{"id":67815,"date":"2021-03-11T07:29:46","date_gmt":"2021-03-11T07:29:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=67815"},"modified":"2024-02-01T07:09:40","modified_gmt":"2024-02-01T07:09:40","slug":"i-nuovi-patrizi-per-soldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=67815","title":{"rendered":"I nuovi patrizi per soldo"},"content":{"rendered":"\n<h3>I nuovi patrizi per soldo<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Candia<\/em> l&#8217;antichissima <em>Creta<\/em>, famosa per la guerra durata venticinque anni che i Veneziani sostennero nel 1644 contro i Turchi e per gli ubertosi possedimenti che aveva la Repubblica in quella splendida isola del Mediterraneo, \u00e8 ancora ricordata, appunto per le conseguenze della terribile e interminabile guerra da un vecchio adagio veneziano &#8220;<em>esser incandio<\/em>&#8220;, che vale per essere poverissimo, povero in canna. E difatti per la difesa di quel suo prediletto possedimento la Serenissima nel solo anno 1658 spese la somma di ben quattro milioni e trecento novantaduemila ducati d&#8217;oro, somma per quei tempi addirittura meravigliosa, e cos\u00ec l&#8217;erario della Repubblica si trovava in pessime condizioni, quasi esaurito nelle sue principali fonti, sebbene si fosse ricorso qualche volta a nuove tasse e a qualche vendita tratta dal ricco Tesoro di San Marco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una buona idea per rifornire il pubblico erario, stremato dai gravissimi danni di guerra, sorse nel patrizio <strong>Marco Antonio Contarini<\/strong>, uomo d&#8217;ingegno pronto e che ben conosceva l&#8217;arte di sfruttare la grande ambizione della gente; ne fece parola al principe <strong>Francesco Molin<\/strong>, e nel luglio del 1646 il <em>Maggior Consiglio<\/em> decretava che verrebbero ascritti al Veneto patriziato coloro che pagassero ducati centomila, dei quali sessantamila a titolo di dono e quarantamila investiti nella zecca con il relativo annuo interesse del tre per cento. La seduta fu abbastanza tumultuosa: non tutti erano d&#8217;accordo parecchi fra gli antichi patrizi delle case vecchie sostenevano piuttosto che profanare il <em>Libro d&#8217;oro<\/em> era molto meglio vendere le pubbliche entrate, anche qualche provincia se fosse stato necessario, ma non mai la nobilt\u00e0, quella era sacra, dicevano loro, per\u00f2 il bisogno era urgente e il decreto pass\u00f2 a maggioranza di voti e la ricca classe mercantile, una specie di &#8220;<em>pescicani<\/em>&#8221; di allora, entr\u00f2 trionfante nella splendida sala nel <em>Consiglio Maggiore<\/em>, che vide per la prima volta quei visi nuovi di ambiziosi arricchiti, in pochi giorni la <em>Zecca ducale<\/em> raccolse pi\u00f9 di sei milioni di ducati, e aveva gran ragione <strong>Marco Antonio Contarini<\/strong> di avere fede nell&#8217;ambizione umana: i primi a soccorrere per vestir la toga furono i <strong>Widmani<\/strong>, tedeschi, da principio &#8220;<em>bastasi<\/em>&#8220;, facchini al fondaco dei Tedeschi; seguirono i <strong>Fonseca<\/strong>, spagnoli, negozianti di zucchero; i <strong>Zanardi<\/strong>, giunti alle lagune &#8220;<em>miserabili et dolenti et pestapevere dal spezier del Guanto all&#8217;ascensione<\/em>&#8220;; i <strong>Raspi<\/strong> mercanti di vino; i <strong>Bergonzi<\/strong> venditori di seta e drappi d&#8217;oro a San Salvador e all&#8217;insegna della <em>Rosa d&#8217;Oro<\/em>; i <strong>Pasta<\/strong>, mercanti di &#8220;<em>gabbani<\/em>&#8220;, mantelli, per galeotti e soldati; i <strong>Zoilo<\/strong> salumieri che &#8220;<em>praticavano Rialto con la traversa bianca e manegotti<\/em>&#8220;; i <strong>Verdizzotti<\/strong> figli di un sarto che &#8220;<em>da putto accompagnava un orbo<\/em>&#8220;; e tanti altri che avevano arricchito rapidamente, qualcuno anche con mezzi non troppo laudativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vecchia aristocrazia, se pur si adattava a ricevere nel proprio seno uomini soltanto doviziosi, non voleva mai essere confusa con essi, e i nuovi nobili non erano quasi mai chiamati agli uffici pi\u00f9 importanti, come quelli delle ambascerie, raramente riuscivano a far parte del Collegio e pi\u00f9 raramente ancora potevano allearsi con vincoli di parentela alle vecchie casate, le quali preferivano unirsi alle famiglie loro uguali per antico lignaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I nobili di gran sangue guardavano con disprezzo i plebei arricchiti che indossavano la vesta patrizia, mentre la satira anonima in versi e in prosa diveniva sempre pi\u00f9 mordace ed irosa contro il risalito che merc\u00e9 i denari entrava in <em>Maggior Coniglio<\/em>: &#8220;<em>El se fa zentilomo e con stupor dalla stalla alla reggia el va un t&#8217;un passo&#8221;. E il veneziano Francesco Busenello, scriveva: &#8220;Un pezo de vilan de la valada \/ Un capel de casto, porter\u00e0 in testa \/ Un ch&#8217;\u00e0 port\u00e0 sportele mere vesta, Un zavater ga pan e vin d&#8217;intrada<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una sola famiglia, a quanto dice un manoscritto del <strong>Cicogna<\/strong>, ebbe le incondizionate simpatie delle antiche case nobili veneziane e furono i <strong>Gambara<\/strong> della <em>contrada della Carit\u00e0<\/em>, i quali ottennero la toga non solo per il pagamento dei centomila ducati, ma anche per i servizi resi alla repubblica come nella guerra contro i turchi nel 1571 mantenendo a proprie spese tutto un reggimento, cos\u00ec nel 1605 per i suoi buoni uffizi presso la Corte Romana all&#8217;epoca dei dissensi con il papa <strong>Paolo V<\/strong>. <strong>Eleonora Gambara<\/strong> si marit\u00f2 con <strong>Francesco Morosini<\/strong> nel 1678,e a quel matrimonio concorse quasi tutta la gente patrizia delle case vecchie per fare onore ai <strong>Gambara<\/strong> e rallegrarsi con i <strong>Mocenigo<\/strong> della bella sposa discendente da quella <strong>Veronica Gambara<\/strong>, distinta poetessa cinquecentesca, sposa di un signor di <em>Correggio<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma una rondine non fa primavera, e il disprezzo per la nuova nobilt\u00e0 a suon di ducati dur\u00f2 fino al termine della Repubblica, che cadde anche per colpa, e forse non ultima, delle scissure, degli antagonismi, delle turbolenze da cui era agitato l&#8217;ordine nobiliare. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 18 febbraio 1934<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I nuovi patrizi per soldo Candia l'antichissima Creta, famosa per la guerra durata venticinque anni che i Veneziani sostennero nel 1644 contro i Turchi e per gli ubertosi possedimenti che aveva la Repubblica in quella splendida isola del Mediterraneo, \u00e8 ancora ricordata, appunto per le conseguenze della terribile e interminabile guerra da un vecchio adagio [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":67892,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2788,4335],"tags":[3526,3521,2623,2619],"class_list":["post-67815","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-storie-e-leggende","category-giovanni-malgarotto","tag-https-www-conoscerevenezia-it-p67815","tag-patriziato-veneto","tag-venezia","tag-venice"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/53-DSC_0308m-OK.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67815","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=67815"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67815\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72273,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67815\/revisions\/72273"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/67892"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=67815"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=67815"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=67815"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}