{"id":67725,"date":"2021-02-18T06:31:19","date_gmt":"2021-02-18T06:31:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=67725"},"modified":"2024-02-01T07:14:59","modified_gmt":"2024-02-01T07:14:59","slug":"il-doge-agostino-barbarigo-sotto-inchiesta-dopo-la-sua-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=67725","title":{"rendered":"Il doge Agostino Barbarigo sotto inchiesta dopo la sua morte"},"content":{"rendered":"\n<h3>Il doge Agostino Barbarigo sotto inchiesta dopo la sua morte<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai primi di agosto dell&#8217;anno 1501 il vecchio doge <strong>Agostino Barbarigo<\/strong> di oltre ottantadue anni, ottenuto per causa di malattia un breve permesso dal <em>Senato<\/em>, si recava a Padova, ma n\u00e9 le arie miti del padovano n\u00e9 la quiete della sontuosa dimora, recarono alcun sollievo all&#8217;illustre vegliardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritornato a Venezia dovette mettersi a letto e aggravandosi sempre pi\u00f9 la malattia, il 13 settembre chiam\u00f2 i Consiglieri e disse loro che la Repubblica aveva bisogno di un doge fattivo, un principe operoso, e non di un povero vecchio ammalato, e togliendosi dal dito l&#8217;anello dogale lo consegnava al consigliere pi\u00f9 anziano, sier <strong>Marco Contarini<\/strong> esclamando: &#8220;<em>Ve spazer\u00f2<\/em> (sgombrer\u00f2) <em>il palazo e andremo in la nostra casa a san Trovaso et li finiremo la nostra vita et pregove per ben vostro e de Vinetia acept\u00e8 la mia refudason<\/em>&#8220;. Ma i Consiglieri commossi risposero: &#8220;<em>Serenissimo, nui speremo in Dio ve renda la vostra sanit\u00e0 et non aceptemo la vostra refudason. Vostra Serenit\u00e0 attendi a verir<\/em> (guarire) <em>et lass\u00e8 sti pensieri!<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo sette giorni, nel vespero del 20 settembre, il Serenissimo <strong>Agostino Barbarigo<\/strong> moriva tra le braccia del genero sier <strong>Zorzi Nani<\/strong>, marito di sua figlia <strong>Elena<\/strong>, che lo aveva assistito con cure filiali e che durante il dogado era sempre stato per il <strong>Barbarigo<\/strong> l&#8217;uomo di fiducia non solo, ma l&#8217;amico affezionato e fidato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il doge era appena morto e gi\u00e0 per la citt\u00e0 si mormorava che egli aveva accettato doni da sovrani stranieri, che non aveva mai pagato i suoi creditori, che &#8220;<em>aceptava presenti da chadauno et ne aceptava tanti che hera cosa incredibile<\/em>&#8221; e gli si faceva colpa &#8220;<em>de gran indelicatezze, angarie et extorsion<\/em>&#8220;. E crescendo il mormorare e citando ognuno contro il defunto fatti concreti lo stesso <em>Consiglio dei Dieci<\/em> dovette intervenire, tanto pi\u00f9 che alla lettura del testamento ducale si trov\u00f2 una clausola abbastanza strana, che dimostrava nel defunto un carattere imperioso, dominante, autoritario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La clausola riguardava il genero <strong>Zorzi Nani<\/strong> e diceva: &#8220;<em>Nui ordenemo et he de nostra volont\u00e0 che li libri et conti per conto de el dogado nostro, tenudi per Zorzi nostro amatissimo zener sia cuss\u00ec cretti (creduti) chome si da nostra mano fusse sta tenudo, per\u00f2 che de la soa fede et consientia ne he ben notto, et per\u00f2 non volemo che per alguno sia contradito et questa \u00e8 la nostra volunt\u00e0, la nostra volunt\u00e0 de dose di Venetia<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>Consiglio dei Dieci<\/em> volle veder chiaro in quei libri ducali e constatato che molte ma molte scritture apparivano irregolari, e cos\u00ec si poteva spiegare che mentre il <strong>Barbarigo<\/strong> prima di salire al ducato possedeva una mediocre ricchezza, ora lasciava una sostanza tra mobili, vesti e preziosi di pi\u00f9 che ottantamila ducati, che con i depositi in zecca, le ville e i palazzi si calcolava arrivasse quasi ai quattro milioni di franchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una legge nuova fu subito votata e vennero creati &#8220;<em>li tre inquisitori del dose defunto<\/em>&#8220;, da eleggersi ala morte di ogni doge con l&#8217;incarico d&#8217;investigare e indagare scrupolosamente in quali cose egli avesse mancato, ascoltare le querele contro di lui portate, esaminare scritture e testimonianze e procedere secondo i casi ai risarcimenti dovuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>Maggior Consiglio<\/em>, il 24 settembre elesse i primi tre inquisitori nei patrizi <strong>Lunardo Grimani<\/strong>, <strong>Antonio Tron<\/strong> e <strong>Antonio Loredan<\/strong> i quali cominciarono l&#8217;inchiesta contro il Serenissimo <strong>Barbarigo<\/strong>: si arrestarono due scudieri del defunto, tali <strong>Battista da Murano<\/strong> e <strong>Matiello da Brescia<\/strong> &#8220;<em>per non haver pagato daci per vino dil doxe<\/em>&#8221; e furono condannati ad un anno di prigione: gli eredi <strong>Barbarigo<\/strong> vennero interrogati sotto il vincolo del giuramento, ma sier <strong>Zorzi Nani<\/strong>, avvilito per l&#8217;infamata memoria del suocero, &#8220;<em>se misse in tanta meninconia che si amal\u00f2, ita (cos\u00ec) che a d\u00ec 29 morite, et stete amalado zorni sie<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le somme ricuperate dalla faticosa inchiesta salirono, a carico degli eredi, a circa diecimila ducati &#8220;<em>et questo per li libri del Nani sequestrati<\/em>&#8220;, ma in tutti rimase la convinzione che ben pi\u00f9 forti fossero le somme sfuggite al controllo degli inquisitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec pass\u00f2 tra i pi\u00f9 il Serenissimo <strong>Barbarigo<\/strong> &#8220;<em>et fo molto vituperato et biasimato et questo denigr\u00f2 et macul\u00f2 molto la fama soa<\/em>&#8220;. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 4 gennaio 1931<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il doge Agostino Barbarigo sotto inchiesta dopo la sua morte Ai primi di agosto dell'anno 1501 il vecchio doge Agostino Barbarigo di oltre ottantadue anni, ottenuto per causa di malattia un breve permesso dal Senato, si recava a Padova, ma n\u00e9 le arie miti del padovano n\u00e9 la quiete della sontuosa dimora, recarono alcun sollievo [...]","protected":false},"author":2,"featured_media":67731,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2788,4335],"tags":[2499,3492,2623,2619],"class_list":["post-67725","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-storie-e-leggende","category-giovanni-malgarotto","tag-agostino-barbarigo","tag-https-www-conoscerevenezia-it-p67725","tag-venezia","tag-venice"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/DSC_0861.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67725","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=67725"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67725\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67754,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67725\/revisions\/67754"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/67731"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=67725"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=67725"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=67725"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}