong> che nel suo negozio &#8220;<em>in la Merceria di san Zulian<\/em>&#8221; lavorava &#8220;<em>di queste sorte di habiti si possa imaginare da donna et massime di veste alla veneziana, che son molto difficili da fare con tanto buon gusto e originalit\u00e0, tanta esperienza e dottrina, da stupire il mondo<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel tempo <strong>Cesare Vecellio<\/strong>, cugino e discepolo del grande <strong>Tiziano<\/strong>, lasciava la pittura e disegnava trine e merletti, e <strong>Nicola da Venezia<\/strong> e <strong>Valerio Zuccato<\/strong> trascuravano le loro arti d&#8217;incisione e di mosaico, per occuparsi a disegnare &#8220;<em>cuffie, vesture et frastagli<\/em>&#8221; che rendevano di pi\u00f9 &#8220;<em>et davano pi\u00f9 honore<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le donne della Dominante del secolo decimosesto parevano a detta di frate <strong>Felice Faber<\/strong> da <em>Ulma <\/em>nel Wurttemberg, un frate viaggiatore ed entusiasta di Venezia, &#8220;<em>tante Venere mandate da Satanasso per tentarci<\/em>&#8220;, poich\u00e9 tutte le sontuosit\u00e0 erano profuse nelle vesti di broccato d&#8217;oro foderate di ermellino, con il manto a lunghissimo strascico, con il berretto gemmato da cui scendeva sulle spalle un velo sottile di seta, col seno scoperto lampeggiante di diamanti e di perle, con la cintura d&#8217;oro che girando sui fianchi cadeva quasi sui piedi. E quel lungo velo nero, che con fino accorgimento di eleganza dal sommo della testa scendeva gi\u00f9 per le spalle fino a terra, dava alle nostre nobildonne una speciale attrattiva, una attrattiva di mistero e di poesia, che <strong>Pietro Aretino<\/strong>, buon intenditore, affermava: &#8220;<em>sotto il nero trasparente velo, veggonsi in carne gli angioli del cielo<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo velo si tramunt\u00f2 poscia in quella specie di mantellina di seta nera, che allacciava ai lombi copriva il capo e incorniciava il viso, e chiamata &#8220;<em>vesta<\/em>&#8221; o &#8220;<em>zend\u00e0<\/em>&#8220;, divenne un particolare caratteristico del costume settecentesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma all&#8217;eleganza e al lusso delle signore veneziane, non corrispondeva uquali cure nella pulizia della persona, e se i lavacri di acqua pura, che molti credevano nocivi alla pelle, non potevano dirsi soverchi, eccessivo era invece lo spreco dei profumi, delle acque nanfe, dei belletti, delle pomate odorose. <strong>Cennino Cennini<\/strong>, che scriveva alla fine del secolo decimoquarto, accusa le veneziane di portare, sotto le pompose e magnifiche vesti, gli intimi indumenti alquanto sudici e di non mutare che raramente la camicia, e un poeta satirico cos\u00ec le canzonava: <em>chi le mirasse solo impingniolate; le lor chamicie sono assai pi\u00f9 nere che non le more quando \u00e8 ben morate<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima del Cinquecento le camicie da notte e le mutande, &#8220;<em>camisias et bragas<\/em>&#8221; erano quasi sconosciute, poich\u00e9 in quei tempi si dormiva, a Venezia come in altri paesi, generalmente nudi e le mutande non si portavano mai. Solo nel Cinquecento, narra il <strong>Calmo<\/strong> nelle sue &#8220;<em>Lettere<\/em>&#8220;, le donne ballando e facendo scambietti e salti portavano sotto le gonelle le &#8220;<em>braghesse d&#8217;ormesin per non mostra le vergogne in tel voltarse in tei scambieti<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; certo che in quel secolo splendido per lusso, per fasto, per richezze, pi\u00f9 delle gentildonne curavano la pulizia della persona &#8220;<em>le honorate cortigiane<\/em>&#8220;: facevano bollire nell&#8217;acqua del bagno giornaliero erbe odorose e si facevano asciugare dalle ancelle che le cospargevano di profumi. Cos\u00ec le <em>Aspasie<\/em> veneziane, monde e pulite, insegnavano alle superbe patrizie. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 31 marzo 1932.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Vesti e lusso muliebri, tra stilisti nostrani, spreco di profumi e scarsa pulizia Frate Bernardino Ochino in una sua predica detta nella chiesa dei Santi Apostoli nel febbraio del 1538 si scagliava contro il lusso donnesco specialmente per i gioielli, per i belletti, per i profumi: \"Io son ben contento che voi andiate assettate e [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":75983,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2788,4335],"tags":[3743,3786],"class_list":["post-75965","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-storie-e-leggende","category-giovanni-malgarotto","tag-https-www-conoscerevenezia-it-p75965","tag-leggi-voluttuarie"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Pietro-Longhi-La-toeletta-ca-Rezzonico-Museo-del-Settecento.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75965","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=75965"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75965\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84128,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75965\/revisions\/84128"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/75983"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=75965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=75965"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=75965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}