{"id":7375,"date":"2016-10-23T15:20:48","date_gmt":"2016-10-23T15:20:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=7375"},"modified":"2017-11-02T06:55:21","modified_gmt":"2017-11-02T06:55:21","slug":"gentiluomo-veneto-in-abito-dinverno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=7375","title":{"rendered":"Gentiluomo veneto in abito d&#8217;inverno"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Gentiluomo veneto in abito d&#8217;inverno<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ad indicare l&#8217;aristocrazia del governo doveva essere uniforme a quello del doge il vestire dei patrizi, cos\u00ec\u00a0 aveva cura la Repubblica, che ad ogni mutar di stagione, a toglimento di variet\u00e0 disdicevoli, bandito fosse il cambiamento delle vesti, e massime delle pelli. Quindi il portiere maggiore del Collegio che doveva essere un cittadino originario veneto, e fu l&#8217;ultimo il notaio Marcellini, annunziava alle porte del Senato e del Maggior Consiglio, che sua Serenit\u00e0, deposte le pelli di vaio, avrebbe per la ventura domenica assunti i dossi, acci\u00f2 tutti i nobili gli assumessero, a completare il decoro della senatoria comparsa. Ed ecco il nobile, in vesta, lunga bens\u00ec nell&#8217;inverno, da nascondere gli quasi il pi\u00e8 per intero, ma senza coda, e stretta da vaga cintura di nero velluto, orlata di seta, guarnita di dodici quadranti d&#8217; argento, e a foggia di pelliccia foderata tutta di larga lista di pelli, che gli ascendeva al viso, e per vezzo gli urtava la guancia. Le quali pelli si acconciavano in Venezia ove fioriva l&#8217;arte fra le pi\u00f9 antiche, e di soli veneziani composta, che in numero di 69 si trovavano iscritti ad onta la molta sua decadenza negli ultimi tempi della Repubblica, e aveva la scuola prima a lato della chiesa dei Crociferi, e poi soppresso l&#8217;ordine da Alessandro VIl, in campo a Santa Margarita, come da lapide quivi sussistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E le dette pelli di martori, di volpi, di lupi cervieri e di zibellini si traevano in gran copia dalla Bosnia e Servia per\u00a0 la via di Ragusi e d&#8217;altre scale della Dalmazia e dalla Bulgaria, non meno che dal Mar Nero, dalla Tartaria e dalla Russia, onde abbiamo, in prova dell&#8217;eccessivo consumo, conservati i nomi di una Ruga a Rialto, che si diceva Pelizzaria, e altra Ruga ancora dei Vai, e la Calle e il Ponte dei Varoteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Teneva poi in mano il patrizio, foderata di pelle, anche la berretta, che avevano tutti i nobili, n\u00e9 si potevano\u00a0 metter sul capo, ad eccezione del solo cancelliere grande, che stava sempre coperto al pari del doge in Senato, che precedeva nelle funzioni il doge stesso a capo coperto, e il quale a chi lo suppliva, ch&#8217;era un segretario dei Dieci, mandava la berretta e la stola, e nelle giornate bollenti di estate veniva fuori del Senato, e si levava la berretta, per prender fresco, nella sala delle quattro porte: altro punto di suo diritto. L&#8217; abito poi dei nobili era di panno nero, con ampie maniche, venendo vestito il paonazzo dai Savi grandi, dogli Avogadori e dai copi delle Quarantie, poich\u00e9 col variare dei tempi modific\u00f2 la repubblica il costume delle sue magistrature, ma serb\u00f2 sempre le prime forme, acci\u00f2 rappresentasse il grave e misterioso carattere del governo, lo cui espressiva magnificenza doveva essere dalle stesse divise indicata, che perci\u00f2, in tal senso, si appellavano <em>vesti segnate<\/em> in Venezia. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Occhiate storiche a Venezia. GianJacopo Fontana. Giuseppe Grimaldo editore, Venezia 1854.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gentiluomo veneto in abito d&#8217;inverno Come ad indicare l&#8217;aristocrazia del governo doveva essere uniforme a quello del doge il vestire dei patrizi, cos\u00ec\u00a0 aveva cura la Repubblica, che ad ogni mutar di stagione, a toglimento di variet\u00e0 disdicevoli, bandito fosse il cambiamento delle vesti, e massime delle pelli. Quindi il portiere maggiore del Collegio che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":7472,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[283],"tags":[704,705,718,706,703],"class_list":{"0":"post-7375","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-abbigliamento","8":"tag-calle-dei-varoteri","9":"tag-ponte-dei-varoteri","10":"tag-rialto","11":"tag-ruga-de-la-pelizzaria","12":"tag-ruga-dei-vai"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC_0693.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7375","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7375"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7375\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7473,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7375\/revisions\/7473"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7472"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7375"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7375"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7375"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}