{"id":7014,"date":"2016-09-26T12:38:49","date_gmt":"2016-09-26T12:38:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=7014"},"modified":"2025-05-07T11:22:59","modified_gmt":"2025-05-07T11:22:59","slug":"biagio-carnio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=7014","title":{"rendered":"Biagio Carnio, luganegher, omicida seriale (1503)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14pt;\"> Biagio Carnio, luganegher, omicida seriale (1503) <sup>1<\/sup> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sopra quella fondamenta, o, vuoi dire, riva, situata in parrocchia di San Simeone Profeta, lungo il Canal Grande,&nbsp;di faccia la chiesa di San Geremia, stanziava un Biagio, detto Carnio, non so bene se per cognome, oppure perch\u00e9 nativo della Carnia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costui esercitava il mestiere del <em>luganegher<\/em> o salsicciaio, e, come fanno i suoi pari, preparava lo <em>sguazeto<\/em>, che e una specie d\u2019intingolo solito a mangiarsi dalla bassa plebe, e specialmente dagli operai prima d\u2019intraprendere le diurne fatiche. In ci\u00f2 Biagio aveva acquistato rinomanza universale, talch\u00e9 in Venezia non si udiva parlare che del suo <em>sguazeto<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pari tempo pero incominciarono a mancare per la citt\u00e0 alcuni bambini, senza che le ricerche delle madri, e quelle della giustizia avessero alcun effetto. Quand\u2019ecco, mentre un barcaiolo mangiava una mattina della vivanda prelibata, trovo nella scodella la prima falange di un dito umano con l\u2019unghia. A bella prima credette d\u2019intravedere, ma poi, accertatosi della cosa, senti andarsi un freddo sudore dalla testa alle calcagna. Voleva parlare, voleva richiedere, ma stim\u00f2 pi\u00f9 sano consiglio il far lo gnorri, pagare lo scotto, e messasi la via fra le gambe, correre alla giustizia, e raccontare l\u2019accaduto. I birri furono tosto in via verso la bottega e la casa di Biagio, ove penetrati, ritrovarono in luogo nascosto alcuni carcami, ed avanzi di umani cadaveri. Biagio fu ritenuto, si form\u00f2 processo, e ne risulto che lo sciagurato, spinto da estro diabolico, soleva uccidere i teneri fanciulli per ammanire colle loro carni il suo <em>sguazeto<\/em>. E\u2019 facile immaginarsi il raccapriccio che corse per tutta la citta, ma principalmente fra gli avventori della scellerata bottega.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grande per certo era stato il delitto, e grande per conseguenza ne doveva essere la punizione. Biagio quindi, per sentenza della <em>Quarantia Criminale<\/em>, venne il 18 novembre 1503<sup>2<\/sup> tratto a coda di cavallo dalla carcere alla sua bottega, ove sub\u00ec il taglio di ambe le mani. Nel ritorno fu per istrada tanagliato, e giunto fra le due colonne della Piazzeta, decapitato, e messo a quarti, che si appesero alle solite forche. La di lui casa e bottega si adeguarono al suolo, e la fondamenta ove abitava si appell\u00f2 da quel momento in poi con tristo ricordo Riva di Biasio<sup>3<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ANNOTAZIONI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><sup>1<\/sup> Il fatto&nbsp;\u00e8 raccontato da tutti i Registri dei Giustiziati, e vive tuttora di esso la tradizione fra il popolo. Nessun cenno per\u00f2 se ne ritrova nelle <em>Raspe<\/em> della <em>Quarantia Criminale<\/em>, e nei Diarii del Sanuto, che pure raccolse tanti avvenimenti di molto minor grido di questo. Adunque che si dovr\u00e0 dire? Che il Biagio di cui si parla abbia esistito, sembra provato dal nome dato alla riva ove abitava, e da una cronaca scritta, secondo me, fra la fine del secolo XVI, ed il principio del XVII (Cod. XXX, Classe VII, della Marciana), la quale ha le seguenti parole: Nota che tutte le barche venivano da Mestrina arrivavano all\u2019ostaria di Biasio ora detta riva di Biasio. Che egli poi si lordasse dei delitti appostigli e facesse la miserabile fine descritta, non si pu\u00f2 del pari accertare, fervida essendo, e facile talvolta all\u2019invenzioni la fantasia popolare. Comunque sia, l\u2019avvenimento di Biagio esercit\u00f2 la penna del Negri nelle sue Leggende Veneziane, e del Pulle nelle sue Annotazioni ai Canti pel popolo Veneziano di Jacopo Vincenzo Foscarini.<br \/>\n<sup>2<\/sup> Alcuni fra i Registri dei Giustiziati pongono il fatto sotto l\u2019anno 1521.<br \/>\n<sup>3<\/sup> Il Foscarini nei suoi Canti per il popolo Veneziano induce una madre a parlare nella seguente maniera: <em>Su la Riva de Biasio l\u2019altra sera &#8211; So andada col putelo a chiapar aria; &#8211; Ma s\u00e8 m\u2019\u00e0 streto el cuor a una maniera &#8211; Che la mia testa ancora se zavaria; &#8211; Me pareva che Biasio col cortelo &#8211; Tagiasse a fete el caro mio putelo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Tassini. Alcune delle pi\u00f9 clamorose condanne capitale.&nbsp; (Venezia, Premiata tipografia di Gio. Cecchini 1866)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Biagio Carnio, luganegher, omicida seriale (1503) 1 Sopra quella fondamenta, o, vuoi dire, riva, situata in parrocchia di San Simeone Profeta, lungo il Canal Grande,&nbsp;di faccia la chiesa di San Geremia, stanziava un Biagio, detto Carnio, non so bene se per cognome, oppure perch\u00e9 nativo della Carnia. 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