{"id":75494,"date":"2021-08-10T06:17:58","date_gmt":"2021-08-10T06:17:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=75494"},"modified":"2024-01-31T14:52:37","modified_gmt":"2024-01-31T14:52:37","slug":"la-follia-del-lusso-della-famiglia-labia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=75494","title":{"rendered":"La follia del lusso della famiglia Labia"},"content":{"rendered":"\n<h3>La follia del lusso della famiglia Labia<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia <strong>Labia<\/strong>, oriunda da <em>Gerona<\/em>, citt\u00e0 di Spagna nella Catalogna, venne dalla Toscana in Venezia verso la met\u00e0 del Cinquecento, ma solo nel 1646 fu iscritta nel Libro d&#8217;Oro nella persona di un <strong>Giovanni Francesco<\/strong> che offr\u00ec alla Repubblica centomila ducati per la <em>guerra di Candia<\/em>. In quell&#8217;epoca si fabbric\u00f2 il <em>palazzo a San Geremia<\/em> nello stile della decadenza, con due facciate, quella sul Canal Grande e rio di Cannaregio, disegnata dal <strong>Cominelli<\/strong> e l&#8217;altra che prospetta il campo dal <strong>Termignon<\/strong>, della stessa famiglia del valente maestro della cappella di San Marco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong>Labia<\/strong> erano considerati tra i pi\u00f9 ricchi e pi\u00f9 esperti mercanti d&#8217;Europa, ma dopo la loro iscrizione nel <em>Libro d&#8217;Oro<\/em> e la costruzione del palazzo che cost\u00f2 un milione di ducati d&#8217;argento, circa tre milioni attuali, un vento di follia dissipatrice era corso sulla famiglia ed erano spese pazze, lussi esagerati, erogazioni enormi. In palazzo San Geremia le feste seguivano le feste ed \u00e8 proberbiale il convito dei quaranta gentiluomini, serviti con posate d&#8217;oro, alla fine del quale <strong>Marco Labia<\/strong> ordin\u00f2 che tutti gli ori fossero gettati nel sottoposto canale di San Geremia esclamando boriosamente: &#8220;<em>Li abia o non li abia sar\u00f2 sempre Labia<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle antiche case dei <strong>Turioni<\/strong> alla <em>Madonna dell&#8217;Orto<\/em>, presso <em>San Girolamo<\/em>, comperate dai <strong>Labia<\/strong>, fu dato nel 1746 per molte sere uno spettacolo gratuito di varie opere in cui sulla scena figuravano delle marionette splendidamente vestite, mentre gli artisti cantavano dietro le quinte con grande accompagnamento d&#8217;orchestra. L&#8217;originale spettacolo fu dato con tale lusso e tale magnificenza da sorpassare qualunque immmaginazione e si dice costasse circa duecentomila ducati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Antonio Labia<\/strong> aveva, per s\u00e9 solo, cinque gondole, e quando usciva per il Canal Grande nella gondola prescelta, le altre dovevano seguirlo supermamente addobbate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 in mezzo a questa folle devastazione di ricchezza, sorgeva nel 1760 nalla famiglia <strong>Labia<\/strong> un austero veneziano, <strong>Angelo Maria<\/strong>, il poeta che sferza le mollezze, i scialacqui e le vanit\u00e0 mondane come in questi versi profetici:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Che lusso in ogni grado de persone! <\/br> Che teatri in bers\u00f2! che simetria <\/br>De Piazza! Oh che regata! oh che bissone! <\/br>Che popolo! che gran foresteria! <\/br>Che canal! che traghetti! oh Dio che done! <\/br>Epur, no so el perch\u00e9, mi pianzeria!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il poeta sentiva vicina la caduta della sua Patria dopo tanti secoli di gloria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 17 ottobre 1924.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La follia del lusso della famiglia Labia La famiglia Labia, oriunda da Gerona, citt\u00e0 di Spagna nella Catalogna, venne dalla Toscana in Venezia verso la met\u00e0 del Cinquecento, ma solo nel 1646 fu iscritta nel Libro d&#8217;Oro nella persona di un Giovanni Francesco che offr\u00ec alla Repubblica centomila ducati per la guerra di Candia. 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