{"id":73752,"date":"2025-06-22T05:32:12","date_gmt":"2025-06-22T05:32:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=73752"},"modified":"2025-06-22T07:20:47","modified_gmt":"2025-06-22T07:20:47","slug":"la-festa-del-corpo-del-signore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=73752","title":{"rendered":"La festa del Corpus Domini e la solenne processione in Piazza San Marco"},"content":{"rendered":"\n<h3>La festa del Corpus Domini e la solenne processione in Piazza San Marco<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu <strong>Roberto<\/strong>, <em>vescovo di Liegi<\/em>, capitale della provincia di Liegi nel Belgio, che nel 1246 ordin\u00f2 per primo l&#8217;istituzione di una festa solenne per onorare il <em>Corpo del Signore<\/em>, e i Canonici della chiesa di San Martino di quella citt\u00e0 furono i primi che nell&#8217;anno seguente la celebrarono. Pur tuttavia l&#8217;ordine vescovile non riscosse dapprima un grande favore, e solo quando papa <strong>Urbano IV<\/strong>, verso il 1264, decret\u00f2 la pia festivit\u00e0 per tutta la chiesa e papa <strong>Clemente V<\/strong> fece accettare la <em>Bolla Urbana<\/em> nel Concilio di Vienna, la festa venne accolta e solenizzata da tutto il mondo cristiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I veneziani l&#8217;accettarono nel 1295 con deliberazione del <em>Maggior Consiglio<\/em> in data 31 maggio, disponendo che il giorno del Corpo del Signore fosse festa solenne, e decretando nel 1407 una grandiosa processione intorno la Piazza di San Marco con l&#8217;intervento della Signoria, delle Scuole grandi, delle Congregazioni dei Preti e dei Canonici e delle alte Autorit\u00e0 della Repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto anche a Venezia sorgeva una chiesa dedicata al <em>Corpus Domini<\/em>: <strong>Lucia Tiepolo<\/strong>, badessa del <em>convento dei Santi Filippo e Giacomo<\/em> nella scomparsa <em>isola di Amiana<\/em>, comperato un tratto vacuo di terreno nel limite estremo della citt\u00e0 verso il canale di Santa Chiara, fece costruire nel 1366 una chiesa di legno e con gli aiuti pecuniari di un ricco mercante di lana, tale <strong>Francesco Rabia<\/strong>, fabbric\u00f2 anche parecchie celle ad uso di convento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 tardi merc\u00e8 l&#8217;intervento del beato <strong>Giovanni De Dominici<\/strong>, vescovo gradense e le elargizioni delle sorelle <strong>Elisabetta<\/strong> e <strong>Andriola Tomasini<\/strong> della vicina contrada di San Geremia, la <strong>Tiepolo<\/strong> pot\u00e8 ricostruire una chiesa pi\u00f9 vasta e un vero e proprio monastero di religiose che vestirono l&#8217;abito delle suore Domenicane. Nei primi anni del secolo decimoquinto le fabbriche del <em>Corpus Domini<\/em> vennero distrutte dal fuoco, e per intercessione di papa <strong>Martino V<\/strong>, che concesse a coloro che concorrevano con offerte alla ricostruzione degli edifici, <strong>Fantino Dandolo<\/strong>, vescovo di Padova, rifabbric\u00f2 chiesa e convento che vennero consacrati nel 1444 dal primo patriarca di Castello, il santo <strong>Lorenzo Giustiniani<\/strong>. Fino al 1534 la <em>chiesa del Corpus Domini<\/em> e il monastero furono sottoposti ai padri Domenicani, poi alla Sede Apostolica e finalmente nel 1560, per ordine del papa <strong>Pio IV<\/strong>, al patriarcato di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla mattina del giorno consacrato al <em>Corpo del Signore<\/em>, dopo una breve funzione nella Piazza San Marco la solenne processione: una magnifica processione in cui gran parte del Tesoro di San Marco sfoggiava le sue ricchezze, in cui le sei Scuole grandi recavano la loro numerose reliquie in superbe custodie d&#8217;oro e d&#8217;argento tempestate di gemme, in cui le vesti sfarzose di numerosi patrizi, i pennelli istoriati delle confraternite, le rosse bandiere caudate delle corporazioni davano una manifesta idea della grande ricchezza acquistata con il commmercio e con il lavoro assiduo e tenace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la processione passava sotto una lunga teoria di archi coperti di panno bianco, le cui colonne erano tappezzate di damaschi cremisi contornate di alloro e in cima alle quali ardevano due candele: il patriarca, sotto un prezioso baldacchino sostenuto da sei cavalieri &#8220;<em>della Stola d&#8217;oro<\/em>&#8221; recava il Sacramento, simbolo del <em>Corpo del Signore<\/em>, e con quello benediva l&#8217;immensa folla che riverente faceva alla magnifica processione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel pomeriggio cominciava l&#8217;ottavario nella chiesa del <em>Corpus Domini<\/em> dove la Confraternita di Ges\u00f9 in Sacramento aveva la pripria sede; la pi\u00f9 antica confraternita del mondo cattolico, anteriore di quarantaquattro anni di quella fondata in Roma nel 1539 da papa <strong>Paolo III<\/strong> nella <em>chiesa di Santa Maria della Minerva<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I confratelli si recavano in quel pomeriggio, seguiti da tutti i parroci della citt\u00e0; dai giovani patrizi che in quell&#8217;anno avevano assunto la toga, dai senatori ultimi eletti, nella chiesa di San Geremia, un vescovo foraneo prendeva la Sacra Ostia e la portava nella chiesa del <em>Corpus Domini<\/em> dove per otto giorni restava esposta alla venerazione dei fedeli. Durante l&#8217;ottavario le funzioni religiose erano accompagnate da musiche scelte e la chiesa splendeva per uno sfarzo di cere e di lumi, per un superbo addobbo di fiori, sempre gremita di patrizi, di nobildonne, di cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finite le funzioni verso il tramonto di ciascun giorno dell&#8217;ottavario cominciava il &#8220;<em>fresco<\/em>&#8221; lungo il Canal grande in gondola scoperta, di cui scriveva un entusiasta secentista, lo spagnolo <strong>Diego Zunica<\/strong>: &#8220;<em>Per il Canal grande, stupore della natura e superbia dell&#8217;arte, spaziano le gondole, che a migliaia vi si vedono, con dentro il fiore della Nobilt\u00e0 e delle Dame quali prendono il fresco<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec finiva la festa del <em>Corpo del Signore<\/em>: la chiesa e il convento del <em>Corpus Domini<\/em>, con altre fabbriche, furono distrutti nel 1841 quando si costru\u00ec la stazione ferroviaria, quella per le merci e i grandi palazzi per gli uffici ferroviari. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 15 giugno 1933<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La festa del Corpus Domini e la solenne processione in Piazza San Marco Fu Roberto, vescovo di Liegi, capitale della provincia di Liegi nel Belgio, che nel 1246 ordin\u00f2 per primo l'istituzione di una festa solenne per onorare il Corpo del Signore, e i Canonici della chiesa di San Martino di quella citt\u00e0 furono i [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":117710,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[2788,4335],"tags":[3668,673,140],"class_list":{"0":"post-73752","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-storie-e-leggende","8":"category-giovanni-malgarotto","9":"tag-https-www-conoscerevenezia-it-p73752","10":"tag-parrocchia-di-san-moise","11":"tag-sestiere-di-san-marco"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Cesare-Vecelio-Processione.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73752","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=73752"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73752\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":123356,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73752\/revisions\/123356"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/117710"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=73752"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=73752"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=73752"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}