{"id":67768,"date":"2021-02-26T06:51:47","date_gmt":"2021-02-26T06:51:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=67768"},"modified":"2024-02-01T07:12:34","modified_gmt":"2024-02-01T07:12:34","slug":"margherita-dalmaz-da-ballerina-a-dogaressa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=67768","title":{"rendered":"Margherita Dalmaz da ballerina a dogaressa"},"content":{"rendered":"\n<h3>Margherita Dalmaz da ballerina a dogaressa<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <em>Rio del Megio<\/em> a <em>San Giacomo dall&#8217;Orio<\/em>, vicino ai famosi <em>depositi del Megio<\/em> (miglio) della repubblica, sorgeva un palazzo fabbricato nella seconda met\u00e0 del cinquecento e distrutto nel 1811, appartenente alla famiglia patrizia dei <strong>Renier<\/strong> del ramo principale di <em>San Pantaleon<\/em>, detto anche del &#8220;<em>Ponte di Ca&#8217; Foscari<\/em>&#8220;. In questo palazzo nacque nel 1710 Paolo <strong>Renier<\/strong> che fu poi il penultimo doge della Serenissima e quella <strong>Giustina Renier<\/strong>, nipote di <strong>Paolo<\/strong>, maritatasi nel 1755 con <strong>Antonio Michiel<\/strong> della <em>contrada di Santa Sofia<\/em>, autrice insuperata della &#8220;<em>Origine delle Feste Veneziane<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sier <strong>Paolo Venier<\/strong> di acutissimo ingegno e di mirabile eloquenza, alla corruzione del settecento sacrific\u00f2 spesso la propria dignit\u00e0, specialmente quando mortagli la prima moglie <strong>Giustina Donato<\/strong>, figlia di sier <strong>Leonardo<\/strong> della <em>contrada di Sant&#8217;Agnese<\/em> si un\u00ec in matrimonio con una ballerina greca di nome <strong>Margherita Dalmaz <\/strong>(o <strong>Dalmet<\/strong>), da lui conosciuta, corteggiata e amata quand&#8217;era balio a Costantinopoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;unione scandalosa non impediva al <strong>Renier<\/strong> di salire al soglio ducale, ma vani riuscirono i suoi tentativi di far inscrivere le nozze nel Libro d&#8217;oro del patriziato poich\u00e9 gli <em>Avogadori<\/em>, gelosi custodi delle leggi, lo impedirono sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;elezione del <strong>Renier<\/strong> era avvenuta, come asserisce sier <strong>Bortolo Gradenigo<\/strong> di <em>Rio Marin<\/em>, con una lunga serie di corruzioni cominciate nel <em>Maggior Consiglio<\/em> con la compera di trecento voti a quindici zecchini l&#8217;uno dai &#8220;<em>barnabotti<\/em>&#8221; o nobili poveri che per denaro avrebbero venduto il Tesoro stesso di San Marco, e terminate da sier Paolo con il &#8220;<em>calar la stola<\/em>&#8221; o raccomandarsi pietosamente ai patrizi ricchi nel Cortile del Palazzo Ducale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eletto doge il 14 gennaio 1779, il <strong>Renier<\/strong> fu da <strong>Alvise Zen<\/strong>, il pi\u00f9 vecchio dei <em>Quarantuno<\/em>, presentato al popolo raccolto nella Piazzetta che dimostr\u00f2 il suo malcontento con un silenzio solenne, rotto solo dagli applausi e dalle grida dei &#8220;<em>putti<\/em>&#8221; acquistati alla causa reniera con una larga distribuzione di dolci e di frutta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla bella <strong>Margherita<\/strong> poco importava del Libro d&#8217;oro &#8220;<em>delle eccellentissime famiglie<\/em>&#8220;, lei era pur sempre la moglie legittima del doge e come tale volle imperare in Palazzo, lasciando il posto nelle cerimonie solenni, dove era richiesta la presenza della dogaressa, alla nipote <strong>Giustina Renier Michiel<\/strong> di costumi illibati e di cultura non comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>Dalmaz<\/strong> molto pi\u00f9 giovane del marito che contava allora quasi settant&#8217;anni, voleva procacciarsi una vecchiaia comoda tanto pi\u00f9 sapendo che il marito, sebbene a lei soggetto nell&#8217;ambiente domestico, aveva per la nipote una grande affezione che avrebbe potuto un giorno concretarsi in un eventuale testamento tutto a suo favore, non avendo la Repubblica riconosciuto il matrimonio. E allora la ballerina cominci\u00f2 lo svolgimento di un suo progetto, la vendita delle cariche e degli impieghi dipendenti dal dige: per un canonico di San Marco voleva cento ducati, per il &#8220;<em>primicerio<\/em>&#8221; trecento e cos\u00ec accordava favori, prebende, provvisioni e denari contanti che il <strong>Renier<\/strong> nella quiete della camera nuziale nulla poteva rifiutarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un solo ebbe il canonicato di San Marco senza spendere un soldo e fu il pievano della <em>chiesa di San Basso<\/em>, don <strong>Benedetto Schiavini<\/strong>: a <strong>Margherita<\/strong> dava fastidio le piccola campana della chiesa che con l&#8217;aurora suonava la prima messa e sapendo che il pievano desiderava un posto di canonico glielo promise previo il sacrificio della campana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando a Palazzo giungevano in gran copia i soliti doni in derrate, in bevande, in merci, in stoffe per parte di comuni, di monasteri, di confraternite, di magistrature era sempre la <strong>Dalmaz<\/strong> che se ne occupava, e la maggior parte venivano vendute a suo profitto avendo essa abolito i regali che abitualmente il doge faceva al cancelliere grande, ai segretari, ai magistrati, ai cavalieri, ai procuratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 18 febbraio 1789 moriva <strong>Paolo Renier<\/strong>: fu poco compianto e venne sepolto tacitamente di notte nella <em>chiesa dei Tolentini<\/em> affinch\u00e9 i suoi funerali non avessero a disturbare i piaceri carnevaleschi; soltanto nel primo luned\u00ec della quaresima fu annunziata ufficialmente la morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Margherita Dalmaz <\/strong>(*), la ballerina di <em>Costantinopoli<\/em>, si ricover\u00f2 in una casa in <em>Campo Sant&#8217;Angelo<\/em>, vicino al palazzo Trevisan, e mor\u00ec il 10 gennaio 1817 lasciando una cospicua eredit\u00e0 al pronipote <strong>Bernardino Renier<\/strong>, l&#8217;ufficiale d&#8217;artiglieria che nella notte dal 12 al 13 maggio 1797 arrest\u00f2 con i suoi cannoni posti sul <em>Ponte di Rialto<\/em> i tumultuanti che volevano saccheggiare la citt\u00e0, e in cui si estinse, nel 1831, il ramo principale dei patrizi <strong>Renier<\/strong> di <em>San Pantalon<\/em>. (1)<\/p>\n<p>(*) Dopo la morte del doge si spos\u00f2 con <strong>Federico Bonlini<\/strong>, anch&#8217;egli nobile, ma neppure questo matrimonio si trova iscritto nel Libro d&#8217;oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 12 ottobre 1930<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Margherita Dalmaz da ballerina a dogaressa Nel Rio del Megio a San Giacomo dall'Orio, vicino ai famosi depositi del Megio (miglio) della repubblica, sorgeva un palazzo fabbricato nella seconda met\u00e0 del cinquecento e distrutto nel 1811, appartenente alla famiglia patrizia dei Renier del ramo principale di San Pantaleon, detto anche del \"Ponte di Ca' Foscari\". 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