{"id":67624,"date":"2021-02-08T13:39:54","date_gmt":"2021-02-08T13:39:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=67624"},"modified":"2024-02-01T07:19:53","modified_gmt":"2024-02-01T07:19:53","slug":"cristoforo-moro-un-doge-timoroso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.conoscerevenezia.it\/?p=67624","title":{"rendered":"Cristoforo Moro un doge timoroso"},"content":{"rendered":"\n<h3>Cristoforo Moro un doge timoroso<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cristoforo Moro<\/strong>, della famiglia <strong>Moro<\/strong> di <em>San Girolamo<\/em>, fu fatto Doge il 12 maggio 1462. Fra i Dogi della gloriosa Repubblica egli fu una vera eccezione, poich\u00e9 egli \u00e8 pi\u00f9 noto nella storia per la sua piet\u00e0 e per l&#8217;amicizia di San <strong>Bernardino da Siena<\/strong>, che non per la sua fermezza, n\u00e9 per virili virt\u00f9 di principe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1464 il papa <strong>Pio II<\/strong>, <strong>Enea Silvio Piccolomini<\/strong>, era riuscito ad indurre il Duca <strong>Filippo di Borgogna<\/strong>, il re d&#8217;Ungheria ed i Veneziani a collegarsi contro il Turco, anzi aveva ottenuto dai Veneziani che lo stesso Doge fosse il capo delle armate cristiane in Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 20 luglio il <em>Senato<\/em> si raccoglieva, in seduta solenne, per stabilire la partenza del Doge e dell&#8217;armata per la citt\u00e0 di Ancona, dove era giunto il papa e si stavano armando le galere per la stabilita crociata. Il doge <strong>Moro<\/strong>, pallido e commosso, fece un lungo discorso, ricusando l&#8217;alto onore di porsi egli stesso a capo dell&#8217;armata, e giustificando il suo rifiuto con la sua malferma salute, con la sua insipienza nel comando militare, con la sua poca valentia nelle armi. I patrizi a questa strana dichiarazione, si guardarono taciturni ed accigliati; per un istante il silenzio fu solenne; ma una voce rude ruppe quel silenzio e dal suo scanno si alz\u00f2 la maschia figura di <strong>Vettore Cappello<\/strong>, capitano navale, e per la grande sala echeggiarono queste parole: &#8220;<em>Se la Serenita Vostra no vor\u00e0 andar co le bone, la faremo andar per forza, perch\u00e9 gavemo pi\u00f9 caro el ben e l&#8217;onor de sta terra, che no xe la persona Vostra<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fiera repubblicana franchezza del <strong>Cappello<\/strong> rispose il Doge sommesso ed umiliato: &#8220;<em>Voria co mi sier Lorenzo Moro, che xe duca de Candia, admiragio su una galea<\/em>&#8220;. E pronto il Senato ad una voce. &#8220;<em>Se far\u00e0 come la dise ela!<\/em>&#8220;.&nbsp;E la seduta fu tolta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; noto che la famosa crociata non ebbe pi\u00f9 luogo, poich\u00e9 poco dopo, il 17 agosto 1464, moriva in Ancona <strong>Pio II<\/strong> e la flotta veneta ritorn\u00f2 nelle acque calme delle sue lagune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i Veneziani non dimenticarono mai il contegno pusillanime del loro Doge.&nbsp;Raccontano gli &#8220;<em>Annali<\/em>&#8221; del <strong>Malipiero<\/strong>, pubblicati ed illustrati nell'&#8221;<em>Archivio Storico Italiano<\/em>&#8220;, che una sera nella malvasia di <strong>Polo<\/strong> a San Cassan, il patrizio <strong>Bartolomeo Memmo<\/strong> quoandam <strong>Marco<\/strong> ebbe a dire ad altri patrizi. &#8220;<em>Vegnino diese a consegio domenega che vien, et le corazzine sotto le veste, et amazemoli tuti, comenzando da questo becco de Cristoforo Moro<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ingiurie al capo dello Stato venivano punite con la pena di morte, ed il <strong>Bartolomeo Memmo<\/strong> fu preso e, con sentenza del Consiglio dei Dieci, il 14 luglio 1470 fu appiccato fra le colonne rosse del palazzo Ducale. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 24 ottobre 1923<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cristoforo Moro un doge timoroso Cristoforo Moro, della famiglia Moro di San Girolamo, fu fatto Doge il 12 maggio 1462. 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