{"id":74911,"date":"2021-07-10T05:39:35","date_gmt":"2021-07-10T05:39:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=74911"},"modified":"2024-01-31T15:01:23","modified_gmt":"2024-01-31T15:01:23","slug":"lultima-congiura-dei-carrara-contro-la-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=74911","title":{"rendered":"L&#8217;ultima congiura dei Carrara contro la Repubblica"},"content":{"rendered":"\n<h3>L&#8217;ultima congiura dei Carrara contro la Repubblica<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Samuele Romanin<\/strong> nella sua &#8220;<em>Storia documentata di Venezia<\/em>&#8221; afferma che l&#8217;ultimo dei Carraresi, <strong>Marsilio<\/strong>, aveva congiurato nel 1435 contro la Repubblica per il ricupero di Padova. Scoperto e arrestato nel territorio di Trento fu condotto a Venezia, processato dal <em>Consiglio dei Dieci<\/em> venne decapitato fra le due colonne di San Marco. Ma non fu egli l&#8217;ultimo dei <strong>Carraresi<\/strong>, poich\u00e9 gli <em>Annali<\/em> di <strong>Domenico Malipiero<\/strong>, scritti tra il 1457 e il 1500, narrano di un altro tentativo di complotto pensato nel 1488 dal figlio di <strong>Marsilio<\/strong>, <strong>Francesco<\/strong>, che pare avesse anche l&#8217;appoggio dell&#8217;imperatore <strong>Massimiliano<\/strong> che vedeva con invidia, non scevra da timore, la grandiosa potenza della Repubblica veneziana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo tentativo carrarese avvenne in questo modo. Nel mese di gennaio 1488 si discuteva in <em>Senato<\/em> sull&#8217;azione dei fiumi che infestavano la laguna e che con le loro torbide avrebbero ridotto &#8220;<em>Venesia a avvenir quello \u00e8 avvegnudo de Jesulo e citt\u00e0 Racliana<\/em> (Eraclea)&#8221; e fu allora che sier <strong>Francesco Falier<\/strong>, magistrato sopra le acque, propose &#8220;<em>de scavazar<\/em> (deviare) <em>la Brenta a Pelvelo e condurla per il Piov\u00e0<\/em> (Piove di Sacco) <em>per la vila de Ca&#8217; devigo fin sora Chioza, in mar verso Brondolo<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il disegno del <strong>Falier<\/strong> venne lungamente discusso e alla fine approvato, dividendo la spesa del gran lavoro tra le citt\u00e0 di Venezia, Padova, Treviso e Vicenza &#8220;<em>et \u00e8 st\u00e0 mand\u00e0 do Consegieri, do capi del Consegio e do Savi de la guerra a desegnar el luogo de far l&#8217;alveo, con comision de no lassar star presente alcun particular sia chi si voglia<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I lavori furono subito cominciati e gi\u00e0 il 25 febbraio, sotto la direzione del padovano <strong>Annibale Capodilista<\/strong>, ben millecinquecento operai lavoravano a scavare, sterrare e a rafforzare le sponde del nuovo alveo per dove la Brenta doveva passare. Capo di una squadra di duecento uomini condotti dal territorio bergamasco era un tale <strong>Francesco de Lazara<\/strong> che per intelligenza si era cattivate le simpatie del <strong>Caposilista<\/strong> che lo teneva come il suo primo coadiutore nel grande lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>de Lazara<\/strong> parlava spesso di <strong>Francesco Carrara<\/strong>, figlio di <strong>Marsilio<\/strong>, che eveva conosciuto in Alemagna e lo diceva di aspetto simpatico e di cuore generoso; lo compiangeva anche per le sue sventure e per la sciagurata fine della sua famiglia che l&#8217;aveva lasciato orfano appena bambino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Capodilista<\/strong> ascoltava e credeva i discorsi dell&#8217;amico quasi uno sfogo della bont\u00e0 del suo animo, ma una sera, era il 10 settembre 1488, <strong>Francesco de Lazara<\/strong> &#8220;<em>lo \u00e8 and\u00e0 a trovar, e ghe ha dito che era vegn\u00f9 tempo de remeter in Padoa el fio de Marsilio da Carara co &#8216;l favor de l&#8217;Imperator che haveria mand\u00e0 siecento lanze a cavallo. Lui dava li duecento homeni soi, se ocupava una de le porte de Padoa a l&#8217;improvviso et il colpo era fato<\/em>&#8220;. E in cos\u00ec dire gli mostrava una borsa piena di ducati d&#8217;oro che doveva servire all&#8217;imperatore e aggiungeva: &#8220;<em>Si tu stai con mi, la tua fortuna \u00e8 fatta, doman notte parte un corrier et fra quattro zorni havemo le seicento lanze<\/em>&#8220;. In quella sera messer <strong>Capodilista<\/strong> volle sapere ogni cosa e l&#8217;altro gli confess\u00f2 tutto il disegno studiato da lui stesso per impadronirsi della citt\u00e0 patavina, per\u00f2 non volle dire dove si nascondesse <strong>Francesco da Carrara<\/strong> che egli assicurava molto vicino e pronto a qualsiasi evento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Annibale Capodilista<\/strong> lo assicur\u00f2 del suo concorso, ma alla mattina dopo &#8220;<em>and\u00f2 subitamente da Lunardo Loredan, podest\u00e0 de Padoa, e ghe ha nar\u00e0 tutto e Francesco de Lazara \u00e8 st\u00e0 retegnudo<\/em>&#8221; mentre la sua squadra di duecento uomini mandata in bergamasco sotto buona scorta. Il giorno stesso venne condotto a Venezia e sottoposto a tortura, al quinto tratto di corda confess\u00f2 il complotto ma non volle palesare dove fosse nascosto il carrarese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fece il processo e il colpevole fu condannato alla forca. Il 22 settembre, <strong>Francesco de Lazara<\/strong> veniva impiccato fra le due colonne della Piazzetta di San Marco e &#8220;<em>Anibal Cao de lista fo fatto cavalier con duecento ducati per anno de provision et una compagnia de cavalli sotto le bandiere di san Marco<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo <strong>Annibale Capodilista<\/strong> fu probabilmente il capo del ramo <strong>Capodilista<\/strong> detto <em>del Cavallo<\/em> per aver nella met\u00e0 del quattrocento fattosi costruire un cavallo di legno dal celebre <strong>Donatello<\/strong> per una memorabile giostra scherzosa avvenuta in Padova e descritta in versi latini dal padovano <strong>Lodovico Lazzarello<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Francesco da Carrara<\/strong> mor\u00ec nel 1492 in Alemagna e fu l&#8217;ultimo discedente della stirpe dei Carrara, signori di Padova. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 1 settembre 1929<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ultima congiura dei Carrara contro la Repubblica Samuele Romanin nella sua &#8220;Storia documentata di Venezia&#8221; afferma che l&#8217;ultimo dei Carraresi, Marsilio, aveva congiurato nel 1435 contro la Repubblica per il ricupero di Padova. 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