{"id":72878,"date":"2021-04-09T05:40:59","date_gmt":"2021-04-09T05:40:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=72878"},"modified":"2024-01-31T17:35:03","modified_gmt":"2024-01-31T17:35:03","slug":"gli-ambasciatori-a-costantinopoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=72878","title":{"rendered":"Gli ambasciatori a Costantinopoli"},"content":{"rendered":"\n<h3>Gli ambasciatori a Costantinopoli<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essere eletto <em>Bailo<\/em> (ambasciatore) a <em>Costantinopoli<\/em> equivaleva nella via delle legazioni alla suprema dignit\u00e0 cui potesse aspirare un patrizio veneto, poich\u00e9 Costantinopoli per le sue relazioni con Venezia era la pi\u00f9 importante sede d&#8217;ambasciata di carattere propriamente diplomatico. E Venezia eleggeva a tale ufficio i suoi migliori patrizi per carattere, intelligenza e perizia, ed assegnava loro una tale magnificenza di apparato che potesse, nelle menti orientali, collegare la ricchezza e la potenza alla grandezza della repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A messer <strong>Girolamo Lippomano<\/strong> nel 1589 fu dato uno stipendio mensile di 180 ducati d&#8217;oro (somma ingente a quei tempi), pari a circa lire italiane duemila, &#8220;<em>et una sovventione annua di ducati 900 d&#8217;oro per le sue spese, et per comprar cavalli e coperte ducati trecento<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ambasciata, oltre i vari segretari ed assistenti, aveva un medico, un cappellano, due interpreti o dragomanni; come tutela e guardia d&#8217;onore della persona erano assegnati al <em>Bailo<\/em> quattro giannizzeri tra i pi\u00f9 forti e valorosi, e teneva per legge dieci servitori e quattro staffieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Racconta il <strong>Lazzari<\/strong> nelle sue &#8220;<em>Relazioni degli Ambasciatori Veneti<\/em>&#8221; che gli abiti del <em>Bailo<\/em> nei giorni di gala erano splendidi: &#8220;<em>una vesta di raso tessuta d&#8217;oro gli scendeva fino ai piedi, abbottonata al petto, stretta ai fianchi da una cintura di velluto trapunto d&#8217;oro. Sopra questo abito indossava un&#8217;ampia sopraveste chermesi, foderata di raso bianco l&#8217;estate e di rarissime pelli l&#8217;inverno. Le scarpe erano di velluto rosso ricamate in oro; in testa portava un berretto di damasco, nel cui mezzo, di sopra al fronte, spiccava un fiore di grossi brillanti<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su proposta di Bernardo Navagero, Bailo nel 1553, la Serenissima, per avere dracomanni fedeli, pens\u00f2 di mandare all&#8217;ambasciata di Costantinopoli alcuni giovani veneziani, chiamati &#8220;giovani di lingua&#8221;, per imparare l&#8217;idioma turco, ma fecero cattiva prova ed anzi qualcuno di quei figlioli, sedotto dai lincenziosi costumi turchi, si fece turco, mettendo in pratica la famosa frase di Lorenzo Bernardo, che, scrivendo al Senato, diceva che la vita voluttuosa della capitale turca era capace di &#8220;far di un santo un diavolo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In confronto degli altri ambasciatori il Bailo di Venezia aveva privilegi speciali: importantissimo il banchetto che gli dava il Sultano nel Serraglio ed a cui la Repubblica ci teneva assai. Infatti essendo il Bailo Giovanni Moro giunto a Costantinopoli nell&#8217;epoca del &#8220;Bairan&#8221;, grande digiuno turco di quaranta gironi in cui non si mangia che ala notte, il banchetto era alquanto incerto, ma il Senato che aveva gi\u00e0 provveduto la difficolt\u00e0 cos\u00ec gli scriveva: &#8220;Il banchetto si deve averlo: che se dicessero che \u00e8 cosa straordinaria, e voi donate qualzhe cosa straordinariamente, domando al MAgnifico Bass\u00e0 (primo ministro) fino alla somma di ducati 500 d&#8217;oro&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec fu, ed il Bailo della Serenissima ebbe il banchetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 23 ottobre 1934.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli ambasciatori a Costantinopoli Essere eletto Bailo (ambasciatore) a Costantinopoli equivaleva nella via delle legazioni alla suprema dignit\u00e0 cui potesse aspirare un patrizio veneto, poich\u00e9 Costantinopoli per le sue relazioni con Venezia era la pi\u00f9 importante sede d&#8217;ambasciata di carattere propriamente diplomatico. 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