{"id":67671,"date":"2021-02-17T06:13:03","date_gmt":"2021-02-17T06:13:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=67671"},"modified":"2024-02-01T07:16:05","modified_gmt":"2024-02-01T07:16:05","slug":"la-morte-improvvisa-di-filippo-tron-mentre-veniva-eletto-doge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=67671","title":{"rendered":"La morte improvvisa di Filippo Tron, mentre veniva eletto doge"},"content":{"rendered":"\n<h3>La morte improvvisa di Filippo Tron, mentre veniva eletto doge&nbsp;<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il doge <strong>Agostino Barbarigo<\/strong> moriva il 20 settembre 1501 &#8220;<em>et fo una meraveja<\/em> (scrive il <strong>Sanudo<\/strong>) <em>a udire le maledizion ognun le dava per la superbia, rapacit\u00e0, tenacit\u00e0, avarizia era in lui<\/em>&#8220;. Appena morto, tutta la citt\u00e0 gridava di voler doge <strong>Filippo Tron<\/strong>, il procuratore, e specialmente il popolo ne era entusiasta perch\u00e9 &#8220;<em>il piaceva assai<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Filippo Tron<\/strong> della <em>contrada di Sant&#8217;Eustacchio<\/em>, vulgo <em>San Stae<\/em>, aveva circa sessantasei anni ed era figlio del doge <strong>Nicol\u00f2<\/strong> morto nel 1473; viveva solo con le sorelle, &#8220;<em>homo assa&#8217; corpulento<\/em>&#8220;, franco, modesto, ricco, amante del bene pubblico e severo ammonitore di qualunque spreco. Gli elettori del nuovo doge si erano gi\u00e0 raccolti e i vari scrutini avevano eletto i quarant&#8217;uno, ultimi e definitivi elettori del principe, quando nella notte del 26 settembre moriva quasi improvvisamente il <strong>Tron<\/strong>, il pi\u00f9 quotato tra i concorrenti &#8220;<em>et fo ditto per la terra esser sta tosegado<\/em> (avvelenato)&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La notizia fece profonda impressione, molti patrizi corsero a <em>San Stae<\/em> e fra questi anche i <em>capi dei Dieci<\/em> per vedere, investigare, provvedere. Le sorelle furono mandate nella casa del patrizio <strong>Piero Trevisan<\/strong> &#8220;<em>da la dreza<\/em>&#8221; loro parente e fu chiamato un medico per visitare il defunto, ma non fu trovato alcun segno di avvelenamento e il responso fu che &#8220;<em>da la gran grossesa el crep\u00f2<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 nel popolo rimase sempre il convincimento &#8220;<em>dil tosego<\/em>&#8220;, e quando si seppe che nel suo testamento aveva beneficiato molti poveri si alzarono vie pi\u00f9 i rimpianti e le lamentazioni per quella morte improvvisa. Egli aveva lasciato un patrimonio di ottantamila ducati in gran parte destinato ad opere pie, ordinando la vendita delle sue argenterie, delle molte gioie e di mobili per comperare un terreno da fabbricarvi duecento casette da darsi ai poveri con il fitto di soli due ducati annuali. Tali casette, dice la cronaca <strong>Priuli<\/strong>, furono fabbricate a <em>Santa Maria Maggiore (*)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Filippo Tron<\/strong> venne sepolto ai <em>Frari<\/em>, e la sua morte rest\u00f2, per il popolo, sempre un mistero. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(*) Erano in realt\u00e0 settantaquattro abitazioni, consistenti ciascuna in&nbsp; camera e cucina, parte a piano terreno parte a primo piano, costruite in quattro corpi di fabbrica ubicati tra le attuali <em>Fondamenta de le Procuratie<\/em>, <em>Fondamenta de la Madona<\/em> e <em>Fondamenta dei Cereri<\/em>. Queste casette venivano date da abitare &#8220;<em>per grazia e per amore di Dio<\/em>&#8221; a famiglie indigenti dai &#8220;<em>Procuratori della Commissaria de Ultra<\/em>&#8221; esecutori testamentari del lascito di <strong>Filippo Tron<\/strong>. La denominazione della <em>Fondamenta de le Procuratie<\/em> deriva proprio dal fatto che i &#8220;<em>Procuratori<\/em>&#8221; della Repubblica erano gli amministratori di questi lasciti. Queste abitazioni furono demolite nei primi anni dell&#8217;Ottocento (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 27 gennaio 1926<\/p>\n<p>(2) Egle Renata Trincanato. Venezia Minore. Filippi Editore Venezia&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La morte improvvisa di Filippo Tron, mentre veniva eletto doge&nbsp; Il doge Agostino Barbarigo moriva il 20 settembre 1501 \"et fo una meraveja (scrive il Sanudo) a udire le maledizion ognun le dava per la superbia, rapacit\u00e0, tenacit\u00e0, avarizia era in lui\". 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