{"id":68022,"date":"2021-04-01T03:29:00","date_gmt":"2021-04-01T03:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=68022"},"modified":"2026-08-28T05:58:22","modified_gmt":"2026-08-28T05:58:22","slug":"__trashed-16","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=68022","title":{"rendered":"Dieci giudecchini antifascisti  condannati dal Tribunale speciale nel 1932"},"content":{"rendered":"\r\n<h3>Dieci giudecchini antifascisti condannati dal Tribunale speciale nel 1932<\/h3>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 6 novembre 1926, anno quarto della &#8220;<em>rivoluzione fascista<\/em>&#8220;, veniva decretato lo scioglimento di tutti i partiti, associazioni e organizzazioni che esplicavano azione contraria al regime (una delle cosiddette <em>leggi fascistissime<\/em>). Al pari tempo veniva costituito il <em>Tribunale speciale per la difesa dello Stato<\/em>, competente a giudicare i reati contro la sicurezza dello Stato e del regime.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la denuncia da parte dell&#8217;OVRA (polizia segreta fascista) il caso veniva affidato alla sezione istruttoria del Tribunale speciale. I reati pi\u00f9 lievi venivano esaminati da un unico giudice, quelli pi\u00f9 gravi dalla Commissione istruttoria (composta da 4 membri). L&#8217;istruttoria poteva concludersi con l&#8217;assoluzione dell&#8217;imputato, con il rinvio al Tribunale speciale o, a seconda dei reati, alla Magistratura ordinaria o militare. (1)<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1932 si verificarono tre casi di veneziani giudicati dal Tribunale Speciale; il 23 gennaio, 12 giudecchini vennero incriminati per attivit\u00e0 comunista (scoperta nel giugno del 1931) e di numerose riunioni clandestine con ampia diffusione dell'&#8221;<em>Unit\u00e0<\/em>&#8220;.&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">dal <strong>IL GAZZETTINO<\/strong> del 27 aprile 1932.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Davanti al <em>Tribunale speciale<\/em> si \u00e8 svolto oggi il processo contro un gruppo di antifascisti veneziani, accusati di partecipazione a partiti disciolti dalla pubblica autorit\u00e0 e, alcuni tra essi, di avanzata propaganda delle idee e dei metodi di azione di detti partiti.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli imputati sono dodici, ma di essi due non furono rintracciati; oggi pertanto siedono nella gabbia: <strong>Romano Memmo<\/strong> di Venezia di anni 30, carpentiere in legno abitante alla Giudecca 415; <strong>Ettore Altieri<\/strong> di Venezia di anni 28, carpentiere in ferro abitante alla Giudecca 949; <strong>Vittorio Sambo<\/strong> da Venezia di anni 24 operaio abitante con l&#8217;<strong>Altieri<\/strong>; <strong>Albino Menegazzo<\/strong> di Venezia di anni 26, fabbro, Giudecca 953; <strong>Pietro Zaccolin<\/strong> di Padova di anni 56, bracciante, residente a Venezia, Giudecca 924; <strong>Pietro Ferialdi<\/strong> di Venezia di anni 25 bracciante, Giudecca 904; <strong>Gino Biassuto<\/strong> da Poggibonsi di anni 20, domiciliato a Venezia, Giudecca 949, carpentiere; <strong>Vittorio Pugiotto<\/strong> di Venezia, di anni 28 carpentiere, Giudecca 939; <strong>Giovanni Cunial<\/strong> da Possagno di anni 27 residente a Venezia, Giudecca 898, carpentiere e <strong>Pietro Pelizzato<\/strong> da Venezia di anni 32, pittore (commesso), abitante in Fondamenta dei Mori 3414. I latitanti sono invece: <strong>Bruno Cucchierato<\/strong> di Venezia di anni 29 tipografo e <strong>Mario Bonnini<\/strong> di Venezia di anni 28, accordatore di pianoforti.&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Presiede il console generale <strong>Tringali Casanova<\/strong>, Pubblico Ministero l&#8217;avvocato <strong>Fallace<\/strong>.&nbsp;All&#8217;inizio della udienza su richiesta del Procuratore Generale, la causa nei confronti dei due latitanti <strong>Cucchierato<\/strong> e <strong>Bonnini<\/strong> viene stralciata.&nbsp;Il Presidente fa dar lettura dell&#8217;atto di accusa. Da esso si apprende come nel maggio del decorso anno la Questura di Venezia avesse notizia che veniva svolta propaganda sovversiva fra gli operai e specialmente fra i disoccupati mediante la diffusione di manifesti ed altri stampati di carattere comunista, e mediante sottoscrizione a favore delle vittime politiche.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Questore comm. <strong>Corrado<\/strong> impart\u00ec energiche disposizioni per l&#8217;identificazione del responsabili affidandone l&#8217;incarico al vice Questore cav. uff. <strong>Rendina<\/strong> capo dell&#8217;Ufficio provinciale di polizia politica.&nbsp;Le indagini vennero eseguite dal comandante la Squadra politica cav. <strong>Calandra<\/strong> e dal Centurione <strong>Pomarici<\/strong> dell&#8217;U.P.I. della 49a Legione, coadiuvati dai marescialli <strong>Taranto<\/strong> e <strong>Scafarrone<\/strong>, dal vice brig. <strong>Rega<\/strong> e dagli agenti <strong>Ungaro<\/strong> e<strong> Botteri<\/strong>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo lunghe e pazienti indagini, numerosi pedinamenti ed appostamenti, si accert\u00f2 che copie dell'&#8221;<em>Unit\u00e0<\/em>&#8221; e stampe sovversive in genere venivano lasciate cadere ad arte sul pavimento della cabina del vaporino che compie il servizio di <em>traghetto con la Giudecca<\/em>, e altre copie venivano distribuite agli operai che giornalmente sostavano dinanzi agli uffici di collocamento dei Sindacati fascisti dell&#8217;industria.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli agenti investigativi riuscivano a stabilire che tale attivit\u00e0 criminosa era svolta da certo <strong>Momi<\/strong> in combutta con certi <strong>Sambo<\/strong>, <strong>Altieri Mario<\/strong> e <strong>Bruno<\/strong>, e individuati il <strong>Memmo<\/strong>, il <strong>Sambo<\/strong>, l&#8217;<strong>Altieri<\/strong>, il <strong>Menegazzo<\/strong>, lo <strong>Zaccolin<\/strong>, il <strong>Ferialdi<\/strong>, il <strong>Biasutto<\/strong>, il <strong>Pugiotto<\/strong>, il <strong>Cunial<\/strong>, il <strong>Pelizzato<\/strong>, come sovversivi organizzati, attraverso le esplicite precise confessioni degli stessi imputati, fu possibile conoscere che il partito comunista a mezzo dei propri emissari <strong>Cucchierato<\/strong>, noto per <em>Bruno<\/em>, e <strong>Bonnini<\/strong>, noto per <em>Mario<\/em>, coadiuvati dal <strong>Pelizzaro<\/strong> e dal <strong>Memmo<\/strong>, detto <em>Momi<\/em>, dal <strong>Sambo<\/strong> e dall&#8217;<strong>Altieri<\/strong>, andavano svolgendo opera propagandistica.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Agivano a tal uopo gli affiliati costituiti in cellule di strada e officina, con fiduciari, capi settori e capi cellula, si riunivano in <em>campo di Marte<\/em>, nella <em>Fondamenta delle Zattere<\/em> e in altri luoghi, si raccoglievano adesioni alla organizzazione comunista e denaro pro soccorso rosso.&nbsp;<strong>Cucchierato<\/strong> e <strong>Bonnini<\/strong> furono i capeggiatori dell&#8217;opera di ricostituzione del partito di Venezia, mentre a carico degli altri imputati venne esclusa ogni attivit\u00e0 dal loro fare criminoso, nella ricostituzione. Il <strong>Memmo<\/strong>, assunse la carica di capo settore alla Giudecca, l&#8217;<strong>Altieri<\/strong> e il <strong>Sambo<\/strong> ebbero incarichi direttivi nelle cellule locali di cui facevano parte tutti gli altri iscritti.&nbsp;Il <strong>Cunial<\/strong> era particolarmente incaricato della propaganda fra gli operai del Cantiere Navale.(2)<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Romano Memmo<\/strong> venne condannato a 4 anni, <strong>Altieri Ettore<\/strong>, <strong>Sambo Vittorio<\/strong> e <strong>Pelizzato Pietro<\/strong> a 3 anni, tutti gli altri ad 1 anno.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri veneziani e mestrini processati e condannati nel 1932: <strong>Malgaretto Mario<\/strong>, falegname Mestre; <strong>Niero Sergio<\/strong>, vetraio Mestre; <strong>Dog\u00e0 Antonio<\/strong>, cameriere Mestre; <strong>Pastrello Mario<\/strong>, radiotecnico Venezia; <strong>Tommasi Agostino<\/strong>, scalpellino Venezia, <strong>Pavanello Ruggero<\/strong>, tornitore Venezia; <strong>Fagarazzi Antonio<\/strong>, decoratore Venezia. (3)&nbsp;&nbsp;<\/p>\r\n<p>(1)&nbsp; <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tribunale_speciale_per_la_difesa_dello_Stato_(1926-1943)\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tribunale_speciale_per_la_difesa_dello_Stato_(1926-1943)<\/a><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) IL GAZZETTINO, 27 aprile 1932<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">(3) Adriano Dal Pont. L&#8217;Italia dissidente e antifascista: le ordinanze, le sentenze istruttorie e le sentenze in Camera di consilio emesse dal Tribunale speciale fascista contro gli inputati di antifascismo dall&#8217;anno 1927 al 1943.<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dieci giudecchini antifascisti condannati dal Tribunale speciale nel 1932 Il 6 novembre 1926, anno quarto della \"rivoluzione fascista\", veniva decretato lo scioglimento di tutti i partiti, associazioni e organizzazioni che esplicavano azione contraria al regime (una delle cosiddette leggi fascistissime). 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