{"id":67629,"date":"2021-02-09T06:46:18","date_gmt":"2021-02-09T06:46:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=67629"},"modified":"2024-02-01T07:19:31","modified_gmt":"2024-02-01T07:19:31","slug":"leonardo-donato-un-doge-impopolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=67629","title":{"rendered":"Leonardo Donato o Don\u00e0 un doge impopolare"},"content":{"rendered":"\n<h3>Leonardo Donato o Don\u00e0 un doge impopolare<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla morte del doge <strong>Marino Grimani<\/strong> venne eletto il 10 gennaio 1606 <strong>Leonardo Donato<\/strong>, cavaliere e procuratore di San Marco. Di alto ingegno e di dottrina profonda, era l&#8217;uomo pi\u00f9 adatto per cercare di comporre le vertenze che allora correvano tra la Repubblica e la corte di Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Religioso ma non bigotto, assiduo compagno di <strong>Andrea Morosini<\/strong> nel &#8220;<em>mezzato<\/em>&#8221; della cui casa a San Luca sul Canal Grande, vicino al <em>palazzo Farsetti<\/em>, si raccoglievano fraternamente a discutere <strong>Galileo<\/strong>, il <strong>Sarpi<\/strong> con il fido fra <strong>Fulgenzio Micanzio<\/strong>, <strong>Giordano Bruno<\/strong> e <strong>Santoro Santorio<\/strong>, egli era un alacre sostenitore dei diritti della Serenissima. Alla sua elezione il <em>Senato<\/em> e quasi tutti i patrizi provarono grandissimo contento, ma il popolo no: lo si diceva avaro perch\u00e9 era avverso alle feste, perch\u00e9 non amava le usanze fastose e le inutili spese e difatti per la sua nomina non volle nessuna solenne cerimonia: sobriet\u00e0 meravigliosa e meravigliosa modestia in quel secolo spendereccio e lussuoso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando <strong>Leonardo Donato<\/strong> usc\u00ec dalla chiesa di San Marco dopo ascoltata la messa e mont\u00f2 nel &#8220;<em>pozzetto<\/em>&#8221; per il solito giro intorno la Piazza, la folla era grandissima in attesa che il nuovo doge gettasse i denari tradizionali ad ogni elezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pozzetto &#8220;<em>sotenuto da huomeni della Maestranza de l&#8217;Arsenal<\/em>&#8221; avanzava preceduto da altri arsenalotti armati dei famosi bastoni rossi che facevano largo tra la folla e sul pozzetto accanto al doge sventolava il gonfalone caudato di San Marco, ma solo all&#8217;altezza della <em>chiesa di San Geminiano<\/em> il Serenissimo gett\u00f2 una manata di &#8220;<em>piccioli dinari<\/em>&#8221; e poi mentre il corteo faceva il giro ritornando verso il Palazzo Ducale, pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cominci\u00f2 qualche fischio e &#8220;<em>principiarono i putti a gettar della neve, della quale in quei giorni ne cade in gran copia et dalla neve vennero i sassi<\/em>&#8221; con alte grida, imprecazioni e contumelie. I bastoni degli Arsenalotti picchiarono sodo, ma il popolo sempre pi\u00f9 s&#8217;inaspriva e tumultuava &#8220;<em>onde nel tumulto della baruffa nell&#8217;entrare nella porta del Palazzo, dalla calca si ruppe l&#8217;asta che sul pozzetto sosteneva lo stendardo della Repubblica et le Maestranze li camminarono sopra non vedendolo nella baruffa<\/em>&#8220;. Dall&#8217;alto della scala dei Giganti comparve <em>Missier grande<\/em> con la sua veste paonazza e la lunga scimitarra al fianco, seguito da alcuni fanti del <em>Consiglio dei Dieci<\/em> e la folla a quella vista continu\u00f2 a gridare ma si disperse sebbene lentamente; venne fatto qualche arresto e ritorn\u00f2 una certa quiete, se non proprio la calma, poich\u00e9 gli animi adesso erano turbati per la caduta del gonfalone &#8220;<em>et correva tra il vulgo voci che predicevano grandi sciagure<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il popolo non perdon\u00f2 mai a <strong>Leonardo Donato<\/strong> quel tumulto da lui provocato: quell&#8217;anno vi fu gran carestia per le tempeste dell&#8217;estate che levarono nello Stato della Repubblica un terzo delle biade, il popolo mormorava: &#8220;<em>L&#8217;\u00e8 colpa del Dose!<\/em>&#8220;; a Spalato, soggetto alla Serenissima, scoppi\u00f2 la peste &#8220;<em>la quale crebbe di maniera che stinse la maggior parte degli habitanti<\/em>&#8221; e il popolo ripeteva sempre: &#8220;<em>L&#8217;\u00e8 colpa del Dose!<\/em>&#8220;; e quando nel principio del 1608, il freddo &#8220;<em>fu cos\u00ec insolito che super\u00f2 le memorie degli huomeni e cad\u00e9 cos\u00ec gran copia di nevi che non si poteva andar per le strade n\u00e9 uscir dalle case<\/em>&#8221; il popolo continuava nella sua solita antifona: &#8220;<em>L&#8217;\u00e8 colpa del Dose!<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua condotta severa, irremovibile, ispirata ad un altissimo amore di patria, contro il famoso interdetto proclamato da <strong>Paolo V<\/strong> ai danni di Venezia non fu compresa dal popolo che aument\u00f2 il suo rancore, sobillato dal partito gesuitico che teneva per la curia di Roma. E quando qualche anno pi\u00f9 tardi il principe <strong>Leonardo<\/strong> si rec\u00f2 il 2 febbraio a visitare solennemente la <em>chiesa di santa Maria Formosa<\/em>, il popolo, anzich\u00e9 festeggiarlo, cominci\u00f2 a strepitare e a ricordargli i meriti del suo predecessore gridando: &#8220;<em>Viva il doge Grimani padre dei poveri!<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tale fatto il doge si accor\u00f2 e non volle pi\u00f9 partecipare a cerimonie, tanto che il popolo non avendolo veduto nella visita del Redentore si mormor\u00f2 per tutta la citt\u00e0 che &#8220;<em>verr\u00e0 un giorno in cui vorr\u00e0 andar in chiesa et non potr\u00e0<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Leonardo Donato<\/strong> mor\u00ec dopo sei anni, sei mesi, sei giorni di dogado e corse tra il popolo la voce che nella stanza dove egli agonizzava si udissero strane urla e grida e si vedessero fantasmi paurosi. Egli fu sepolto la notte del 17 luglio 1612 nella <em>chiesa di San Giorgio Maggiore<\/em> e le solite cerimonie si fecero tre giorni dopo, recando un cataletto contenente il simulacro di stucco del doge defunto. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 13 dicembre 1929<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Leonardo Donato o Don\u00e0 un doge impopolare Alla morte del doge Marino Grimani venne eletto il 10 gennaio 1606 Leonardo Donato, cavaliere e procuratore di San Marco. Di alto ingegno e di dottrina profonda, era l'uomo pi\u00f9 adatto per cercare di comporre le vertenze che allora correvano tra la Repubblica e la corte di Roma. 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