{"id":67918,"date":"2021-03-25T06:40:35","date_gmt":"2021-03-25T06:40:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=67918"},"modified":"2021-03-25T06:40:39","modified_gmt":"2021-03-25T06:40:39","slug":"il-consiglio-dei-dieci-e-caterina-querini-durante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=67918","title":{"rendered":"Il Consiglio dei Dieci e Caterina Querini Durante"},"content":{"rendered":"\n<h3>Il Consiglio dei Dieci e Caterina Querini Durante<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;istituzione del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> rispondeva ai bisogni di un&#8217;epoca assai turbolente. Le magistrature ordinarie della Repubblica non davano la sufficiente garanza i per una repressione pronta e radicale dei delitti e delle sedizioni, tanto pi\u00f9 che i delinquenti avevano spesso larghe aderenze fra la stessa nobilt\u00e0 investita di alte cariche.&nbsp;Al <em>Consiglio dei Dieci<\/em> fu devoluta dunque quell&#8217;azione di giustizia che poteva sperarsi da uomini scelti tra il fior fiore del patriziato, ligio ai supremi destini della patria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino allora non erano mancate le leggi repressive contro i riottosi che turbavano la quiete della citt\u00e0; ma il nobile soverchiatore trovava sempre un rifugio sicuro per sottrarsi al rigore della giustizia, oppure alcuni magistrati compiacenti che chiudessero un occhio alle sanzioni. I quali magistrati poi, nobili quasi tutti, dopo avere snocciolato decreti e sentenze contro un sequela di delitti, dopo un gran fracasso di minacce, mettevano ogni cosa nel dimenticatoio, giacch\u00e9 la stessa forza legale finiva col riconoscere le impunit\u00e0, gli asili, i privilegi di alcune classi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>Consiglio dei Dieci<\/em>, composto di uomini capaci, vincolati da una ben definita responsabilit\u00e0 limitata ad un ristretto circolo di individui, ovvi\u00f2 alle deficienze della magistratura con un&#8217;inflessibile volont\u00e0 che oltrepassava perfino la persona del Doge.&nbsp;Era una specie di &#8220;<em>Tribunale Militare<\/em>&#8221; instaurato in tempi calamitosi, dopo le congiure provocate dalla &#8220;<em>Serrata del Maggior Consiglio<\/em>&#8220;!&nbsp;Non dobbiamo quindi meravigliarci delle sue ordinanze severe, spesso crudeli, che colpivano anche chi era immune da colpa.&nbsp;Ricordiamo qui il dramma di una vittima di tale situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Caterina<\/strong>, moglie di <strong>Nicol\u00f2 Querini<\/strong> detto <strong>Durante<\/strong>, aveva dovuto seguire nell&#8217;esilio il marito, complice della congiura del <strong>Tiepolo<\/strong>.&nbsp;Per l&#8217;infelice sposa furono anni di pene infinite; lontana dai suoi cari congiunti, raminga per il mondo con un marito che sognava un&#8217;impossibile riscossa, perseguitata dagli sgherri della Repubblica, <strong>Caterina<\/strong> si ammal\u00f2. Ma ottenne di tornare in patria solo alla morte del marito, avvenuta dieci anni dopo la sua fuga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 4 febbraio 1321 il <strong>Consiglio dei Dieci<\/strong> le permetteva di meter piede in terra di San Marco, confinandola per\u00f2 in un monastero <em>dal quale non potesse in alcun modo uscire senza il permesso dell&#8217;autorit\u00e0<\/em>.&nbsp;Le fu assegnato il <em>Monastero di Santa Maria di Valverde<\/em>, presso <em>Mazzorbo<\/em>, luogo deserto, paludoso e malsano, non troppo indicato per un fisico logorato dagli strapazzi di una vita agitatissima.&nbsp;Appena giunta in questo asilo la <strong>Durante<\/strong> peggior\u00f2, onde chiese di poter entrare in Venezia per curarsi.&nbsp;Lunghe e laboriose furono le pratiche per ottenere un atto di semplice umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La giovane donna aveva in Venezia un amico, <strong>Angelo Bembo<\/strong> di <em>San Salvatore<\/em>, il quale l&#8217;aveva gi\u00e0 una volta aiutata a rientrare nel territorio dello Stato. Questo pietoso patrizio tanto si adoper\u00f2 da riuscire a smuovere la severit\u00e0 dei <em>Dieci<\/em>. Fu concesso a <strong>Caterina Querini <\/strong>il permesso di risiedere nella capitale per un solo mese <em>pro faciendo se mederi<\/em> (per farsi medicare). Ma doveva starsene ritirata in casa, senza mai mostrarsi nelle vie, e qualora fosse guarita prima di detto tempo, tornare subito alla sua destinazione di <em>Mazzorbo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vedova rest\u00f2 ligia all&#8217;ordinanza del Consiglio e fece ritorno tempestivamente al suo monastero. Ma il luogo malsano e la vita chiusa ed inattiva peggiorarono sempre pi\u00f9 le sue condizioni di salute.&nbsp;<strong>Angelo Bembo<\/strong> ricorse nuovamente al <em>Consiglio dei Dieci<\/em> il quale per concessione specialissima permise alla <strong>Querini<\/strong> di trasferirsi in un convento di Venezia a sua scelta e alle medesime condizioni.&nbsp;Il cambio di ambiente parve giovare al fisico dell&#8217;infelice donna. Intanto, essendosi gi\u00e0 confiscati i beni di suo marito, i <em>Dieci<\/em> l&#8217;autorizzarono a rivendicare la sua dote ed ogni altro diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu un buon auspicio; poco dopo un raggio di sole illuminava la grigia esistenza della martire, poich\u00e9 un nobile veneziano, forse lo stesso <strong>Angelo Bembo<\/strong>, chiedeva di poterla sposare.&nbsp;Deposto l&#8217;aborrito nome, <strong>Caterina<\/strong> avrebbe potuto finalmente tornare alla vita libera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti il 27 maggio 1322 la vedova <strong>Querini<\/strong> <em>qua confinata fuit morari in quondam monasterium ad voluntatem de Decem<\/em> sciolta dal suo confino, rientr\u00f2 nel pieno possesso della sua libert\u00e0 <em>pro eo quod uxorata est<\/em> (per essere convolata a nuove nozze). (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) ATI&#8217;. IL GAZZETTINO, 18 ottobre 1934.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Consiglio dei Dieci e Caterina Querini Durante L'istituzione del Consiglio dei Dieci rispondeva ai bisogni di un'epoca assai turbolente. 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